Mostre: Hybridis, a Napoli personale di Castronuovo

Sculture e installazioni antropomorfe alla Galleria Serio
Le opere sono ispirate dalle esperienze tra e Berlino, le due città della sua vita, sculture e installazioni realizzate con antichi oggetti dialogano tra loro e con lo spazio: è ‘Hybridis’ il titolo scelto per la sua personale da , inaugurata alla Galleria .

 

Nell’opera del 35enne artista partenopeo è costante infatti il gioco di rimandi tra la natura e gli elementi antropomorfi. Vincitore nel 2013 con Crisalidi del premio internazionale di scultura Who art you?, Castronuov, l’anno successivo aveva operato nella sua città natale in occasione del con un’installazione

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in foto Raimondo Castronuovo

site specific nella chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Napoli: dei ragni giganti, le cui scheletriche e nude zampe poggiavano su un tappeto di foglie avvizzite. Una costante delle sue opere, sottolineano i promotori dell’iniziativa, ”è proprio l’insolito ma armonico incontro tra la specie animale e quella umana”.
”Modellando con raffinata eleganza diversi materiali, come il legno e il bronzo, Castronuovo produce i suoi ibridi accattivanti. Questa osmosi è il di partenza per ricercare nuove possibilità espressive” si rileva. “Il progetto di questa mostra parte dal bisogno di riscattare la scultura in quanto manipolazione di forme nel senso più antico del termine – spiega Castronuovo – Per il mio lavoro ho scelto di comunicare attraverso la riscoperta e la valorizzazione dei materiali che l’uomo ha sempre usato sin dall’antichità, quali bronzo, legno e ceramica. Lontano da casa e dal mio luogo di origine ho scoperto quanto forti e radicate siano le mie radici e quanto Napoli sia molto più vera di tantissime altre città. Ricca di fermento, di stimoli e piena di creatività quotidiana, dovrebbe essere un polo e un luogo di riferimento per artisti provenienti da altri paesi, sia per la sua storia e il suo patrimonio artistico sia per quello che ancora oggi può offrire, soprattutto da un di vista umano. In fondo, il parametro più importante per giudicare un’opera, in particolar modo la scultura, è come diceva Henry Moore il senso forte di umanità che ne traspare”.

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