“Bilancio consolidato del Comune di Napoli? È un atto di fede, non racconta la verità”

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Così deputato e consigliere comunale a Napoli di .

 

 

“Questo bilancio – continua Carfagna –  non contiene le informazioni necessarie per avere un quadro veritiero e corretto dell’amministrazione pubblica napoletana.
Ci viene chiesto in sostanza di votarlo. Ma che credibilità ha un’ amministrazione che solo sei mesi fa ha portato in Consiglio un piano di rilancio dell’Anm che poi, come noi avevamo previsto, si è rivelato inadeguato? Negli atti forniti al Consiglio si evincono solo i saldi non le procedure, non si vedono gli aggregati, i disallineamenti né le operazioni infragruppo. Inoltre, in assenza di inventario del del ,  possiamo solo affidarci ad una stima approssimativa di due miliardi e mezzo di euro e le partecipate non sono così capitalizzate da coprire 8 miliardi e mezzo di attivo, così come riportato dal consolidato.
Dal consolidato invece si evincono bene due cose: Il debito nei confronti delle partecipate che è enorme: al 31 dicembre 2016 ammontava a 343 milioni di euro e non osiamo immaginare a che cifra sia arrivato ora e questo nonostante le anticipazioni di liquidità di cui ha potuto usufruire il Comune in questi anni. E il debito complessivo ammonta a 3 miliardi e 400 milioni di euro, una cifra mostruosa. L’ amministrazione tende ad attribuire responsabilità al taglio dei trasferimenti ma qui non c’entra nulla ed anzi sono state distribuite ai Comuni anticipazioni di liquidità. Se il Comune avesse fatto la sua parte, pur contemplando un margine di evasione fisiologica, non avrebbe perso 100 milioni di euro all’ anno per sei anni per tasse e tributi non riscossi e oggi nom avremmo debiti, pagheremmo i fornitori e garantiremmo servizi adeguati. Altro dato: il costo ciclopico del personale consolidato che è di 630 milioni di euro, quasi il doppio del costo del personale del Comune di Napoli che si attesta invece intorno ai 318 milioni di euro. Tutto questo a fronte di servizi scadenti. Occorre attivarsi per un serio piano di razionalizzazione”. “Ma la cosa più sorprendente – conclude Carfagna – è il parere dei revisori: definirlo contraddittorio è un eufemismo. Infatti pur rilevando criticità riguardo i disallineamenti, alle operazioni infragruppo, alla mancanza di inventario, da un lato dichiarano formalmente che i requisiti esistono, e dall’ altro ammettono che i requisiti non ci sono. Per molto meno i revisori di Roma hanno bocciato il bilancio del Comune che pure conteneva informazioni più significative di quello di Napoli.
Un’amministrazione che fa della la sua bandiera avrebbe dovuto cogliere l’ occasione del bilancio consolidato come un’opportunità per permettere ai cittadini di apprendere l’effettivo stato di salute dell’ amministrazione pubblica. La stessa replica dell’ assessore Panini ha confermato le nostre critiche: le informazioni non ci sono per sua stessa ammissione al punto da impegnarsi ad inserirle nel prossimo consolidato. Insomma l’amministrazione continua a stupirci per fantasia e per creatività ma non per pressappochismo e approssimazione”.

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