Fare cultura dell’acqua per preservalra

IL 25 marzo tutti a per affermare con forza la nostra Sovranità Territoriale e Nazionale sul’Ambiente e sul’Acqua.  Sulla del’Acqua, sono intervenuti gli esponenti del Movimento Nazionale per la Sovranità Partenopea, Rosario e Alfredo .  Un’importante riflessione va fatta sia dalle istituzioni con i relativi Consorzi sia dagli imprenditori sulle scelte colturali che possano valorizzare pienamente questa risorsa, sia in termini di reddito, sia di mantenimento del’occupazione. Bisogna lavorare su un serio e fattivo Piano di Ristrutturazione sul quale le istituzioni competenti dovranno lavorarci, e tener conto proprio nella scelta dei bacini produttivi anche della valorizzazione degli investimenti irrigui fatti negli anni passati nelle diverse aree del territorio e delle alternative colturali che questi consentono. E’ necessario investire molto sul piano idrico nazionale. Non solo: contro l’ siccità che spesso colpisce il Sud, si dovrà procedere ad un allargamento della struttura della rete idrica esistente. Lopa e Catapano hanno ricordato l’importanza di un cambiamento di mentalità: è necessario sostenere un nuovo modello di , che abbia più rispetto per il territorio e per l’ambiente.
Questo significa cambiare atteggiamento nei confronti dell’acqua, una risorsa limitata e in quanto tale particolarmente preziosa. L’Acqua come bene pubblico, mah l’altra la vera emergenza è lo spreco di acqua che da anni viene perpetuato nella nostra città ed in tutta la regione. E’ chiaro che anche noi siamo per l’Acqua come bene di tutti e quindi pubblico, ma certamente va messo in discussione l’attuale apparato distributivo ed organizzativo. Per una città come che non riesce a programmare la gestione delle sue pur rilevanti risorse idriche mettendo in atto interventi strutturali per la raccolta, distribuzione e il risparmio del’acqua stessa. Una necessità  che nella nostra città,provincia e regione continua ad essere aggravata dal problema del’invecchiamento delle infrastrutture; basti pensare che le perdite di servizio di acquedotto raggiungono mediamente oltre il 40% anche a causa di un’età media delle opere superiore ai 40 anni. Bisognerà realizzare progetti peraltro immediatamente esecutivi, che consentiranno di incidere positivamente anche sul tessuto sociale, dando importanti risposte anche sul fronte occupazionale della nostro Territorio. Il 25 marzo tutti a Roma per affermare con forza la nostra Sovranità Territoriale e Nazionale sull’Ambiente e sull’Acqua

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