Allarme dopo l’esplosione nella centrale nucleare di Flamanville, in Francia

In ancora non è stato completato lo smantellamento della Centrale Nucleare del Garigliano. In Italia manca ancora un deposito nazionale. “Ancora un , per fortuna senza conseguenze disastrose in Francia, dopo l’esplosione che si è verificata nella sala macchine della centrale nucleare di Flamanville, che ha costretto lo stop di un reattore per precauzione…

…Nonostante quanto detto dalle autorità che non ci sia alcun rischio atomico o di contaminazione, esprimiamo ancora una volta enorme preoccupazione per un nucleare ancora troppo pericoloso e vicino alla frontiera italiana”. Lo hanno detto i Verdi con il della Campania e il portavoce regionale , commentando la notizia rimbalzata su tutte le agenzie di stampa e che nei mesi scorsi si sono recati con una delegazione di tecnici e ambientalisti nella ex centrale nucleare del Garigliano nel casertano disattivata nel 1982. “In Campania non è stato ancora completato lo smantellamento della centrale nucleare del Garigliano e ,se saranno rispettati i tempi per la preparazione del deposito nazionale, nel 2028 sarà interamente bonificata e restituita alla collettività per essere trasformata in un museo dell’” spiegano e Peretti. “Siamo consapevoli che bisogna concludere l’iter per collocare in Italia i rifiuti radioattivi che provengono dal pregresso esercizio e dallo smantellamento dei “nostri” impianti nucleari e dalle attività nel campo sanitario, industriale e della ricerca e che finora prodotti sono custoditi in depositi temporanei. Le ex centrali atomiche nonostante siano state chiuse da decenni producono problemi all’ambiente per tempi infiniti per questo siamo da sempre contrari”, continuano e Peretti. “Solo un deposito nazionale permetterà la sistemazione definitiva con un significativo incremento della sicurezza, ottimizzazione della gestione e l’isolamento dall’ambiente, risolvendo un problema che altrimenti ricadrebbe sulle generazioni future”. Quindi converrebbe su argomenti così “delicati e pericolosi” per i che il Governo inizi presto un giro di consultazione con tutte le realtà “ambientaliste” territoriali per annunciare in primis dove e successivamente le modalità della gestione di questi rifiuti e soprattutto evitare di calare dall’alto decisioni improvvise” concludono i Verdi.

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