La Dalmazia settentrionale una regione nel cuore della Croazia

a cura di Harry di Prisco
Dai laghi di Plitvice, a Zara, a Pago passando per Nin

Dopo un lungo inverno ed una primavera piovosa ecco all’improvviso è arrivata
l’estate. Nel men che non si dica ci troveremo a partire per le vacanze, dunque questo
è il momento della scelta della località dove trascorrere qualche giorno o qualche
settimana per consentirci di riprendere le nostre attività dopo una pausa estiva. Ma
dove andare?
Bisogna considerare che in famiglia c’è chi preferisce andare alla scoperta delle
tradizioni culturali di altri popoli, chi predilige rilassarsi al mare, per non parlare delle
esigenze dei più piccini. Tutti sono per una cucina genuina possibilmente a base di
pesce freschissimo, basata sui sapori mediterranei. Quello che spaventa molti è
affrontare un lungo viaggio oppure spendere una fortuna. Vicino a noi la Croazia,
piena di vita, risponde a tutte queste esigenze, mettendo tutti d’accordo. Da Ancona
vi sono vari traghetti che consentono di raggiungere agevolmente la della
Dalmazia settentrionale che ha tanto da offrire con i suoi alberghi per tutte le tasche.
Una tappa merita la visita al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, dichiarati
dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il parco può essere visitato in parte anche a
bordo di battelli elettrici che collegano le sponde del più grande dei laghi, quello di
Kozjak. Esistono anche dei trenini elettrici che permettono di godere di alcuni scorci
fantastici. I visitatori potranno scegliere uno dei tanti programmi di visita proposti in
base al tempo a loro disposizione. Gli itinerari sono tutti agevoli e si snodano
all’interno della zona lacustre grazie alla presenza di svariate passerelle in legno che
consentono di toccare quasi con mano le oltre novanta cascate. I laghi si sono formati
circa 15.000 anni or sono grazie alla presenza di barriere tufacee e a causa di
fenomeni carsici che hanno prodotto l’erosione chimica e meccanica.
I 12 laghi superiori hanno sponde più frastagliate rispetto a quelle dei 4 bacini
inferiori formatisi in una stretta gola.

Tanti gli animali che popolano i boschi del parco tra cui alcune specie rare e
minacciate di estinzione. Le farfalle fanno da padrone con oltre 300 specie tra diurne
e notturne.
Dopo aver respirato la natura a pieni polmoni, la nostalgia del mare ci porta nell’isola
di Pag.
«Non acquistate mai un’auto usata da un residente dell’isola !». Con queste parole ci
accoglie Berardo dell’Ufficio del Turismo di Pag. Nell’isola, di recente collegata da
un ponte alla terraferma, è frequente il fenomeno della bora che trasporta il sale dalla
cresta delle onde del mare fino sulla terraferma e sulle auto ivi parcheggiate, che male
tollerano le continue aggressioni della salsedine. Tale fenomeno naturale da un lato
crea problemi ai cittadini, dall’altro è anche la loro fortuna. Ciò che dura nel tempo
diventa tradizione. Il famoso formaggio pecorino “Sir Pag” a marchio tutelato viene
prodotto qui senza necessità di aggiungere sale perché viene utilizzato il latte delle
capre che si nutrono di erba salata. Inoltre l’aspetto di Pag è unico e raro in quanto
ricorda molto la superficie lunare per la quasi totale assenza di vegetazione. Sempre
grazie alla presenza del sale in quantità copiosa, qui da secoli gli abitanti lavorano
nelle saline dalle quali viene estratto il “fior di sale”, così pregiato da costare oltre
trenta euro al chilo. Si tratta di cristalli raccolti a mano che vengono usati sia nelle
diete iposodiche, che per il peeling della pelle, apprezzati dagli chef di tutto il mondo.
Un pizzico di sale è indispensabile per la vita stessa, basta usarlo con moderazione.
Altro prodotto artigianale di eccellenza è il merletto inserito dall’Unesco nel
Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Purtroppo a parte qualche lodevole
iniziativa, la tradizione si sta andando perdendo. Si possono ammirare alcuni
magnifici esemplari nella galleria del merletto nella piazza principale del paesino.
Dopo aver nuotato nel mare cristallino e aver ottenuto una invidiabile tintarella
usufruendo di una delle tante spiagge, che di sera si trasformano in discoteche a cielo
aperto, val la pena di gustare un buon piatto a base di pesce in uno dei tanti locali
presenti e sedersi poi intorno ai tavolini del bar centrale per prendere un caffè con
Mate Donadić che sarà ben lieto di raccontare la storia millenaria di Pag, ricca di

episodi travagliati che potrebbero essere la trama di un film. La Porsche ha scelto tale
location per girare uno spot pubblicitario.
È già ora di partire, Zadar, Zara nella nostra lingua, ci attende con tutto il suo
fascino e romanticismo. Si tratta della più grande città fortificata della Serenissima,
inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale proprio per il suo maestoso sistema di
fortificazioni. Nel 2018 vi è stato un incremento della presenza degli Italiani nella
regione. «Vi sono stati mille turisti italiani in più ed anche quest’anno si avverte un
notevole interesse», sono parole di Nina Stohera Marnika, Public Relation Senior
Associate dell’Ufficio del Turismo della regione di Zadar. Il tour del centro storico di
Zara prevede: la Porta di Terraferma, del 1543; il Museo del Vetro Antico; la chiesa
del IX secolo di San Donato; la cattedrale di Sant'Anastasia; la chiesa di San
Simeone, sull’altare maggiore si trova l’arca di grande valore di San Simone del
1380; la chiesa e il convento di Santa Maria del 1091, con l'esposizione permanente
dell’arte sacra dal VIII al XVIII secolo; nonché le piazze del Popolo e dei Cinque
Pozzi con la Torre del Capitano e il Foro. La città è da ricordare non solo per il suo
lato antico ma anche per quello moderno. Infatti sul lungomare a nord della città, è
possibile ammirare l'organo marino e nelle vicinanze "Il Saluto al Sole", un sistema
di luci ad energia solare.
L'organo marino è un complesso sistema di canne e fischietti posti al di sotto di una
scalinata in pietra bianca che inizia ad una distanza di circa 10 metri dal mare e le cui
fessure producono una musica ogni volta che le onde si infrangono sul molo.
Il "Saluto al Sole" è un disco di vetro multistrato del diametro di 22 metri che
protegge 300 pannelli solari fotovoltaici che di giorno assorbono l'energia del sole e
di notte si illuminano dando vita a un gioco di luci in armonia con il ritmo delle onde
del mare. La città ha 3000 anni di storia tra leggende e storia vera.
Due dei quattro santi co-patroni sono legati alla città, contribuendo a farla conoscere
nel mondo: San Simeone e Santa Anastasia. A loro sono dedicate due splendide
chiese.

Nel XIII sec. un mercante stava ritornando dalla Terra Santa verso Venezia portando
il corpo integro di San Simeone, dicendo che era il corpo di suo fratello. A causa del
maltempo dovette cercare riparo nel porto di Zara e cercò ospitalità dai monaci, dove
seppellì la cassa con il corpo. La cattedrale di Zara è intitolata a Sant'Anastasia che
una leggenda parla di una romana, moglie di un patrizio, chiusa in casa dal marito
perché voleva rimanere vergine. Secondo la leggenda fu torturata e bruciata sul rogo
durante l'esilio di Diocleziano. Le sue reliquie furono trasportate a Costantinopoli e
l'imperatore Niceforo le diede nel 804 a Donato, vescovo di Zara, che le custodì in un
sarcofago di pietra, tutt’ora visibile, in segno di riconciliazione di Bisanzio con Zara.
Ritornando sulla terra, o meglio nella laguna di Nin, la penisola ad appena 15
chilometri da Zara, che era collegata da due ponti seicenteschi alla terra,
recentemente andati distrutti per un’alluvione e che verranno presto ricostruiti al
posto di quelli provvisori in legno. Nel 2015 European Best Destinations l’ha inserita
tra le 48 destinazioni più romantiche d'Europa. Qui si può visitare la chiesetta del IX
secolo, nota come la "la più piccola cattedrale del mondo", nel solstizio d'estate entra
da una finestra un raggio di sole che si ferma a mezzogiorno nel luogo dove un tempo
era collocato l'altare.
Nella tesoreria di arte sacra della chiesa parrocchiale di Nin è conservata la moneta
d'argento di Giuda, uno di 16 esemplari conosciuti in Europa.
Prima di andare via da Nin non vi dimenticate di toccare il piede della statua di Grgur
Ninski, vescovo nel 925, ed esprimere un desiderio ad occhi chiusi da non rivelare.
Nel 925 lo sfortunato vescovo dovette lasciare la città per decisione del Papa, il
vostro desiderio sarà forse quello di farci ritorno il più presto possibile ?

Harry di Prisco

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