EdicolaFiori – Luigi Di Maio, ovvero “Giggino a’ putenza”

A cura di Elia Fiorillo
Luigi Di Maio, ovvero “Giggino a’ putenza”
C’era una volta a Napoli “Giggino ‘a purpetta”, ovvero Luigi Cesaro ex presidente della provincia. Poi arrivò “Giggino a’ manetta”, Luigi De Magistris attuale sindaco. E, in fine, proprio in questi giorni si parla di “Giggino a’ putenza”, destinato a diventare “Giggino o’ presidente” . Si tratta di Luigi Di Maio vice presidente della Camera,  neo candidato al ruolo di presidente del Consiglio dei ministri per i 5Stelle.

 

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Il rivoluzionario Gentiloni

A cura di Elia Fiorillo
Difronte agli ultimi dati Istat sull’andamento dell’economia del nostro Paese Matteo Renzi gioisce. Si sente lui l’artefice del cambio di segno, dal meno al più, del Pil. “Siamo – afferma – quelli che hanno preso il Paese con il Pil a – 2% ed ora è a + 1,5; un Paese che era in recessione e ora è fuori dalla palude”.

 

 

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Migranti; “PD responsabile di nuova drammatica questione meridionale”

“Ormai da troppo tempo assistiamo con crescente preoccupazione e profondo sconcerto alla politica farsa del PD sulla vicenda dei migranti.”
Lo dichiara Maria Tripodi Responsabile Organizzazione di Forza Italia Giovani che poi continua:

 

“Tra summit UE, dove si baratta l’accoglienza con bonus bilancio, la progressiva perdita del prestigio internazionale di cui l’Italia godeva ai tempi del Governo Berlusconi, con sbarchi per altro totalmente azzerati e quotidiane piroette del Segretario PD sul dove come e perché i migranti debbano essere aiutati. L’amara realtà agli occhi degli italiani e del mondo è la catastrofe in cui il Sud e la Calabria in particolare, stanno sprofondando in queste settimane e che ci mettono di fronte ad una nuova drammatica questione meridionale, generata dall’inadeguatezza della sinistra.

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Le troppe sfide interne della politica nostrana

 In fatto di “sfide” l’Italia non è seconda a nessun altro paese.
Le competizioni però sono quasi tutte interne alla politica. Tra partiti e partiti, tra componenti e componenti, tra
leader, o presunti tali, e leader.

 

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Berlusconi su Paolo Villaggio: “Orgoglioso di averlo avuto in squadra

Parole affettuose quelle di Silvio Berlusconi che attraverso le sul “il Giornale” ricorda il comico “Caro Paolo, ora in cielo starai facendo sorridere gli angeli. Ma a noi, su questa terra, mancherà il tuo modo di prenderti e prenderci in giro, la tua maschera da commedia dell’arte, che sembra ingenua e spensierata ma in realtà inchioda i nostri vizi e le nostre debolezze. Guardando i tuoi film, seguendo i tuoi programmi televisivi, leggendo i tuoi scritti, era difficile non ridere, ma era ancora più difficile non riflettere. Sei stato uno dei protagonisti della TV commerciale, nei primi anni delle mie televisioni. Ci siamo conosciuti così. Lavorare con te era un piacere, e non solo perché le tue trasmissioni, come i tuoi film, assicuravano ascolti altissimi. Era un piacere perché eri un grande professionista, un uomo che conosceva così bene le regole dello spettacolo da saperle innovare, creare nuovi linguaggi, nuovi modi di fare cinema e intrattenimento televisivo. Sono orgoglioso di averti avuto nella nostra squadra”.

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Legge elettorale e alleanze Tutto da rifare

A cura di Elia Fiorillo
Il botto c’è stato. E che botto! Quando una cosa sembra fatta, come nel caso della legge elettorale fortemente voluta dal Pd, Fi, Lega e 5Stelle, eppoi per un granello di sabbia tutto s’inceppa, allora ancor di più si sente la deflagrazione. Il tonfo, insomma. 
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Punti di vista. Partito democratico “chi ci capisce è bravo”

 a cura di Elia Fiorillo  “Chi ci capisce è… bravo”. Nella vicenda divisoria del Pd pare che ci capiscano solo il segretario del partito Renzi e i suoi contestatori: Emiliani, Rossi, Speranza. A parole tutti vogliono l’unità ma poi le zeppe per scassare non si contano. Renzi parla di ricatti: “Scissione è una delle parole peggiori, peggio c’è solo la parola ricatto”. I suoi avversari, invece, del segretario che si è dimesso per celebrare al più presto il Congresso ricordano la voglia assolutistica e il super ego che pur di (stra)vincere non pensa alle sorti del partito. O, meglio, ci pensa, ma ad un partito personale dove lui, e solo lui, è il conducator.

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