Quanto il quadro nazionale sta influenzando il futuro della Città di Roma? Intervista a Carlo Cotticelli

Quanto il quadro nazionale sta influenzando il futuro della Città?Intervista a per lungo tempo tesoriere prima dei e poi del a oggi membro dell’ assemblea nazionale del Pd e coordinatore insieme a Patrizia Prestipino di Base Riformista a Roma.

In questi ultimi giorni agostani, in seguito alla ricandidatura della Raggi, è “scoppiato” il dibattito su Roma nel Partito Democratico dopo lunghi mesi di silenzi. Quale è la posizione di Base Riformista a Roma?

“Base riformista è contraria come tutto il pd a qualsiasi ipotesi di riconferma dell”attuale sindaca che non, dimentichiamo mai, fu eletta con una piattaforma contro il pd definito il partito del malaffare, convinzione che avrebbe confermato anche in, questi giorni. Ma al, di la di queste cose, le parole ed i comportamenti hanno sempre un peso. Il giudizio è negativo per la gestione della Città, dal quotidiano, ad una mancanza di prospettive e progettualità per il futuro. Roma è una Città internazionale e in questi anni, purtroppo, è stata declassata a grande provincia. Abbiamo bisogno di un patto tra classe la politica, il mondo dell’imprenditoria, della cultura, dell’ associazionismo e perché no anche del mondo religioso. Roma interessa anche loro e soltanto con uno sforzo collettivo possiamo rilanciarla. A maggior ragione perché in questo anno, di collaborazione governativa nazionale e, se vogliamo nei due anni e mezzo regionali, non si sono visti segnali di miglioramento nei rapporti tra i, consiglieri grillini e quelli del pd, ma anzi gli eletti del M5S continuano ad avere un atteggiamento di chiusura che ha impedito avvicinamenti o percorsi anche di laboratorio politico che potevano portare a percorso diverso da quello attuale.

Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno provato numerosi “ammiccamenti” con il M5S. Base Riformista è stata contraria da sempre. Secondo lei quale è la strategia che il PD dovrebbe tenere in vista delle elezioni a Roma?

La strategia deve prevedere una grande iniziativa, tipo stati generali della Città, con chi ci sta e coinvolgendo le forze che fanno riferimento al centro sinistra, coinvolgendo il mondo dell”associazionismo, cattolico e delle professioni che hanno votato, la Raggi, partendo da una domanda: vi sono, piaciuti questi 5 anni? Se la risposta è no proviamo a costruire qualcosa di nuovo insieme. Per quanto riguarda la coalizione, un centro sinistra allargato con un candidato, scelto con le primarie a meno che non arrivi il “Messi” della politica, che ad oggi non vedo in giro. Con i 5 stelle la convergenza vera, puo avvenire magari, in un secondo momento ma con patti chiari ed alla luce del sole.

Quasi nessuno parla di visione della Città di progetti e proposte. Base Riformista sta lavorando a delle idee? Quali dovrebbero essere i punti principali del programma per Roma?

“In prima analisi dovrà essere fatta una “battagli” affinché una parte delle risorse economiche previste dal recovery fund venga utilizzato per il rilancio della Città. Non puo essere solo lo stadio della Roma l’unica opera in cantiere ed è vergognoso che dopo 9 anni ancora non sia stata messa la prima pietra. Sostengo al commercio ed al turismo messo in ginoccchio dal covid, rilancio della cultura con l’obietttivo di diventare la vera capitale del turismo mondiale, intercettando, quei turisti americani, o, asiatici che oggi preferiscono Londra e Parigi alla Città eterna per trattamento e qualita del servizio offerta dalla città. Lo, sforzo deve essere collettivo e di tutte le categorie. Rilancio delle periferie e della pubblica amministrazione, perché Roma è la città della P. A., del terziario, del turismo e della cultura. Sarà importante il restyling dei parchi e delle ville e più in generale il ritorno ad una manutenzione ordinaria costante che poi porti a poter poi lanciare 2/3 grandi progetti quale ad esempio un grande parco tematico sul modello Disneyland. Infine servirà verificare la sostenibilità delle grandi municipalizzate nominando managment legati a risultati, concordati con la parte politica.

Ha letto l’intervista di Calenda, della Di Biase e di Leodori? Che idea si è fatto?

“L’intervista di Calenda la condivido su un punto: è vero che nella federazione di Roma ci sono lotte fortissime che a volte portano a cercare di “distruggere” politicamente anche gli stessi compagni di partito, cosa che non avviene in nessuna federazione d’Italia e parlo per esperienza diretta.

Per il resto la ritengo ingenerosa nei confronti di chi da anni ha cercato di lavorare, anche nei momenti più difficili, per trovare un campo, di lavoro comune, in una città che in, questo ultimi 14 anni, ne ha passate tante e definire il gruppo dirigente del pd legato a mafia capitale non solo non è vero per la sentenza espressa in terzo grado dalla Corte di Appello di Roma, e non lo dico per ridimensionare la vicenda, che è e resta grave, ma perché ci sono dirigenti che hanno dedicato per loro scelta, la propria vita ed il loro impegno civico senza avere nulla in cambio, in una città difficile e che risente prima di tutte della crisi della politica.”

E poi aggiunge: “Mi sarei aspettato una difesa da parte dei dirigenti nazionali, alcuni dei quali vengono da Roma e hanno, lavorato in quella federazione ed essere accostati al malaffare deve essere una offesa in, primis per loro.”

Quanto il quadro nazionale sta influenzando il futuro della Città?

“Rispetto a questo per qualunque considerazione dobbiamo attendere le prossime elezioni regionali di settembte e solo allora avremo un quadro più chiaro. Nel frattempo bene l’ idea di lanciare una grande “conferenza per Roma”.

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