Riabilitazione, sos esperti; occorre approccio biopsicosociale

Venerdi’ 27 iniziativa all’Università di

I maggiori esperti nazionali di medicina fisica e riabilitativa a confronto a Salerno per fornire agli addetti ai lavori, soprattutto agli studenti in medicina e chirurgia e fisioterapia, nuove conoscenze e nuovi metodi di approccio alle patologie emergenti e a quelle neurodegenerative, senza trascurare gli aspetti etici delle problematiche, così da presentare le migliori pratiche cliniche e organizzative per superare la frammentazione delle diverse aree di competenza.
Venerdì prossimo 27 maggio 2016 (ore 8.30), nell’Aula magna del Campus dell’Università degli Studi di Salerno (via Salvador Allende – Baronissi), si svolgerà un’iniziativa su “: attualità e prospettive”, organizzata dall’Associazione Medici Cattolici della Campania (Amci), in collaborazione con il prof. , direttore dipartimento apparato locomotore Aou Ruggi di Salerno, con il dipartimento di medicina, chirurgia e odontoiatria “Scuola medica salernitana” dell’Unisa e l’Omceo della provincia di Salerno. Previsti i saluti e gli interventi, tra gli altri, del prof. Aurelio Tommasetti, rettore Unisa; avv. , direttore Aou Ruggi; prof. , direttore dipartimento medicina, chirurgia e odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” Unisa; dott. Bruno Ravera, presidente Omceo Salerno. Modera: prof. . Introduce dott. , presidente campano Amci. Le relazioni saranno curate dal prof. Vincenzo Maria Saraceni, past president nazionale Amci (focus su riabilitare e prendersi cura); dott. (problematiche posturologiche), dott.ssa Paola Caruso (ragionamento narrativo in riabilitazione), dott. Giovanni Esposito (l’approccio logopedico), dott. Lucio Cannaviello (il ruolo della tossina botulinica nella neuroriabilitazione), dott.ssa Fernanda Servodio Iammarrone (riabilitazione robotica nell’età evolutiva), dott.ssa Maria Consiglia Calabrese, presidentessa Sifir (società italiana fisioterapia e riabilitazione) che presenterà interessanti case report. Il prof. Maffulli definirà l’approccio chirurgico.
“In Italia, secondo dati Faip ci sono 85mila persone colpite da lesione al midollo spinale, con 2500 nuovi casi l’anno a cui corrisponde una drammatica carenza di posti-letto nei centri specializzati – dice il dott. Ascolese – Poichè la maggior parte dei ricoveri avviene in strutture del Centro-Nord, solo 3 pazienti su 10 riescono ad accedere alle cure nelle 24 ore successive al trauma. Per tutti gli altri, c’è il calvario delle liste di attesa che può durare anche più di un anno. Inoltre, l’assenza di un registro nazionale e regionale impedisce di formulare una valutazione globale dei bisogni assistenziali. Oggi, i tempi sono maturi per affrontare il tema riabilitazione in modo più ampio con un approccio biopsicosociale”.

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