DO NOT DISTURB, IL SANITÁ DI MARIO GELARDI FA TEATRO IN ALBERGO

Dal 30 gennaio al I febbraio torna a grande richiesta Do not disturb – il teatro si fa in albergo, format ideato da Mario Gelardi che stavolta sarà in una versione molto speciale, dedicata a Pier Paolo Pasolini, nell’ambito del progetto Oltre ogni possibile fine: Pasolini a Napoli a 40 anni dalla morte realizzato dal Nuovo Teatro Sanità per celebrare lo scrittore, regista e intellettuale friulano. 
La grande tribù, scritto da Claudio Finelli, con Michele Danubio e Riccardo Ciccarelli, per la regia di Mario Gelardi, chiude la prima parte del progetto, che riprenderà con appuntamenti nel periodo estivo e nella prossima stagione e si concluderà nella notte tra il 1 e 2 novembre (quella in cui lo scrittore fu ucciso) conIdroscalo 93 di Mario Gelardi, interpretato da Ivan Castiglione (spettacolo che debuttò nell’ambito del progetto Petrolio di Mario Martone al Mercadante). 
 
Il teatro in albergo, dopo l’Hotel Chiaja de Charme e il Parker Hotel, approderà, per questa occasione, nelle eleganti camere da letto della Galleria PrimoPiano di NapoliIl pubblico seguirà i due protagonisti della vicenda scenica e ne spierà l’intimità: la storia è quella dell’incontro tra un intellettuale quarantenne ed un ragazzino napoletano che fa marchette. Quello che sembra un rapido incontro di sesso, diventa un inaspettato appuntamento tra due mondi, tra due culture, tra due spiriti: “Ci resta un’unica possibilità: raccontarci restando comunque estranei”. 
Le facce e le storie dei protagonisti ricordano da lontano facce e storie di un’epoca italiana non troppo lontana. Ed è lì, nel segreto di una vicenda più scabrosa di un incontro di sesso, che si poserà lo sguardo degli spettatori, che hanno diritto a capire e a comprendere, proprio come il giovane protagonista de La grande tribù. L’incontro andrà in modo totalmente diverso da come tutti si aspettano – anche gli stessi protagonisti- e sarà foriero di un cambiamento necessario. A questo proposito spiega il regista Mario Gelardi: “Brilla sempre il sogno di una cosa negli occhi della giovinezza. E la giovinezza non ha tempo, non ha luogo, non ha un unico sguardo. Il sogno di una cosa è il tesoro custodito – in giovinezza– nella coscienza di tutti quanti noi, a noi stessi segreto. Poi, ad un tratto, un incontro. L’incontro che ti cambia lo sguardo. Che trasforma la vita. Forse la svela. E svela il sogno che è promessa e senso”.
Il testo è ispirato ad alcuni scritti di Pier Paolo Pasolini, in particolare a “Gennariello” e vuole riflettere sull’eredità poetica e culturale che l’artista ci ha lasciato. Per questa occasione la Galleria PrimoPiano ha curato un allestimento speciale intitolato  Decameron Suite con le opere di Massimo Pastore – Jay – Wolke – Antonella Raio – Luigi Grassi – Marco Natale.
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