Parco del Vesuvio, Langella (ALA SC) :”Misura è colma. Dopo gli incendi le piogge. Ora si rischiano le frane”

“Dopo gli la pioggia e l’incubo frane. La misura, per le popolazioni del Vesuviano, è veramente colma”.
Lo dice, in una nota, il senatore Pietro  (Alleanza LiberalPopolare Autonomie-Scelta Civica), .

 

 

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“Le nostre amate pinete – spiega il parlamentare originario di (Na) – hanno sempre rappresentato un baluardo per i Comuni del Parco, perché consentivano, con le loro radici e i loro arbusti, di porre un argine all’acqua che scivolava a valle. Ora però che quegli stessi alberi sono stati ridotti in cenere, ecco profilarsi un incubo ancora peggiore”. “Senza barriere naturali – sottolinea Langella – l’acqua piovana potrebbe venire giù trascinando pietre e terriccio ma anche cenere ed altri residui di combustione provocando allagamenti che rischierebbero di rendere ancora più tragico lo scenario già terribile lasciato dai roghi”.
“Non più tardi di un anno fa, interrogando il ministro – ricorda ancora Langella – ho invocato una maggiore attività di monitoraggio su tutte le aree a rischio invitando il ad assumere ogni iniziativa di competenza al fine di favorire e supportare i compiti istituzionali di vigilanza dell’ente . Cosa è stato fatto finora? Torno a ribadirlo: occorre intensificare l’opera di controllo del territorio perché solo così la follia distruttiva dei piromani potrà essere stroncata sul nascere. Ma tutti e ribadisco tutti devono fare la loro parte. Nessuno escluso”. “Al contempo, però – aggiunge Langella – per salvare i nostri amati , bisogna potenziare l’opera, già meritoria, svolta dal corpo di vigilanza del Parco con il maggiore coinvolgimento di , corpo forestale, protezione civile e associazioni di ”. E infine, conclude il senatore: “sull’esempio di quanto già fatto in altri parchi, si rende assolutamente indispensabile l’installazione di apparati per la ambientale”.

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