1 Luglio 2022

Napoli, affittacamere, non c’è cambio di categoria catastale  se vi è un numero maggiore di vani che non ne variano la capacità produttiva, lo annuncia L’Abbac l’associazione dei b&b ed affittacamere della Campania che plaude alla  sentenza  emessa dalla 33  sezione della commissione tributaria provinciale che ha respinto le pretese  dell’Agenzia delle Entrate. “ Si tratta di un giudizio importante che mette in ordine nel caos generato per una diversa interpretazione da parte dell’Agenzia delle Entrate” – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito – Un nostro associato, gestore di affittacamere, struttura ricettiva imprenditoriale avviata, come previsto dalla normativa regionale 17/2001 in una civile abitazione,  aveva inviato il docfa con categoria catastale A/2 (abitazione ) e l’Agenzia delle Entrate ha, invece , attribuito la categoria D/2 (albergo)imponendo di conseguenza una rendita più che raddoppiata, sulla convinzione che un immobile con più di sei camere non fosse più classificabile come affittacamere (A/2).

La sentenza ci consente di chiarire ulteriormente che la categoria catastale dell’immobile, per chi esercita l’attività di affittacamere che prevede un massimo di sei camere per dodici posti letto, non è ancorata al numero massimo di vani presenti nell’ immobile potendo in esso svolgere anche attività di somministrazione alimenti oltre che prevedere una sala comune

conferma Agostino Ingenito – Il nostro staff tecnico coordinato dall’architetto Livia Napolitano ha svolto appieno la sua assistenza associativa dimostrando semmai ce ne fosse ancora bisogno di quanto sia necessario affidarsi a soggetti esperti”. L’auspicio è che ora l’Agenzia delle Entrate renda chiaro il modello da far adottare  ai suoi referenti in modo da evitare la presentazione di superflui ricorsi. La segreteria Abbac è disponibile a far visionare copia della sentenza presso la sede.

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