Vuoto di memoria alla Galleria Club Epochè di Capri

– Storytelling mostra di Umberto Natalizio e Selene D’Alessio
Mercoledì 10 gennaio alle 17.00 si conclude la mostra di Selene D’Alessio e Umberto Natalizio. I due artisti capresi hanno animato gli spazi della  di  con due personali, tra racconti  fotografici e tele astratte dal titolo “Storytelling” e“Vuoto di memoria”.

 

La mostra ha ottenuto un gran successo di visitatori negli ultimi giorni del 2017 e la prima settimana di questo mese. L’artista Nat’s questa volta si è posto l’obiettivo di rappresentare sulle tele la sensazione di vuoto che attraversa i sensi delle persone in un ciclo di 16 opere, eseguite con una tecnica mista di serigrafia e acrilico. L’autore rappresenta il senso del vuoto ricercandone le forme nelle più disparate esperienze quotidiane: da quella del semplice saluto o quella dell’incontro-scontro in una coppia, fino a quella del vivere politico, oppure ancora il vuoto sentito rispetto all’impotenza davanti ad eventi o catastrofi ambientali, come quella nucleare.
I colori scelti per questo ciclo di opere, intitolato “Vuoto di memoria”, sono non a caso quelli primari del rosso e del nero, arricchiti dalle loro sfumature del viola e del grigio, attraverso di essi l’autore vuole rendere più efficacemente il senso di spaesatezza che si coglie nel vuoto che attraversa i sensi umani e in alcuni casi cerca di ripercorrere anche le forme di questi stati, simili a delle nebuolse, come le nostre connessioni neuronali. Selene D’Alessio, attraverso una sequenza di 12 scatti, ha presentato invece una mostra interattiva intitolataStorytelling. Le foto ritraggono persone e sono state scattate tra New York, Venezia, Napoli e Capri, i luoghi più amati dall’autrice.
Sebbene diverse per soggetti ed atmosfere – tra il provocatorio, il nostalgico, l’ironico e l’onirico – le immagini creano un itinerario coerente che, nelle parole dell’autrice, vorrebbe “essere un ponte con i visitatori, che, a loro volta, possono diventare creatori di narrative ispirate alle immagini”. Il titolo stesso, Storytelling, anticipa l’anima della mostra. La parola anglosassone è sinonimo di “raccontare storie”, ma implica una partecipazione attiva del fruitore, che così diventa partecipe/co-autore della narrazione. Tanti i fruitori della mostra, infatti, che hanno lasciato un feedback per iscritto all’autrice, la quale, sulla base del materiale raccolto sta già preparando la prossima edizione della sua narrativa per immagini, sia in altri spazi espositivi che online.

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