Governo, Regioni e Comuni: rischio abbandono del verde e del paesaggio in Italia

ASSOIMPREDIA, associazione datoriale delle imprese operanti nel settore del verde e della tutela ambientale, il 30 marzo ha scritto ai referenti del Governo, delle Regioni e dei Comuni una lettera – dichiarano il Presidente Gianluca Bartolini e il Segretario Alberto Patruno – per rappresentare la necessità di inserire il codice Ateco 81.30.00 – Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole) nell’”Allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020 e al DM MISE del 25 marzo 2020 che indicano le attività non soggette a sospensione.I citati provvedimenti indicavano come data di cessazione delle misure di sospensione delle attività non essenziali il 3 aprile 2020: in tale contesto, pur nella coscienza del pregiudizio che il blocco delle lavorazioni avrebbe comportato per le nostre Associate, abbiamo responsabilmente ritenuto di attendere tale data nell’auspicio di una normale ripresa del lavoro.

In vista degli inevitabili – e condivisibili – provvedimenti di proroga della sospensione riteniamo necessario chiedere – dichiarano il Presidente Gianluca Bartolini e il Segretario Alberto Patruno – che il codice ATECO 81.3 venga inserito tra le attività non sospese per vari motivi:

a)    Evitare danni irreparabili al patrimonio verde pubblico e privato, dichiarano il Presidente Gianluca Bartolini e il Segretario Alberto Patruno, che significa danno all’ambiente e alle persone sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza, evidenziando i seguenti elementi:

·       il periodo di ripresa vegetativa massima, che coincide con la primavera, creerà una incontrollata crescita di erbe, piante, ecc., in particolare nei parchi cittadini, la cui mancata manutenzione arrecherà danni irreparabili al patrimonio ambientale delle città, oltreché un deperimento incisivo, il cui recupero necessiterà di molti mesi di lavoro e risorse ingentissime che, nell’attuale contesto, potrebbero non essere immediatamente disponibili;

·       la mancata manutenzione ordinaria del patrimonio creerà problemi igienico-sanitari, dovuti al proliferare di specie dannose all’uomo e all’ambiente (processionaria del pino, zecche, pulci, ratti, ecc.);

·       analoghi problemi si creeranno per l’inizio dell’impollinazione, interessando soggetti affetti da allergie: è noto che tali patologie incidono sull’apparato respiratorio e, pertanto, potrebbero rappresentare comorbilità rispetto al COVID-19, rischiando di aggravare la situazione dell’attuale emergenza sanitaria;

·       il mancato contenimento della crescita erbacea-arbustiva sui margini laterali ed all’interno delle aiuole spartitraffico della rete stradale e autostradale determinerà una sensibile diminuzione della portata idraulica del sistema di regimentazione delle acque di superficie, implicando, specie in giornate di pioggia intensa, l’insorgere di allagamenti e  smottamenti del terreno; genererà, inoltre, una scarsa  visibilità sia dei percorsi, sia della segnaletica stradale, con conseguenti ricadute sulla sicurezza dell’utenza veicolare;

·       la corretta esecuzione di alcune attività (potature, rimozione rami pericolanti, ecc.) è strettamente funzionale alla sicurezza dei cittadini e alla circolazione stradale, essendo evidenti i pericoli che possono essere determinati dal trascurare fenomeni purtroppo frequenti su strade urbane ed extraurbane.

b)      Consentire alle nostre Associate di riprendere almeno in parte dichiarano il Presidente Gianluca Bartolini e il Segretario Alberto Patruno – le attività per evitare il default di un intero settore, che dà lavoro a decine di migliaia di addetti oltre all’indotto, segnaliamo inoltre che:

·       consentire alle nostre imprese di proseguire le attività non aggraverebbe la già drammatica situazione del ricorso agli ammortizzatori sociali che, peraltro, per alcuni CCNL sarebbero di natura straordinaria: in tal modo, il nostro settore peserebbe meno sul già difficile stanziamento di fondi che il Governo sta approntando;

·       si tratta di attività che si svolgono all’aperto e per l’esecuzione delle quali, fermo il rispetto delle norme di contenimento in essere e del Protocollo Condiviso Governo sindacati del 14 marzo 2020, il rischio di contatto sociale pericoloso per i lavoratori sarebbe ridotto al minimo.

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