Artrite reumatoide infantile – ultimo incontro del corso_22.02

 

A Napoli, venerdì 22 febbraio 2019 alle 15, nell’Aula B, Piano Terra Padiglione 11 A “Pediatria” dell’Università degli Studi di Napoli Federico IIavrà luogo il quarto e ultimo appuntamento del “Progetto sul monitoraggio delle reazioni avverse successive all’uso combinato dei diversi farmaci in soggetti affetti da artrite reumatoide infantile”, organizzato dal Dipartimento di Sanità Pubblica della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, diretto dalla Prof.ssa Maria Triassi. 

Questo ultimo incontro avrà come tema “informazione sulla farmacovigilanza e formazione”.

<<Nel corso dell’ultimo incontro, venerdì 22 febbraio, verranno forniti concetti generali sulla farmacosorveglianza e sull’attività di farmacovigilanza aziendale dell’AOU Federico II– afferma la Professoressa Triassi, responsabile del progetto e a capo del Comitato Scientifico -. Sarà illustrata la sorveglianza continua e attiva della raccolta del dato, la sua gestione, analisi e divulgazione informativa, con la collaborazione degli enti territoriali. In particolare, verrà sottolineata la centralità nella segnalazione del personale infermieristico. Sarà inoltre presentato il materiale prodotto dal Dott. Vito Cigliano, Consulente Professionale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Sanità Pubblica. L’ultimo momento della giornata di corso sarà dedicato alla parte pratica sulla preparazione del farmaco e l’uso dei filtri>>.

Interverranno sul tema la Prof.ssa Annalisa Capuano, Responsabile Centro regionale Farmacovigilanza e Farmacoepidemiologia, la Prof.ssa Valentina Trimarco, Responsabile Farmacovigilanza AOU Federico II, e il Dott. Gennaro Spiezia, Infermiere Reparto UOC Chirurgia Generale, ASL NA1 Centro P.O. Santa Maria di Loreto Nuovo.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria che colpisce le piccole e grandi articolazioni provocando dolore e tumefazione articolare, con rigidità articolare e limitazione funzionale. In circa 30.000 pazienti sono affetti da questa patologia che, se non trattata adeguatamente, produce un sensibile deterioramento articolare che nel tempo determina disabilità. Più la diagnosi è precoce e la terapia adeguata, più si previene la determinazione di danni permanenti ed invalidanti.

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