Dita di dama” – terzo e ultimo appuntamento di Teatro Deconfiscato

“Chiude la seconda edizione della rassegna il 14 settembre “”, una storia di emancipazione femminile, adattata e diretta da Laura Pozone (anche protagonista) e Massimiliano Loizzi, tratta dall’omonimo libro di Chiara Ingrao.
L’appuntamento è per le 20:30 alla Masseria Ferraioli, il bene confiscato alla camorra ad Afragola, in provincia di Napoli.

 

 

Laura Pozone

IlMezzogiorno.info, media partner della rassegna, intervista Laura Pozone.
Come e quando è nata l’idea di adattare per il palcoscenico il romanzo “Dita di dama”?
Ho scoperto casualmente il romanzo DITA DI DAMA nell’estate del 2009. Bloccata nel traffico accendo la radio e proprio in quel momento stavano trasmettendo l’intervista a Chiara Ingrao e ad alcune operaie che l’autrice aveva incontrato per raccogliere testimonianze e aneddoti sui loro anni in fabbrica. L’intervista mi incuriosì e divertì molto, così decisi di comprare subito il libro. L’ho divorato: si rideva, si piangeva, ci si emozionava tanto. Ho pensato immediatamente che fosse una storia bellissima da raccontare in teatro. Ho messo questo progetto nel cassetto e finalmente quest’anno ha visto la luce.

Chiara Ingrao ha visto lo spettacolo? E cosa ne ha pensato?
Chiara Ingrao non solo ha visto lo spettacolo ma ha anche seguito la stesura del testo, anche se a distanza. Mi ha dato dei preziosissimi consigli e poi è venuta a Milano per la prima nazionale. Alla fine dello spettacolo è salita sul palco, ci siamo abbracciate, ci siamo commosse… E questo è quello che ha scritto il giorno dopo… “Sono ancora traboccante delle emozioni di ieri sera. Laura Pozone è riuscita a far vivere “Dita di dama” a teatro con una forza incredibile, trasformandosi con un gesto o un tono di voce o uno sguardo in quattordici diversi personaggi che fanno ridere e piangere, appassionarsi, riflettere, in una specie di Mistero buffo a cavallo fra gli anni ’70 e i 2000… Ho ritrovato le mie parole e i miei pensieri e le nostre lotte, in fabbrica e non solo, mischiate con la grande storia di allora e di oggi, con i pensieri e la passione di un’attrice-autrice-mattatrice straordinaria: grazie, Laura! E grazie a Massimiliano Loizzi che ha curato con lei il testo e la regia.”

Quando hai scritto e deciso di mettere in scena “Dita di dama”, hai pensato subito di esserne anche l’interprete?
Ovviamente sì! Volevo assolutamente che quella storia fosse un pochino “mia”. All’inizio non avevo idea di come poterla restituire, anche perché ci sono molti personaggi nel romanzo, molte informazioni, vite che si intrecciano. Ho riletto 1000 volte il romanzo, l’ho fatto sedimentare… Sapevo che volevo un aiuto esterno ed ho chiesto a Massimiliano Loizzi. La sua visione, il suo “genio” e il suo “sì” soprattutto, hanno fatto la differenza.

Se dovessi descrivere lo spettacolo con tre aggettivi, quali sarebbero?
Tre aggettivi per descrivere lo spettacolo potrebbero essere: – divertente, (perché nel romanzo trapela una grandissima ironia e l’ho mantenuta nel testo teatrale, è anche il mio stile, forse per questo ho amato così tanto il romanzo, non c’è mai retorica ma leggerezza. Di solito quando si parla di quegli anni –dal 68 agli anni di piombo- si parla sempre di terrorismo e morti, invece come ci tiene a sottolineare Chiara Ingrao in quegli anni si rideva, e pure tanto!); – necessario (perché è importante parlare di questi temi, sono sempre attuali); – poi non so: intelligente? Bellissimo? Imperdibile?

Prima di ogni rappresentazione di questa seconda edizione di Teatro Deconfiscato, ospiti illustri faranno una chiacchierata con giornalisti sul valore della legalità, della lotta alle mafie e della loro esperienza in merito. Prima di “Dita di dama”, Luisella Costamagna, giornalista e noto volto televisivo, sarà intervistata da Mirella Armiero, responsabile delle pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno e collaboratrice del Corriere della Sera., che si confronteranno anche sui temi legati al lavoro e all’emancipazione femminile. Cosa ti aspetti da questo incontro e che valore ha secondo te parlare di queste tematiche in un bene confiscato alla camorra? Trovo che, fare due chiacchiere con gli ospiti che parteciperanno, sia una bellissima iniziativa. Bisogna sensibilizzare il pubblico, e temi come LAVORO ed EMANCIPAZIONE FEMMINILE vanno continuamente affrontati perché a volte, purtroppo, per un passo che si fa in avanti se ne rifanno due indietro. Questo vale per i diritti dei lavoratori e per il ruolo della donna in ambiente lavorativo. Farlo in un posto confiscato alla mafia rende tutto questo ancora più importante perché è con la cultura che si sconfiggeranno le mafie per sempre. La cultura che dovrebbe essere accessibile a tutti. 

 


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