Giunge in libreria l’atteso “Elogio del praticante avvocato” di Salvatore Maria Sergio

Avvocato – Da Pironti a piazza Dante, il 2 febbraio, ore 18, presentazione dell’ennesimo libro del massimo penalista, eccellente scrittore, pittore, oratore, giornalista, tra i massimi rappresentanti della cultura italiana
a cura diTeresa Lucianelli

In tanti ad attenderlo, così come tanti sono gli estimatori del grande penalista. Pungente scrittore, eccellente pittore, grande rappresentante della cultura italiana e massimo esperto di Civiltà islamica, è un apprezzato giornalista, plurinsignito oratore, premio Valadier, ecc. In molti, stanno scommettendo già da prima dell’uscita che questo sarà l’ennesimo successo di Salvatore Maria Sergio.

Otre ad essere un fine scrittore, è un penalista della vecchia scuola forense napoletana; quella scuola che nel corso dei secoli, superando difficoltà d’ogni genere e sconfiggendo le prepotenze dell’establishment politico ed economico, s’è sempre proposta come un contropotere e vindice dei diritti dei cittadini.

Chi meglio di lui, quindi, avrebbe potuto scrivere di questo mondo e dei suoi protagonisti? Dei loro pregi e Alle ore 18 di venerdì 2 febbraio, da Pironti, piazza Dante 30, antica libreria napoletana, la presentazione del elogio. Ne discuteranno con l’autore: Enzo Bonifiglio, docente di storia dell’arte, Domenico Carratelli, giornalista, Flaviano Moltedo, avvocato, e Nicola Quatrano, magistrato; sarà presente l’editore Tullio Pironti. Nel suo “libriccino”, corrosivo ed anche amaro, sapientemente ironico, che riesce a fare anche sorridere è sicuramente a riflettere, Sergio denuncia la caduta culturale delle giovani generazioni di avvocati, fa seguito ai fortunati Elogi dell’avvocato, della donna avvocato, del processo, Giambattista Vico non può vincere.

L”Avvocatura, malgrado la crisi che l’attanaglia “non morirà” – né è convinto lo scrittore – perché sarà salvata dai forensi coscienti del loro ruolo intellettuale, civile e politico, e gelosi custodi della loro indipendenza dagli interessi di casta e di potere, com’è sempre avvenuto nel corso della loro plurisecolare storia, della quale Sergio è tra i massimi cultori viventi. Il nuovo scritto fa parte dell’apprezzata collana di Elogi editi da Pironti, firmati da noti scrittori e giornalisti italiani e stranieri, tra i quali Giancarlo Dotto, Joan Margall, Tinto Brass, Mimmo Liguoro, Vittorio Paliotti, Josè Vicente Quirants Rives, Maria Roccasalva, Pietro Treccagnoli.

Con la consueta scrittura raffinata ma anche corrosiva, l’autore denuncia il declino culturale e tecnico del nuovo ceto forense; un declino che ha origine nella scuola, nell’Università e nell’inadeguato sistema d’accesso alla professione. Tuttavia, manifesta la speranza, anzi la convinzione, secondo cui le sorti dell’avvocatura saranno salvate, nel solco della tradizione plurisecolare, da quegli avvocati che sono coscienti del ruolo politico, costituzionale e civile a loro assegnato all’interno della società. La presentazione di venerdì rappresenta dunque un’occasione imperdibile per il qualificato pubblico di lettori estimatori del noto penalista e scrittore.

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