Storie di migrazione in scena a Sala Ichòs

Dal 19 al 21 gennaio a Sala ichòs La Confraternita del Chianti presenta ESODO pentateuco #2 dal monologo ESODO di Diego Runko (anche protagonista della pièce), vincitore del Concorso Nazionale di Drammaturgia Civile “Giuseppe Bertolucci”.

Il testo è Diego Runko, Chiara Boscaro, Marco Di Stefano, la drammaturgia è a cura di Chiara Boscaro, la regia di Marco Di Stefano e le musiche di Lorenzo Brufatto.

Il Mezzogiorno.info, media partner della stagione 2017/2018 di Sala Ichòs, intervista Chiara Boscaro, Marco Di Stefano e Diego Runko.

“ESODO pentateuco #2” è il secondo capitolo di “Pentateuco”: un progetto con 5 monologhi, 5 attori, 5 partner internazionali (più 1 italiano) e 5 storie di migrazione che prendono spunto dai primi 5 libri della Bibbia.

Può spiegarci come e quando è nato questo progetto?

CHIARA: Il progetto è nato nel 2014. In quel periodo stavamo riflettendo sui temi della migrazione, ma non credevamo di poter condensare un materiale così importante in un solo spettacolo. Abbiamo preferito concentrarci su una diversa sfaccettatura e storia con ognuno dei 5 interpreti della compagnia (oltre a Diego Runko, Valeria Sara Costantin, Giovanni Gioia, Marco Pezza e Giulia Versari). Il Pentateuco, materiale simbolico comune a diverse religioni e racconto di un popolo in cerca della Terra Promessa, ci è parso una buona metafora per cominciare a ricercare. Genesi si concentra sul linguaggio, Levitico affronta il rapporto con le regole, Numeri racconta diverse clandestinità mentre Deuteronomio si scontra con pregiudizi e razzismo. Ognuno dei monologhi è stato prodotto in collaborazione con un diverso partner europeo, volevamo essere noi i primi a vivere un’esperienza di migrazione, anche se solo per un breve periodo.

Come mai avete scelto di rappresentare “Esodo pentateuco #2” a Sala Ichòs invece di uno degli altri 5 monologhi? Pensate di ritornare per mettere in scena anche gli altri?

MARCO: Per noi questo è solo l’inizio di un percorso che porterà anche gli altri spettacoli a Sala Ichòs. Già a Milano abbiamo sperimentato al Teatro Verdi una presenza continua su quattro stagioni con gli spettacoli del progetto Pentateuco e i risultati sono stati molto buoni. L’idea è quella di ripetere l’esperienza a Sala Ichòs, teatro dove siamo già stati con lo spettacolo “Non Voltarti Indietro” e dove ci siamo trovati molto bene. Partiamo da Esodo per motivi pratici senza che questo possa influire sulla qualità del progetto anche perché gli spettacoli sono pensati per essere assolutamente indipendenti.

Lo spettacolo ha ricevuto riconoscimenti importanti. Infatti è vincitore del Primo Premio al Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria 2016, del Teglio Teatro Festival Valtellina 2016 ed è stato selezionato da IN-BOX 2017. Il pubblico, invece, come reagisce nel vedere e ascoltare la storia di Rudi che si intreccia con quella dell’Istria?

DIEGO: Abbiamo messo in scena questo spettacolo di fronte ad un pubblico davvero eterogeneo, dagli adulti ai ragazzi in età scolastica, sia in Italia che in Croazia e Slovenia. Fin da subito, abbiamo notato che c’erano delle differenze nel modo in cui i diversi tipi di pubblico percepivano lo spettacolo, ma riguardavano soprattutto le parti comiche, quelle che facevano ridere le persone, per intenderci. Lo spettacolo racconta di un periodo ormai lontano nel tempo, dalla metà degli anni Trenta alla metà degli anni Quaranta, ed è comprensibile che qualche riferimento a eventi e personaggi del passato venga perso da chi è giovanissimo. Nello stesso tempo, proprio questa differenza di età e freschezza nelle vedute permette ai giovanissimi di fruire dello spettacolo in modo del tutto personale. È evidente, inoltre, che alcuni passaggi storici, riguardanti in particolar modo gli anni del Maresciallo Tito, non possono essere vissuti nello stesso modo da un pubblico italiano o da uno sloveno e croato. Quello che ci premeva, come autori, era principalmente non dare delle risposte univoche a fatti storici ancora scottanti e dibattuti. Ci interessava, e ci interessa, il vissuto delle persone dentro questi eventi, l’umanità e la mostruosità che ne derivano, le paure, le morti ma soprattutto le vite, le risate e i pianti. In fin dei conti, credo sia prima di tutto uno spettacolo sull’universalità delle emozioni umane, eterne e indimenticabili.

L’Istria è da sempre una terra di confine, abituata ad accogliere popoli di nazionalità diversa. Potrebbe essere un buon esempio per l’Europa intera di convivenza e civiltà?

DIEGO: Confesso di non saper bene come rispondere a questa domanda. Ma forse è anche ciò che la rende interessante. In primo luogo, non sono del tutto convinto che gli uomini siano davvero capaci di imparare dagli esempi costruttivi. Non vorrei essere frainteso. Mi ritengo una persona molto lontana da una visione pessimistica della vita, ma credo che certe pulsioni, come la violenza, la necessità di prevaricare sull’altro e di sottometterlo, siano connaturate alla natura umana almeno quanto lo sono la bontà, la generosità e la compassione. Ci sono molte zone simili all’Istria, in Europa. Zone di confine, di popolazioni intrecciate e mescolate fra di loro da secoli e secoli. Certo che penso che l’Istria possa essere un ottimo esempio di convivenza e civiltà per l’Europa.

Nello stesso tempo però, ricordo anche che solo qualche chilometro più in là, negli anni Novanta, ha avuto luogo una guerra terribile e sanguinosa, fratricida, che ha dimostrato una volta di più che nessuno è immune alla stupidità e alla cecità umane. Penso che la natura umana sia in eterno conflitto tra la sua parte buona e quella meno buona. Ed è un conflitto che affrontiamo anche noi, tutti i giorni, vivendo nel mondo.

Sala Ichòs

Via Principe di Sannicandro 32/A – San Giovanni a Teduccio (NA)

Fermata metro linea 2: San Giovanni a Teduccio– Barra

Lo spazio è dotato di ampio e gratuito parcheggio.

Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

Attivo per il pubblico di Sala Ichòs il servizio gratuito Vai a teatro in navetta! L’autobus preleverà gli spettatori a Napoli il sabato alle ore 19:45 e la domenica alle 18 a piazza Borsa (adiacenze fermata metropolitana) e li accompagnerà nello spazio di San Giovanni a Teduccio. Garantito anche il ritorno, con destinazione finale sempre piazza Borsa. Il servizio è gratuito ed è possibile effettuare la prenotazione (sempre durante la settimana, entro e non oltre le ore 12 il sabato e la domenica), tramite whatsapp al numero 329 6264 545, indicando il cognome e il numero di passeggeri.

Giorni e Orari: venerdì 19 gennaio sabato 20 gennaio ore 21; domenica 21 gennaio ore 19

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