Finisce in Parlamento il libro “Soldatessa del Califfato”

Una mozione di Forza Italia prende spunto dal testo di e Giuseppe Iannini
a cura di Simona Ciniglio
Finisce in un atto ufficiale del italiano il ”, scritto dai giornalisti Simone Di Meo e Giuseppe Iannini. La deputata di Forza Italia, , si è infatti basata sulle informazioni contenute nel testo, edito da Imprimatur, per chiedere lumi all’Esecutivo del premier sui rischi legati al terrorismo islamista e, più in particolare, a quello dell’Isis in Italia.
La parlamentare, l’8 settembre scorso, ha presentato infatti una mozione nella quale ha ricordato le numerose atrocità perpetrate dall’Isis con violenze di ogni tipo rivolte a tutte le minoranze presenti nei territori compresi tra Siria e Iraq caduti sotto il controllo del gruppo terroristico guidato dallo sceicco Abu Bakr al-Baghdadi (cristiani, yazidi, sciiti, omosessuali) e alla popolazione in generale, con particolare accanimento nei confronti delle donne – che vengono private di molte libertà e diritti e dei bambini.
Menzionando tra gli altri i terribili attentati al museo nazionale del Bardo a Tunisi del 18 marzo 2015 scorso in cui sono morte 24 e 45 persone sono rimaste ferite, nonché gli attentati del 26 giugno 2015, avvenuti in Tunisia (38 morti in un hotel di Sousse) e Somalia (più di 50 soldati del Burundi, impegnati in un’azione di peacekeeping dell’Unione Africana, sono stati uccisi), Deborah Bergamini ha posto l’accento sul rischio per l’Italia che l’Isis, come più volte annunciato, si lanci in una sanguinosa “conquista di Roma”, sede del papato e culla della cristianità.
Lo Stato Islamico – ha ricordato la deputata – ha più volte dimostrato di essere in grado di fare un puntuale uso tecnologico delle abiezioni commesse per promuovere la propria causa, semplicemente inserendole con un hashtag tra le notizie accadute nel mondo. E, proprio in questo contesto, nasce il riferimento al libro. La storia di Aisha, soldatessa del califfato raccontata da Simone Di Meo e Giuseppe Iannini, scrive la deputata nella mozione, affresca con efficacia il clima di violenza, disumanità ed efferatezza che caratterizza le strategie di adescamento online di donne fragili da tutto il mondo, che vengono blandite e attirate in Siria con proposte di matrimonio e affiliazione alla causa. “Il loro destino conduce quasi sempre in una spirale di sopraffazione, abusi, barbarie, di cui altre donne si rendono colpevoli, perlopiù senza provare alcuno scrupolo, tutte comprese dall’importanza del ruolo assegnato loro dai miliziani dell’Isis”.
La richiesta, contenuta nella mozione, è chiara: la Bergamini impegna il Governo “a informare regolarmente il Parlamento sulle attività dei gruppi di lavoro di contrasto all’Isis e, in particolare, del gruppo di lavoro sul contrasto al finanziamento dell’Isil, presieduto dal nostro Paese; e ad adoperarsi per inserire, nell’ambito delle misure di contrasto al finanziamento dell’Isil/Isis azioni che prendano specificatamente in considerazione i canali di finanziamento online dello stesso”.

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