In scena al Teatro Bellini dal 20 al 25 Gennaio, Enrico Guarnieri interpreta “Mastro Don Gesualdo”, il celebre personaggio tracciato dalla mano di Giovanni Verga

La Regia è affidata a Guglielmo Ferro, mentre la rielaborazione drammaturgica è stata curata da Micaela Miano.

La messa in scena si apre offrendo al pubblico l’immagine di un seduto su quello che sarà il suo letto di morte, affaticato dalla malattia e devastato dalla solitudine, incapace di comunicare perfino con la figlia. In un dialogo continuo con il pubblico, Gesualdo Motta ripercorre i momenti più importanti della sua vita: l’ascesa da muratore rozzo e primitivo a ricco possidente attaccato ossessivamente alla “Roba”, i suoi denari e i terreni conquistati con il sudore della fronte.Ma il potere economico non riesce a farlo assurgere a rango di nobile, creando un ibrido: un buzzurro che impreca facilmente, allontanato e detestato sia dai poveri sia dai nobili, poiché non è facile valicare le rigide barriere sociali della Sicilia ottocentesca.
interpreta con naturalezza e precisione Mastro Don Gesualdo: un animo incapace di percepire la felicità e di donarla a quelli che ama, le sue scelte e i suoi comportamenti avvelenati da pregiudizi bui e asfissianti, e la cappa che avvolge il protagonista viene enfatizzata dalle pareti grigie e opprimenti della scenografia, che si aprono al centro per permettere la proiezione di immagini di campi illuminati dalla luna, di una casa devastata da un incendio, di spettri che popolano i ricordi del protagonista.
La sapiente regia di Guglielmo Ferro sottolinea i momenti salienti del capolavoro Verghiano e i principali protagonisti della sua vicenda: il matrimonio con Bianca Trao, interpretata dalla bravissima Francesca Ferro, nobile senza patrimonio che accetta di sposare il rustico manovale per interesse, rispondendo con tremore alle sue carezze e guardandolo per una vita intera con gelo negli occhi, la cinica e arrivista baronessa Rubiera interpretata da Ileana Rigano, il machiavellico e venale canonico Lupi interpretato sapientemente da Rosario Minardi, la serva fedele Diodata interpretata da Valeria Panepinto, l’unica che ama Mastro Don Gesualdo. Ed è proprio per lei e per i due figli mai riconosciuti l’ultimo pensiero di Mastro Don Gesualdo, dopo aver ripercorso alcuni spezzoni del suo cammino esistenziale. La rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano, svecchia e dona chiarezza ai personaggi verghiani, rendendo la trama fruibile e avvincente. Bravi e convincenti anche gli altri interpreti: Vincenzo Volo, Rosario Marco Amato, Pietro Barbaro, Valeria Panepinto, Maddalena Longo, Giovanni Fontanarosa, Nuccia Mazzarà.

 

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