La cultura può salvare l’alto casertano

Cultura – “C’è una visone strategica che potrebbe salvare il rilancio del nostro territorio. Promuovere interventi integrati capaci di parlare non più al recupero e alla valorizzazione di un sito culturale, ma al rilancio di un distratto culturale che tiene insieme turismo, sviluppo, paesaggio, , giovani, lavoro, partecipazione e fa lavorare in sinergia tutti i Comuni di un’area fuori da ogni campanilismo. Un’esperienza che abbiamo sperimentato nel distretto UNESCO che va da Portici a e che si può ripetere per l’Alto Casertano”.
Lo dichiara , deputato del e componente della Commissione Cultura della Camera, che ha accompagnato una delegazione di portavoce e attivisti alla scoperta dei siti culturali e turistici dell’alto casertano.

 

 

Il tour ha toccato i comuni di Pietravairano, Vairano, Alife e Piedimonte.
La visita è partita dal Castello di San Felice, a Pietravairano, un’opera unica che ha origini medievali e una suggestiva torre normanna sveva. La chiesa fuori le mura del Castello è stata oggetto di con ma nonostante ciò non è mai stata riaperta al pubblico né inaugurata ed è oggi abbandonata, ostaggio di ladri di energia di elettrica. Il tour ha quindi toccato Taverna della Catena di Vairano Patenora, simbolo dell’incontro tra Garibaldi e che sancì l’Unità d’Italia.
Un struttura violentata dalla burocrazia e oggi abbandonata a se stessa, tra rifiuti e clochard. Non è visitabile, né fruibile. Ad Alife la terza tappa, con una visita nelle Mura Romane dove sorge un teatro antico, coperto dopo la costruzione di case popolari. Il tour si è concluso nel centro storico di dove la delegazione M5S ha visitato la cappella di San Biagio, decorata con affreschi del Duecento quasi distrutti a causa delle infiltrazioni d’acqua, e il palazzo Ducale, ancora abbandonato nonostante le promesse della politica.

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