Il Sindaco di Pomezia si racconta: a tu per tu con Fabio Fucci

Il Fucci e la sua prima metà di mandato,

tra i ricordi degli esordi in politica e le prospettive future della Città – prima parte

 

A metà mandato, il Sindaco pometino a 5 stelle parla dei suoi esordi in politica, analizzando quello che è stato fatto e quelli che sono i progetti per la Città di da qui alla fine della consiliatura.

Un brevetto da pilota, un diploma da perito aeronautico e un passato recente da programmatore informatico: Sindaco, chi gliel’ha fatto fare di impegnarsi in politica a Pomezia?

“E’ stato un percorso bizzarro: ho iniziato ad occuparmi di politica per necessità, nel 2007, quando sono arrivato in questa Città e ho da subito notato i problemi e le anomalie che c’erano. Potevo scegliere la via più semplice, quella di iniziare a lamentarmi in maniera sterile; invece ho iniziato a pensare di cambiare Pomezia in modo costruttivo, insieme a degli amici, cominciando a fare proposte. E’ così che nel 2007 nasce il Meetup di Beppe Grillo, a seguire le prime proposte sulle piste ciclabili e sulla raccolta dei rifiuti. Siamo poi arrivati alla candidatura nel 2011, ripetuta con la vittoria nel 2013”.

In una recente intervista radiofonica, l’hanno più volte definita, ironizzando, “una brutta persona” perché ha portato il bilancio in attivo, invertendo la tendenza dopo anni di rosso e perché finalmente Pomezia sta ripartendo. Si sente davvero una voce fuori dal coro?

“Beh, qualcosa è sicuramente cambiato.  A livello di sentire politico, con l’avvento del Movimento 5 stelle, le persone comuni si sono riavvicinate alla politica. Ma la forza di questo Movimento si è subito dimostrata grande: in pochissimi anni siamo passati a governare in 16 Città italiane, contiamo parecchi esponenti in Parlamento, nei Consigli regionali e in quelli comunali e siamo accreditati ad essere una delle forze politiche che può diventare la guida del Paese. Il vero punto di svolta, a mio parere, è stato quello di aver saputo rompere i vecchi schemi della politica riportando, soprattutto, legalità, utilizzo coerente e di buon senso delle risorse pubbliche e trasparenza”.

Quasi due anni e mezzo di mandato sono andati: mi dice qual è la cosa che avete fatto per Pomezia di cui va più fiero e la cosa invece che avreste voluto fare subito, ma non siete ancora riusciti a realizzare?

“Vado fiero sicuramente del modo in cui utilizziamo le risorse pubbliche, seguendo i canoni del buon senso e delle reali necessità del territorio. Personalmente mi ha fatto molto riflettere la questione acqua a Santa Palomba, perché, nonostante fosse un problema aperto da decenni, è bastato poi davvero poco per risolverlo: mi chiedo allora come mai le amministrazioni che ci hanno preceduto non siano riuscite a fare quel piccolo passo che serviva a dirimere la matassa e a dare un servizio primario a tanti cittadini.Giunta Fucci

Voglio ricordare inoltre la cancellazione delle spese di affitto improduttive, che abbiamo realizzato trasferendo gli uffici comunali al Selva dei Pini. Sono, infine, orgoglioso dei risparmi fatti bandendo nuove gare pubbliche, un risparmio che – ipotizziamo – possa essere di circa due milioni di euro l’anno. In questo modo, invece di tagliare i servizi ne abbiamo incrementato il livello: un esempio su tutti è quello della raccolta differenziata che oggi, rispetto al passato, ci costa un milione di euro in meno, ma con una qualità di servizio maggiore.

Ma è solo l’inizio… Entro il 2018 abbiamo programmato lo sviluppo della rete idrica in quasi tutto il territorio comunale e intanto oggi siamo riusciti a quadruplicare gli stanziamenti per la manutenzione stradale: risparmiamo tanto e con questo risparmio riusciamo ad investire anche in opere pubbliche. Cosa avremmo voluto fare subito e ancora non siamo riusciti? Sicuramente altre opere per cui i finanziamenti, per lo più regionali, sono stati concessi ma non ancora erogati: interventi soprattutto mirati per Torvaianica. In generale, sono i tempi della burocrazia che stanno frenando tante nostre iniziative: faccio sempre l’esempio del rifacimento di una strada…per asfaltare una strada ci vogliono 6 mesi, perché questi sono i tempi di espletamento di una gara e dell’arrivo di tutti i documenti. Comunque noi la macchina l’abbiamo messa in moto e pian piano si andrà a regime”.

Sempre in questi 30 mesi: alcune polemiche strumentali, qualche gossip, il rischio di cadere nel personale o peggio ancora nel banale. C’è qualcosa, Sindaco, che l’ha ferita in modo particolare, come uomo e come Amministratore?

“Come uomo, ci sono stati alcuni commenti, che ho letto su un giornale locale, che avevano da ridire sul mio ruolo di padre…e francamente un giornale che ha la pretesa di valutare nel suo ruolo genitoriale non mi pare di grande qualità. Politicamente, nulla di particolare: è il nostro ruolo di amministratori che ci espone quotidianamente a critiche e ad apprezzamenti. Gli apprezzamenti ci fanno sicuramente piacere, ma anche le critiche sono importanti per capire se occorre pianificare meglio investimenti ed interventi. In generale siamo molto soddisfatti del lavoro fatto finora e anche i cittadini mi sembra che abbiano compreso che tutto a tutti e subito non è una politica sostenibile: una delle novità introdotte dalla nostra Amministrazione è proprio quella di programmare con trasparenza gli interventi”.

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