L’atteso ritorno di Katia e Marielle Labèque a Napoli, con Patrick Fournillier sul podio dell’Orchestra del San Carlo

Un repertorio francese dalle tinte italiane e napoletane Sesto appuntamento stagione sinfonica 20XV/20XVI

Katia e Marielle Labèque
               

 
Giovedì 14 gennaio 2016, ore 20.30

Katia e Marielle Labèque ritornano al Teatro di San Carlo dopo quindici anni dalla loro ultima apparizione (era il 13 novembre 2000 ed in programma erano contemplate le Danze Ungheresi a quattro mani di Johannes Brahms), questa è la quarta volta che le due pianiste francesi si esibiscono al Lirico di Napoli (1983, 1993, 2000).
Dopo 13 sold out consecutivi al Teatro di San Carlo (per le 8 recite di Carmen e le 5 di Schiaccianoci), la stagione riprende con la programmazione ufficiale, per il sesto appuntamento della stagione sinfonica della stagione 20XV/ 20XVI, che vede l’atteso ritorno al Massimo Napoletano di Katia e Marielle Labèque, giovedì 14 gennaio 2016, alle ore 20.30.
Dirette da e accompagnate dall’Orchestra del San Carlo, eseguiranno il Concerto per due pianoforti e orchestra in re minore (FP 61) di Francis Poulenc (1899 – 1963), composto nell’estate del 1932 ed eseguito per la prima volta a Venezia il 5 settembre del medesimo anno, con l’autore al pianoforte, affiancato dal pianista e amico Jacques Février, con l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Désiré Defauw, in occasione del Festival Internazionale di Musica Contemporanea; il concerto era stato commissionato dalla mecenate Winnaretta Singer (tra le eredi della nota azienda di macchine da cucire), passata alla storia come la Principessa Winnie de Polignac.
Seguirà Roma, Sinfonia n. 2 in do maggiore, di Georges Bizet (1838 – 1875), seconda sinfonia del compositore francese, frutto di una gestazione lunga e complessa, durata dal 1860 al 1871 circa.
Nei tre anni che Bizet trascorse a Roma (1857-1860), all’Accademia di Francia, grazie al Prix de Rome, l’autore ebbe modo di viaggiare in una penisola che non aveva ancora completato il processo di unificazione, e nel 1860 iniziò a lavorare a una sinfonia che avrebbe dovuto essere articolata in quattro movimenti, ciascuno dedicato a una città diversa: Roma (movimento iniziale), Venezia (Andante), Firenze (Scherzo), Napoli (Finale). La sinfonia subì diversi ripensamenti, fino al 1871, per non essere forse mai considerata compiuta dal compositore. Le quattro sezioni subirono modifiche anche a livello di nomenclatura: Une chasse dans la forêt d’Ostie (andante tranquillo, allegro agitato) – Scherzo – Procession (andante molto) – Carnaval à Rome (allegro vivacissimo), quest’ultima è probabilmente l’unica sezione ad avere una caratterizzazione italiana più marcata, e a rispecchiare un’essenza napoletana che, malgrado la metamorfosi descritta, non venne mai cancellata.
Il programma offre l’opportunità di ascoltare due composizioni di rara bellezza e di difficile esecuzione, appartenenti ad un repertorio francese non sovente praticato dai cartelloni sinfonici, partiture firmate da Francis Poulenc e Georges Bizet, annoverati tra i grandi autori che, in due secoli diversi, ebbero modo di trascorrere lunghi periodi in Italia e dai loro viaggi, anche a Napoli, trassero suggestioni che rimasero indelebili: nemesi e reminiscenze, citazioni non causali in contesti musicali e storici sicuramente diversi, ma in entrambi i casi impressioni sedimentate nella memoria, che riaffiorano in touches ora ben definite ora in visioni oniriche.
Se Gorges Bizet passò da Napoli prima dell’Unità d’Italia, in un contesto in cui la città deteneva ancora un primato importante tra le grandi capitali europee; Francis Poulenc vi arrivò dopo il primo conflitto mondiale, sotto l’egemonia di Mussolini (1925); i due autori francesi videro unmilieu italiano, che fornì loro ricordi e spunti, e nel loro grand tour cesellarono diversi cammei musicali, in cui anche Napoli fece la sua parte.

 

 

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