Latina, «Riflessioni che dimostrano la mediocrità di chi ci ha amministrato»

La replica di alle dichiarazioni di Tiero –  proprie di una politica di bassa lega

Le dichiarazioni del sig. pubblicate sulla stampa locale confermano la mediocrità di chi finora ha governato Latina. Con le sue dichiarazioni mendaci è chiaro il tentativo di Tiero di omologare le persone in basso, al suo livello, ormai noto in città. Un tentativo che, voglio ancora sottolineare, ci dà la misura della mediocrità politica di chi purtroppo ci ha rappresentato e ci ha amministrato. Ero convinto che ci si dovesse confrontare sui programmi, sui progetti. Mi sbagliavo. Sono costretto a rispondere ad attacchi personali peraltro palesemente infondati e che testimoniano la non conoscenza delle leggi e tantomeno dei fondamenti dell’etica, che nulla hanno a che fare con l’amministrazione ed ancora meno hanno a che vedere con il futuro della nostra città e dei suoi cittadini.

Tiero nel suo vacuo e imbarazzante (per la sua pochezza) intervento ha fatto cenno alla presunta incompatibilità del sottoscritto a partecipare al concorso di direttore dell’Unità Coronarica. Faccio presente che ho partecipato alla prima fase del concorso di Direttore della U.O.C. UTIC in data 17 febbraio scorso in quanto da semplice cittadino e da dipendente della ASL ne avevo pieno diritto e non vi era alcun elemento ostativo né dal punto di vista legislativo (delibera Anac 149 del 22/12/14) né dal punto di vista etico.
Ne avevo pieno diritto in quanto dipendente dell’Azienda ASL da oltre vent’anni e in quanto in possesso dei requisiti, senza alcuna situazione di incompatibilità. Fra l’altro, l’Azienda ASL ha optato per altre scelte selezionando altri miei colleghi per la fase successiva. Invece, ricordo a Tiero la sua partecipazione da assessore all’Agricoltura della Provincia di Latina al concorso pubblico per un posto da dirigente a tempo indeterminato presso l’Ente di via Costa. La legge glielo consentiva, ma da qui ad ergersi a fustigatore degli altrui comportamenti ce ne corre.

L’accusa di nepotismo nel miei confronti in relazione alla presenza nella lista dei figli di candidati di Latina Bene Comune e Latina Rinasce non solo è mendace, è addirittura ridicola. Latina Bene Comune è l’unico movimento ad avere aggregato i giovani, ad avere dato loro l’opportunità di esprimere idee e progetti in totale autonomia. È un’esperienza unica nella storia politica della città e un segnale importante e positivo per il suo futuro. Il fatto che ci siano parenti – soltanto in due casi – di altri candidati di LBC è semmai un handicap, in quanto comporta la dispersione di voti. Meglio, nell’ottica distorta che gli appartiene, ha indubbiamente fatto Tiero che in lista ha inserito parenti di genere diverso così da consentire il doppio voto ed evitare la dispersione dei consensi. Sentire parlare di nepotismo Enrico Tiero è sorprendente nella sua spudoratezza.

Le sue sono le parole di chi è consapevole della volontà della città di cambiare, teme per il suo potere e allora si agita a vuoto. Preferiamo parlare di altro, di contenuti, in maniera più alta, e della situazione di degrado morale ed etico in cui hanno lasciato la città. C’è veramente da rimboccarsi le maniche perché Latina e i suoi cittadini meritano di più.

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