Il maresciallo Antonio Savino presidente nazionale dell’Unione nazionale Arma dei carabinieri al programma “91 Mattina”

Rivelazioni choc:”Terrorismo? Colpa dei vigilantes. Accorpare le Forze dell’Ordine? Un progetto scellerato: la vita dei cittadini è in pericolo: gli agenti non sanno più sparare, non si fanno corsi di tiro e di aggiornamento professionale da anni, non c’è alcun controllo del sistema degli appalti militari, l’Arma è in mano a dirigenti incompetenti. E per questo è morto Davide Bifolco, vi racconto cosa è successo qualche giorno prima” Marescaillo presidente nazionale dell’Arma
 

“Terrorismo? Colpa dei vigilantes. Accorpare le Forze dell’Ordine? Un progetto scellerato: la vita dei cittadini è in pericolo: gli agenti non sanno più sparare, nonRadio Club 91 si fanno corsi di tiro e di aggiornamento professionale da anni, non c’è alcun controllo del sistema degli appalti militari, l’Arma è in mano a dirigenti incompetenti. Per questo è morto Davide Bifolco, vi racconto cosa è successo qualche giorno prima”. Così il maresciallo Antonio Savino presidente nazionale dell’Unione nazionale Arma dei e direttore della rivista dedicata, unico organismo informativo di tutti i 100 Mila , ai microfoni di nel corso del programma “” condotto Sul progetto di accorpare la Penitenziaria con la Polizia e la Finanza con i Carabinieri (Il ministro Pinotti punta alla riduzione ulteriore degli organici e all’accorpamento di molti comandi dell’Arma: delle 6140, di cui 4632 stazioni dei carabinieri presenti sul territorio pare che vogliano lasciarne in piedi circa la metà) lancia l’allarme sicurezza ricordando il caso di Davide Bifolco ucciso da un colpo sparato da un carabiniere a Napoli, durante il controllo ad un posto di blocco: “pochi sanno – racconta a - che quel carabiniere era stato appena spostato al radiomobile, un nucleo operativo da una stazione senza aver effettuato una preparazione specifica, l’esperienza se l’è dovuta fare sulla propria pelle. Sappiamo che sul costo del funzionamento della macchina amministrativa delle forze dell’ordine è stimato in 20 miliardi e si è già operato un taglio di 600 milioni con il risultato di aver proiettato il sistema della sicurezza in uno stato di arrangiamento che quotidianamente poliziotti e carabinieri devono affrontare. Praticamente manca tutto. I servizi operativi automontati per esempio sono dimezzati per mancanza di fondi, le auto rotte non si riparano più e vengono accatastate, non si fanno corsi di tiro e di aggiornamento professionale da anni , sono scomparsi i buoni pasto e mancano persino le divise e i mezzi operativi, senza alcun controllo del sistema degli appalti militari  dove anche qui a nostro avviso operano dirigenti incompetenti. In Italia chi si è occupato del sistema sicurezza e difesa spesso è stato nominato in base a regole politiche di partito e non in base alla propria esperienza personale.

Se poi ci vengono a dire che esiste da tempo anche un’emergenza terroristica come la contrastiamo ? Con i vigilantes agli aeroporti? Dove ormai sono scomparsi i poliziotti e i carabinieri. Ovunque i cittadini ci chiedono sicurezza ma non la ottengono perché ogni parlamentare che si occupa di sicurezza invece di andare in visita ai comandi ufficiali dove il pranzo è sempre ottimo ed abbondante dovrebbe andare ai comandi di periferia dove potranno capire chi sta a contatto ogni giorno con la criminalità organizzata.

Noi chiediamo un tavolo tecnico con professionisti che si occupano davvero di sicurezza da tempo e ai ministri che si occupano di sicurezza per poter apportare tutte le modifiche necessarie. Abbiamo bisogno di nuovi uomini e nuova linfa vitale e non di accorpamento. Da anni l’Unione Europea ci chiede di fare un’unica centrale operativa perché oggi c’è confusione tra 112, 113,115 etc , abbiamo 5 corpi di polizia ecco allora che l’accorpamento andrebbe fatto con criterio non in modo approssimativo”.

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