Confassociazioni, i vicepresidenti Bulgheroni e De Lorenzo: “Forti preoccupazioni per le norme sulle sezioni specializzate per la famiglia contenute del DDL giustizia”

“Siamo fortemente preoccupati per le norme sulle sezioni specializzate per la ipotizzate nel ”. Lo hanno dichiarato in una nota, Mario , Vice Presidente di con delega a Giustizia e Diritto eGianfranco , Vice Presidente di CONFASSOCIAZIONI con delega ad Istruzione, Giovani e Famiglia.
“Avevamo dato profonda fiducia alle dichiarazioni che il Ministro Orlando – ha dichiaratoBulgheroni – aveva fatto nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Le intenzioni erano fra le migliori: individuare un Tribunale specifico che si occupasse della tutela dei minori per garantire unelevato grado di specializzazione in una materia che, per sua natura, esige conoscenze e sensibilità particolari.”

“E invece – ha continuato Gianfranco De Lorenzo – le norme contenute nello schema del disegno delega al , approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 agosto scorso e che istituisce, presso tutte le sedi di Tribunale, le “sezioni specializzate per la famiglia e la persona”, di fatto ci preoccupano molto per una serie di ragioni”.
“Con questo DDL – ha aggiunto De Lorenzo – non si garantisce più la effettiva specializzazione dei giudici che ha efficacemente connotato la giustizia minorile nell’ultimo periodo. Si cancella di colpo il termine “minore” per cui il minore esisterebbe nei suoi diritti solo in funzione dei diritti dei suoi genitori con una sovrapposizione della giurisdizione minorile a quella familiare. Tutto questo invece di garantire la soddisfazione dell’interesse “superiore” del minore: è per questo che sarebbe molto più opportuno concentrare la competenza ad un unico tribunale invece che frammentarlo in sezioni specializzate”.

“Oltre che creare uno spreco di risorse, la prospettata separazione delle competenze civili e penali in materia minorile – ha sottolineato Mario Bulgheroni, che è anche Presidente dell’AVI, Associazione Esperti Visuristi Italiani – svilisce la dimensione rieducativa dei procedimenti staccandola dai sistemi relazionali più carichi di significato per il minore.
Inoltre, l’eliminazione dei giudici onorari potrebbe comportare non solo un aggravio di per le future “sezioni specializzate”, ma anche il continuo ricorso a pareri specialistici esterni con un considerevole aumento delle spese e dei tempi. Non va inoltre sottaciuto il fatto che nel progetto finale di ristrutturazione della Giustizia, l’obiettivo primario dovrebbe essere la riduzione dei tempi del processo civile/penale. E tutto ciò è in netto contrasto con il surplus di prospettato ai Giudici con questo DDL ”.

“Il pericolo è duplice – ha ricordato Gianfranco De Lorenzo, che è anche Presidente di FEPP, Federazione Europea dei Protagonisti della Pedagogia – da una parte, vediamo il ritorno prepotente di una concezione adultocentrica che contrasta con tutti gli indirizzi formulati dagli organismi internazionali. Dall’altra assistiamo ad una frammentazione ulteriore dell’intervento giudiziario minorile che potrebbe generare contrasti con risparmi impalpabili. La domanda che ci dobbiamo porre è: alla luce di queste considerazioni, ne vale la pena?”

“In sintesi – conclude Mario Bulgheroni – lo schema di DDL ci preoccupa fortemente perché è fondato su un disegno che tende a smantellare un sistema specializzato e unanimemente riconosciuto da altri Paesi come un modello di efficienza ed efficacia. CONFASSOCIAZIONI, in rappresentanza di 155 associazioni e circa 245mila professionisti, esprime l’auspicio che il Ministro della Giustizia e il Governo facciano le loro riflessioni e decidano di riformare la giustizia mantenendo, però, la centralità dei minori come valore fondante”.

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