UE; necessaria una legge per pericolo cancro da alimenti

[su_quote]I europei chiedono un limite di legge stringente sull’acrilammide e non più un blando “valore-guida” che le industrie alimentari possono decidere di rispettare oppure no.[/su_quote]
– Lo ha chiesto , Parlamentare europeo del Gruppo e membro della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI),  nel corso dello scambio di opinioni con la e con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sull’acrilammide negli alimenti. – Lo scorso giugno, – spiega l’europarlamentare PD – l’EFSA ha pubblicato il suo parere scientifico sulla presenza di acrilammide negli alimenti, affermando che l’acrilammide e la glicidammide, suo metabolita, sono genotossiche e cancerogene, e dunque qualsiasi livello di esposizione presenta potenzialità in grado di danneggiare il DNA e far insorgere il cancro.

Purtroppo – continua –  la proposta della Commissione non sembra prendere in considerazione le conclusioni dell’EFSA. Si limita infatti a obbligare l’industria agroalimentare a rispettare un vago codice di buona condotta elaborato dai propri gruppi di pressione. I valori che le industrie si impegnano a rispettare sono puramente indicativi e ampiamente superiori ai livelli di acrilammide negli alimenti testati dall’EFSA. Ho chiesto alla Commissione – conclude Caputo – un intervento più deciso con nuove indicazioni che risultino giuridicamente vincolanti, dei limiti oltre i quali si viene sanzionati economicamente. Ciò obbligherebbe veramente l’industria a modificare i metodi di lavorazione delle materie prime, in modo che i consumatori non debbano temere l’agente cancerogeno quando bevono il caffè e mangiano il pane o le patatine fritte”.

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