Covid, tamponi rapidi a medici di famiglia e pediatri, Miraglia (Biologi): “Ministero dimentica i laboratori di analisi cliniche”

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ROMA. “Medici di famiglia e pediatri potranno eseguire tamponi rapidi ‘anti Covid’ e saranno pure ‘rimborsati’ dallo Stato, mentre nulla viene previsto per i Biologi laboratoristi che pure, di norma, fanno questo di mestiere. Qualcuno può spiegarci la ratio di una scelta così cervellotica e per quale motivo, quando si tratta di avviare una campagna di screening così vasta, il Ministero della Salute scelga di coinvolgere infermieri, medici, pediatri e finanche i farmacisti, tenendo fuori il mondo dei laboratori di analisi cliniche?”. Se lo chiede Pietro Miraglia, vicepresidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi (di cui è anche delegato regionale per la Sicilia), a proposito del “progetto”, approvato dal Ministero della Salute, che prevede la possibilità per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, di poter effettuare i cosiddetti tamponi rapidi antigenici nei loro ambulatori o presso strutture esterne. L’accordo prevede che i relativi kit per i test (circa 2 milioni) saranno forniti direttamente dal commissario per l’Emergenza insieme ai dispositivi di protezione individuale, mentre per medici e pediatri coinvolti, viene prevista una remunerazione di 12 euro se il tampone sarà eseguito al di fuori dello studio (ad esempio, locali predisposti dalle Asl, tendoni della Protezione Civile, etc.) e di 18 se il test sarà invece effettuato nell’ambulatorio (è previsto anche che si possano fare al domicilio del paziente). “Ecco, tutto questo ci lascia a bocca aperta” prosegue Miraglia, che poi aggiunge: “comprendiamo che occorra fare di tutto per rendere più semplice e veloce l’individuazione dei contagi da coronavirus. E lungi da noi voler puntare il dito contro chicchessia, tuttavia che senso ha tenere fuori chi, come i laboratoristi, fa questo di mestiere? Perché il Ministero non fornisce anche a noi biologi laboratoristi quei kit promessi a medici e pediatri? Per 18 euro, se lo Stato ci passa il materiale, li facciamo noi quei tamponi, nei nostri laboratori, che sicuramente sono molto meglio attrezzati rispetto agli ambulatori medici, per poter eseguire quella determinata tipologia di esame”. “Ricordo, infatti, a quanti non lo sapessero – rimarca ancora il vicepresidente dell’ONB – che i laboratori di analisi cliniche sono i luoghi ideali per effettuare i test anti Covid, dai sierologici ai cosiddetti antigenici, dal momento che sono chiamati ad eseguire, obbligatoriamente per legge, tutti i necessari e rigorosi controlli di qualità interni ed esterni”. “Come Ordine dei Biologi – conclude Miraglia – ricordiamo al Ministro Speranza che escludere i laboratori di analisi da ogni forma di dialogo, è un errore gravissimo perché significa voler mortificare ancora una volta una categoria, quella dei biologi laboratoristi, che nei mesi bui del lockdown, ha lavorato in prima linea, lontano dalle luci della ribalta (riservate invece ad altre categorie sanitarie), operando in silenzio, con competenza, sacrificio e abnegazione nella lotta al virus”.

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