Fa’ afafine di Giuliano Scarpinati arriva a Napoli

Lo , ideato per una platea di bambini, che ha suscitato, lungo la sua tournée italiana, reazioni forti e contrastanti per il tema trattato

 

Dopo il successo ottenuto a “Maggio all’infanzia” di Bari, tra i più prestigiosi e famosi festival di , letteratura e cinema per ragazzi, al Foce di Lugano, e una lunga e contestata tournée italiana, arriva al Nuovo di

PALERMO 12.05.2014 - STAGIONE PROSA TEATRO BIONDO: FA'AFAFINE DI GIULIANO SCARPINATO AL NUOVO TEATRO MONTEVERGINI. © FRANCO LANNINO/STUDIO CAMERA
Palermo 12.05.2014 – Teatro Biondo Fa’afafine di Giuliano Scarpinato © Franco Lannino/studio camera

, martedì 8 marzo 2016 alle ore 20.30, lo spettacolo – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro scritto e diretto da . Prodotto dal Teatro Biondo di Palermo e interpretato da Michele Degirolamo, l’allestimento è indicato per bambini e ragazzi dagli 8 ai 17 anni. Fa’afafine incontra, però, anche l’interesse di un pubblico adulto, per il tema trattato e per l’originalità della messa in scena, che, insieme agli elementi scenografi tradizionali, prevede l’uso di video mapping, grazie al quale attori “virtuali”, Giulio Scarpinati e Gioia Salvatori, interagiscono col protagonista in scena.

«Il Teatro Pubblico Campano promuove lo spettacolo, vincitore del Premio Scenario Infanzia 2014, pensato per una platea di bambini e adolescenti, e quindi programmato nelle rassegne di teatro scuola in Campania.

Il tema dello spettacolo, sull’identità di genere, ha generato, lungo la tournée italiana, reazioni forti e contrastanti, determinando la scelta, in Campania, di programmarlo in orari non tipicamente scolastici. Per la replica partenopea il Teatro Pubblico Campano ha deciso di programmare lo spettacolo in orario serale per dargli la maggiore visibilità possibile».

Fa’afafine racconta la storia di un adolescente alla scoperta di sé e della propria identità. Nella lingua di Samoa, fa’afafine definisce coloro che sin da bambini non s’identificano in un sesso o nell’altro: un vero e proprio terzo sesso, cui la società non impone una scelta e che gode di considerazione e rispetto.

Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un “fa’afafine”; è un “gender creative child”, o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina. La sua stanza è un mondo senza confini che la geografia possa definire: ci sono il mare e le montagne, il sole e la luna, i pesci e gli uccelli, tutto insieme. Il suo letto è una zattera o un aereo, un castello o una navicella spaziale.

Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza d’indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza. Un’occasione importante per stimolare una discussione sulla differenza di genere in ambito educativo e formativo e per contribuire a sfatare luoghi comuni ed equivoci, innescati da una certa disinformazione.

La messa in scena si avvale del progetto scenico di Caterina Guia, le luci di Giovanna Bellini, le illustrazioni di Francesco Gallo e i visual media di Daniele Salaris.

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