Oroitaly, bene innalzare la soglia del contante, un viatico per artigianato e PMI

“Aumentare a tremila euro la soglia entro la quale si può utilizzare il contante è una misura della Legge di Stabilità che può contribuire a rilanciare l’”. Lo afferma Gianni Lepre, Segretario Generale di Oroitaly. “Credo che questo tipo di provvedimenti possano essere ancora più opportuni nell’attuale fase di transizione da un lungo periodo di recessione a una fase di auspicata crescita. Dobbiamo tener conto che nell’ è importante anche la dimensione psicologica. L’eccesso di regole non favorisce gli scambi. Una maggiore facilità nel compiere acquisti di limitata portata costituisce, inoltre, un incentivo per i consumi, se non altro perché riduce tempi ed evita di dover documentare qualsiasi spesa. Un viatico soprattutto per artigianato e pmi”.

Oroitaly da tempo propugna che, nella lotta all’evasione fiscale, buon senso e flessibilità si coniughino con l’azione di contrasto ai reati. “Bene l’innalzamento del tetto per il contante, ma la stessa logica dev’essere applicata ad altri strumenti come il redditometro e lo spesometro”, dichiara il Presidente di Oroitaly, . “Vorrei rimarcare che la nostra posizione non è contraria pregiudizialmente a questi meccanismi di controllo, ma alle modalità con cui si è cercato di applicarli negli ultimi anni. Dobbiamo capire che un’impresa non può dedicare alle incombenze fiscali costi ed energie spropositati, soprattutto se si tratta di un’azienda artigiana o comunque di piccole dimensioni. Bisogna quindi evitare di conferire eccessiva importanza a indicatori presuntivi, spesso confutati da indagini capillari che dimostrano la correttezza e la trasparenza dell’impresa dopo estenuanti perdite di tempo dedicabile altrimenti alla crescita e al business. Occorre puntare più sulle medie e grandi realtà, che su chi opera in piccolo, scontando dunque tutti gli affanni e le difficoltà conseguenti”.
“E’ un approccio che va osservato anche per gli studi di settore”, incalza -Presidente  onorario “Finora questo strumento ha avuto un grave difetto, quello di innalzare presuntivamente in troppe circostanze l’effettivo reddito del contribuente, invertendo l’onere della prova. E’ un modo di procedere che considererei intollerabile anche se i casi fossero molto limitati, ma purtroppo questi fenomeni sono molto diffusi. E’ ora che si inverta la marcia e che l’amministrazione fiscale trovi strade più efficaci e magari anche più incisive per conseguire i suoi obiettivi, colpendo innanzitutto i grandi evasori”.

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