La Macroregione Mediterranea la svolta storica. Intervista a Giuseppe Fortunato

Per capire e far capire al meglio quali sono le potenzialità in ambito economico e sociale di questo organismo, abbiamo intervistato l’Avv. attuale della regione Campania e designato attraverso la grande manifestazione del 9/11 a prendere le redini della Macroregione Mediterranea.
Avvocato Fortunato, si è conclusa l’Assemblea della Macroregione Mediterranea; possiamo definirla come un nuovo percorso di Governance; ci parli delle potenzialità che questa può assumere nei prossimi anni.

La Macroregione Mediterranea svolgerà un ruolo analogo a quello delle quattro Macroregioni già in funzione. Si tratta delle più elevate forme di cooperazione sovraregionali e sovrastatali istituite dall’. Esse stanno affrontando risolutivamente le grandi questioni in materia di ambiente, e sanitaria, energia, trasporti e lotta alla con la sinergia necessaria per affrontare tematiche concernenti territori europei e extraeuropei. Per gli organi dell’, secondo le dichiarazioni intervenute, le Macroregioni permetteranno il passaggio dai fondi strutturali regionali a quelli macroregionali e sono destinate a svilupparsi straordinariamente, superando i limiti statali e regionali secondo campi di intervento concreto correlato a interessi visibili; per i Paesi extraeuropei le Macroregioni sono l’occasione di favorire coesione e impegno comune su temi che sviluppano innovazione, benessere e occupazione.

Quanto potrebbe influire la società civile, le professioni e il mondo del lavoro tutto in questo nuovo organismo.

Con la Macroregione l’Europa può finalmente bilanciare il deficit di democrazia indubbiamente sussistente nelle politiche economiche e negli apparati burocratici dell’Unione Europea, facile preda di multinazionali sovente più potenti e più ricche degli Stati.  La Macroregione Mediterranea è partita nel modo giusto per cui sussiste il metodo di democrazia partecipata e meritocratica. Alla Governance della Macroregione Mediterranea non si accede tramite deleghe manipolative, liste di partiti o pressioni di lobby bensì tramite percorsi di a cui può accedere trasparentemente chiunque dà significativo contributo tramite percorsi di . Il mondo del lavoro, i giovani brillanti, i , tutta la società civile sono finalmente protagonisti. E attraverso la Macroregione si procederà con l’esempio a dare nuova linfa a istituzioni spesso lontane dai Cittadini, sia dai loro bisogni sia dalla possibilità di contribuire fattivamente al miglioramento sociale.

A suo parere quale può essere l’impatto che la Macroregione Mediterranea può assumere nei confronti nell’attuale momento politico e come giudica le scelte politiche in ambito europeo del sistema politico italiano.

La Macroregione Mediterranea induce tutti a guardare sotto una nuova luce gli aspetti sociali, economici e istituzionali. Non è più tempo di slogan. La procedura in corso comporta una programmazione partecipata degli obiettivi macroregionali e la loro attuazione concreta. Le classi politiche e burocratiche e il sistema di loro selezione non sono all’altezza di tale sfida. Si confrontano (e si scontrano) due metodi: la miopia clientelare e sloganistica  e lo sviluppo partecipato e aperto.

Ci sono delle priorità per l’intero , ci può indicare quali saranno le prime linee d’intervento?

Le nuove politiche energetiche, l’ambiente , le grandi reti stradali e ferroviarie, lo sradicare la criminalità, lo sviluppare l’iniziativa premiando chi fa e bloccando i furbi sono priorità. Solo la ristrutturazione macroregionale permette un boom occupazionale perché aumenta la produttività sia delle imprese che delle pubbliche amministrazioni. Sono oramai obsoleti i vecchi piani di questo decennio che copiano nella sostanza. i piani inattuati dei decenni passati. Contemporaneamente è tramontato il meridionalismo lamentoso. Le regioni del Sud d’Italia sono ora il centro e il faro del .  Con il nuovo metodo selettivo partecipativo e meritocratico – che libera finalmente dalle catene di lobby, alta finanza e beghe partitiche –  è in costruzione la classe dirigente di un Mezzogiorno orgoglioso di essere tale e di essere cuore del e d’Europa.

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