L’ARTISTA MA DAN INAUGURA LA NUOVA STAGIONE DE AL BLU DI PRUSSIA

La prima personale in Italia dell’artista cinese Ma Dan inaugura la nuova stagione espositiva della galleria  Al Blu di Prussia (Via Gaetano Filangieri, 42 – Napoli) – lo spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo diretto da Mario Pellegrino – riparte con Half Dream – Flower Blooming (Mezzo sogno- Fiori sboccianti). Una mostra proposta dalla Galerie Pièce Unique di Parigi di ritorno a Napoli dopo due anni. L’artista Ma Dan è stata esposta per la prima volta in Europa la scorsa primavera  nelle sue due sedi parigine (rue J. Callot e rue Mazarine).

In esposizione, un corpus di circa 15 lavori di vario formato, alcuni dei quali realizzati appositamente per la rassegna partenopea. Ma Dan, emergente artista cinese, è nata nel 1985 nella provincia dello Yunnan dove nel 2011 ha ottenuto un master alla Yunnan University Institute of Arts e da cui le sue opere sono partite per essere esposte negli Stati Uniti, a Taiwan, a Pechino e in diverse fiere internazionali.

Calate in un’atmosfera di tranquillità inesplicabile, quasi come in un sogno, le pitture di Ma Dan guidano lo spettatore nell’innocenza dell’artista e in uno scintillante e verde mondo idilliaco che deriva dagli scenari della nativa Yunnan, ma soprattutto da molti dei suoi bei sogni esotici. Con dei delicati tocchi di pennello, Ma Dan ricostruisce i suoi sogni riportandoli alla loro forma d’origine. Questo modo di trattare il paesaggio, ci ricorda delle opere di Henri Rousseau che ha dipinto la lussureggiante vegetazione tropicale in una sorta di atmosfera onirica che ci ricorda tempi antichi. Nei quadri di Ma Dan possiamo trovare lo stesso primitivismo, la libertà e l’innocenza di questo mondo creato da Rousseau, e più tardi da Dalì, Miro e i pittori surrealisti. Presenza costante dei paesaggi bucolici di Ma Dan è una piccola bambina vestita di rosso della quale non si vede mai il volto e che è da considerarsi, probabilmente e significativamente, l’autoritratto ed alter ego dell’artista; una figura sola, piccola e pura che è la chiave d’accesso ai suoi sogni o il passaggio che conduce nel regno del suo subconscio. La bambina è una guida e al tempo stesso un esploratore curioso che in qualche modo perdersi in questo paesaggio.

La scelta del cartone animato per la rappresentazione della versione “tascabile” di Ma Dan deriva dal fatto che i cartoni animati siano in grado di semplificare la realtà. Gli artisti cinesi usano questa forma visiva, destinata in origine ai bambini, per costruire un mondo nuovo e purificare così il loro ego. Bisogna sapere che per gli artisti cinesi della nuova generazione la nozione di ego rappresenta una sfida molto importante: come confrontarsi con se stessi e rappresentare la loro vera personalità. Questo perché dopo gli anni Settanta e Ottanta, il Paese ha cominciato a cambiare velocemente e la memoria nazionale sta progressivamente lasciando spazio a dei frammenti di ricordi personali.

Infatti, i dipinti di Ma Dan trasmettano le emozioni soggettive dell’artista e la sua immaginazione. Seguendo la nostra “piccola guida” capiamo che l’innocenza di Ma Dan ha una sua propria forza che utilizza per purificare il nostro sguardo; queste immagini, infatti vogliono essere un invito sincero a partecipare e condividere le sue gioie e le sue tristezze per curare attraverso la sua arte il dolore dell’alienazione.

ORARI DELLA MOSTRA: Sino al 13 novembre, mar-sab 10.30-13 e 16-20. Ingresso libero. Brochure della mostra in galleria, Paparo Edizioni.

Matilde Rocca

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