Renzi va “Avanti” nella polemica

Sì, le “rogne” se le va proprio a cercare. Anche quando potrebbe farne a meno. Anche quando potrebbe raccontare i suoi mille giorni passati a , a governare un Paese non certo facile, senza sparare a destra e manca. Senza alzar polemiche sui suoi predecessori, o robe simili.

Perché alcune intuizioni il suo governo le ha avute. Iniziative valide ci sono state, ma passano in second’ordine proprio perché la “vis polemica” dell’ex ingloba tutto e mette in second’ordine le azioni, i fatti, che dovevano essere raccontati per quello che sono, senza aggiunte super critiche che finiscono per snaturare il tutto. Il libro di Matteo Renzi, “Avanti, perché l’ non si ferma”, è la storia di un uomo solo al comando del Paese – anche se Renzi sostiene nella pubblicazione proprio la tesi opposta – che ha cercato di sradicare un vecchio modo di far politica, dove “i salotti romani” e non, frequentati dai soliti noti, provavano, e continuano a farlo – spesso riuscendoci –, a determinare i destini di un’intera comunità. Un libro puntiglioso sulle tante iniziative che il governo ha realizzato ma anche sulle sconfitte subite, a partire dal referendum. Ecco, in sintesi, i punti
positivi e negativi, secondo l’ex sindaco di Firenze, della sua azione di governo.
“Primo punto, positivo: il carico fiscale”. “Tutti promettono in campagna elettorale di abbassare le tasse, noi lo facciamo sul serio”.

“Secondo punto, negativo: le banche”. “Ci affidiamo quasi totalmente alle valutazioni e alle considerazioni della Banca d’Italia… E questo è stato il nostro errore…”. “Terzo punto, positivo: il ”. “…basta una norma di
 semplificazione del mercato del lavoro, il , per ottenere 800.000 posti di lavoro in più e dimezzare le ore della cassa integrazione”. “Quarto punto, negativo: la scuola”. “…nessuno ha messo tanti soldi come noi sulla scuola e sull’edilizia scolastica. Eppure non ha funzionato”.

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