Cosa leggere; tutte le prime pagine di politica italiana

Su Repubblica: Gentiloni premier incaricato al lavoro sul governo: “Priorità a sociale e Sud. Niente scadenze, vado avanti finché c’è la fiducia”. Il Giornale: Oggi la lista dei ministri, mercoledì la fiducia. (Il Sole e altre testate) Alfano verso gli Esteri, un Pd agli Interni – si fanno i nomi di e Fassino – inamovibili Padoan al Mef, Orlando alla Giustizia, Delrio alle Infrastrutture, Calenda allo Sviluppo, Franceschini ai Beni Culturali. In uscita Poletti (per la Bellanova) e la Giannini (con Doria all’Istruzione). Resta invece la Boschi, ma non alle riforme.
Su Il Corriere: Un caso la partecipazione diretta dei verdiniani di Ala a! l governo!. E’ il “governo Genticloni” (il Fatto); Il Giornale: il Gentilrenzi. E durerà almeno un anno, se Gentiloni riuscirà a smarcarsi da Renzi. “Un anno così e a Palazzo Chigi ci va Beppe Grillo”, (Libero). QN: lo sfogo di Renzi: “E’ tornata la prima repubblica”. “Con la vittoria del No si è chiuso un ciclo. Non avremo più uno che governa ma tutti che inciuciano”. E sul voto: “Probabilmente in giugno, con il proporzionale e con il Consultellum”, anche se “tempo che i parlamentari facciano melina sperando di maturare il vitalizio”.
“Gentiloni deve dimostrare di essere autonomo da Renzi, che ha tenuto tutta l’Italia in ostaggio” dice De Bortoli al Fatto (p.4). “Ai renziani preme gestire la prossima tornata di nomine delle imprese pubbliche. Due piani paralleli di governo, con quello ombra gestito dal segretario del Pd, sarebbero dannosi per il Paese”. Rutelli: “Il paese è lacerato, Paolo è in grado di riunificarlo” (Stampa p.3). Fico al Corriere (p.10): “Questo governo nasce morto. I cittadini non ce la fanno più. Dobbiamo andare al voto e occuparci di povertà, lavoro e produttività”. Anche Lega e Fdi pronti a scendere in piazza (Libero p. 5). Berlusconi all’opposizione: ma sulle crisi estere ci sarò (Giornale p.10). Romani a Libero (p.6): “Gentiloni è persona perbene e intelligente ma la nostra sarà un’opposizione senza sconti. Ma scendere in piazza oggi non so cosa cambierebbe. Dobbiamo aspettare la sentenza della Consulta sull’Italicum”.