Chiunque può essere un Mercante di Stelle

A cura di Alessandro Acampora

Si è tenuto il 6 giugno presso il penitenziario di Poggioreale uno spettacolo per i detenuti. A rallegrare i nostri fratelli meno fortunati: Sal Da Vinci, il figlio Francesco e il comico Enzo Fischietti; a presentare l’evento, l’impareggiabile Ettore Dimitroff. Ad aprire le danze è stato il Fischietti, dalla forte autoironia che è riuscito a strappare più di un sorriso al pubblico. A chiudere la giornata invece è stato Sal Da Vinci insieme al figlio, Francesco, che ha aperto lo spettacolo del padre. Il giovane Da Vinci ha cominciato con il suo successo “Sul Io” lasciando poi il posto al genitore che ha esordito con i suoi brani più famosi. Impossibile descrivere a parole l’emozione che ha suscitato nel pubblico cantando “il ”. Oltre ai suoi successi, ci sono state canzoni della tradizione napoletana, come “o Sarracin” che ha provocato vari cori da ogni parte della sala. Il Sal ha mostrato più e più volte di apprezzare il suo pubblico e ha commosso con i suoi lunghi discorsi a favore dei detenuti, interagendo e cantando con loro.

Non è la prima volta che queste iniziative si svolgono nei penitenziari, anzi sempre più spesso grazie anche alla coordinamento dei direttori degli istituti e ad associazioni di volontariato che operano negli istituti di reclusione, ci sono stati eventi del genere, come il concerto dell’anno scorso con Gianni Morandi. A colpire più di ogni altra cosa è stata la cordialità degli ospiti che non hanno esitato per nessun momento a stringere una mano o a scambiare quattro chiacchiere con staff e detenuti, a scattare foto e a tirare su il morale. Un ringraziamento sentito va ancora alle persone che rendono possibile tutto questo.

Concludo dicendo che nutro la speranza che questi incontri e queste iniziative avvengano sempre più spesso e invito i lettori a ragionare sulle parole espresse da questi show man, ovvero che nasciamo tutti uguali e tutti potremmo essere dietro alle sbarre se la vita fosse andata diversamente.

Alessandro Acampora

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