Porto di Salerno, Lucci (CISL): Grimaldi e Fiat pronti a delocalizzare

Caldoro intervenga subito, non si ripeta lo scempio dello scandalo partenopeo

“E’ inaccettabile per la e per la Campania che due grossi player internazionali come il gruppo armatoriale e quello automobilistico Fca-, che con coraggio hanno scelto di investire sul nostro territorio e nel , siano costretti  a delocalizzare parte delle loro attività sul porto di  Civitavecchia a causa della lentezza di chi ci governa”. A lanciare l’allarme è Lina , segretario generale della Cisl Campania. Che spiega: “Le risorse per potenziare ulteriormente lo scalo salernitano ci sono perché la Campania ha la disponibilità di  oltre 2 miliardi di euro da spendere entro il 2015. Il presidente Andrea Annunziata ha già ampiamente dimostrato, a differenza del commissario  del Porto di Napoli, Francesco Karrer,  di saper spendere bene e velocemente i  per rendere competitivo lo scalo salernitano. Ma non bisogna mai abbassare la guardia, perché il mercato è sempre in costante evoluzione e le occasioni perse oggi non è detto che si ripropongano domani”.
“Caldoro – aggiunge la leader sindacale campana – ha più volte sostenuto in questi ultimi giorni di non essere interessato alle provocazioni da campagna elettorale, ma alle risposte concrete. Bene: lo dimostri  ancora una volta con i fatti. Convochi in queste ore, nell’ambito della cabina di regia sulla logistica e la portualità,  un tavolo con l’Autorità Portuale di e le forze sociali. Bisogna predisporre con urgenza  gli atti necessari per tenere qui in Campania Grimaldi e Fiat. Occorre realizzare in tempi record quelle infrastrutture necessarie a incrementare il traffico ro-ro  auto, asset strategico per il porto di , senza penalizzare gli altri segmenti commerciali che pure sono in forte crescita.  Serve però – aggiunge il segretario generale della Cisl – uno scatto di reni da parte della a tutti i livelli. Noi non siamo interessati al talk  show che sta andando in onda in queste ore tra maggioranza e opposizione sulla spesa dei fondi europei. Siamo sempre stati in prima linea ad aiutare i soggetti attuatori che hanno in mano quella spesa, non a partecipare al gioco del tanto peggio tanto meglio”.
“Sulla Portualità in particolare – prosegue Lina Lucci –  abbiamo provato in ogni modo e con ogni mezzo a sollecitare interventi concreti di tutta la politica e  a tutti i livelli, senza rinunciare ad azioni di denuncia quando, come nel caso del porto di Napoli, la situazione lo ha richiesto. Ecco perché sollecitiamo per il  un intervento  risolutivo ad horas per evitare che si reiteri lo scempio già registrato per lo scalo partenopeo”.
“Maggioranza e opposizione – aggiunge Lucci – si concentrino su questo: il consenso si costruisce su questioni di merito e dando risposte alla collettività, non sui programmi sbandierati in campagna elettorale e poi mai realizzati. Se ancora oggi, infatti, le due Autority non hanno una governance condivisa  è anche per il provincialismo conservativo e miope che accomuna certi imprenditori e certi amministratori locali  che temono di perdere potere e spazi di “gestione” e non tanto  per la pur legittima preoccupazione di affondare nelle sabbie mobili del porto di Napoli. Nonostante questo – conclude Lucci – bisogna sostenere l’azione del porto di Salerno, ora più che mai, soprattutto perché bilancia la retrocessione del porto di Napoli. Per noi della Cisl la competizione elettorale si misura su queste azioni: serve meno autoreferenzialità e più capacità di cogliere ogni occasione che ci viene offerta per creare lavoro e sviluppo”.

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