1 Luglio 2022

In attesa dell’approvazione della legge che abbiamo proposto togliamo a familiari e amici il peso di un processo penale. “In mancanza di una legge che permetta a chi vuole una fine dignitosa di farlo in Italia, chi sceglie di non vivere legato a macchinari deve fare i conti anche con i sensi di colpa di costringere amici o parenti a cui si chiede aiuto a subire processi per il reato di aiuto al suicidio e, per questo motivo, abbiamo deciso di dare la propria disponibilità a quanti vivono in Campania e, in mancanza di una legge, non sanno come fare a porre fine alla loro vita che non considerano più tale”.

Lo hanno detto il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, e il consigliere regionale del Psi, Vincenzo Maraio, segretario dell’Ufficio di Presidenza e primo firmatario di “una proposta di legge regionale per garantire il diritto a scegliere se sottoporsi o meno a e trattamenti sanitari qualora ci si trovasse in una situazione simile a quella che ha spinto DjFabo a scegliere di morire”. “La nostra proposta di legge, presentata nell’ottobre del 2015, un anno e mezzo fa, e intitolata “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) – Istituzione ed accesso al Registro Regionale”, permetterà ai campani di mettere per iscritto le proprie volontà nel caso in cui ci si trovasse a vivere una situazione in cui verrebbe a mancare la capacità di intendere e volere” hanno aggiunto Borrelli e Maraio sottolineando di “aver chiesto alla presidente del Consiglio, D’Amelio, e al presidente della Commissione sanità, di calendarizzare la discussione della legge per approvarla al più presto”.

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