Grasso, leader e simbolo della sinistra libera e uguale

Grasso – a cura di Elia Fiorillo – Tempo di decisioni non più procrastinabili. Le Politiche si avvicinano e traccheggiamenti o posizioni non chiare possono compromettere sia la credibilità dei personaggi politici in campo, sia l’andamento del voto.
L’hanno ben compreso il ministro Angelino Alfano e il pontiere, ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Due situazioni ben diverse, un’unica decisione: “bye bye” – per il momento – a candidature e leadership partitiche.

 

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Elezioni siciliane, trampolino per Roma

Elezioni a cura di Elia Fiorillo
L’attesa è stata lunga e snervante. Le elezioni regionali siciliane, giustamente, venivano viste come il più attendibile dei sondaggi elettorali per le Politiche del 2018.

 

 

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Legge Elettorale; Renzi e Berlusconi il duo vincente?

a cura di Elia Fiorillo
Legge Elettorale – E chi lo avrebbe mai detto, e soprattutto pensato, che Silvio Berlusconi potesse diventare un punto di riferimento, un ispiratore per quelli che lo volevano morto, politicamente s’intende. A sbirciare nel partito di Renzi sembra proprio così. Proprio quelli che hanno brindato quando il Cavaliere è stato fatto cadere da cavallo, oggi sperano che lui possa ritornare sui banchi del Parlamento italiano.

 

 

 

 

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Le troppe sfide interne della politica nostrana

 In fatto di “sfide” l’Italia non è seconda a nessun altro paese.
Le competizioni però sono quasi tutte interne alla politica. Tra partiti e partiti, tra componenti e componenti, tra
leader, o presunti tali, e leader.

 

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PD, i conti in famiglia che non tornano

a cura di Elia Fiorillo
Sono lontani i tempi quando nel Pd tutti insieme appassionatamente votarono Sergio Mattarella a presidente della Repubblica. Uno schiaffo in pieno viso all’ex Cav. Silvio Berlusconi e al Patto del Nazzareno che conseguentemente si scioglieva come neve al sole.
“L’unità del partito prima di tutto” era il leitmotiv che risuonava tra le tante anime democrat , anche se i più si domandavano quanto sarebbe durato quel momento magico. Quell’unità, per converso, aveva portato scompiglio nelle file forziste, con il Capo carismatico in confusione e alcuni “fidi furieri” , tra cui Denis Verdini, con le valigie pronte per nuovi lidi di “potere”. La musica da allora è cambiata nel Pd. L’unità l’invoca solo qualche idealista stralunato. Il resto del partito sa bene che le tante fratture avvenute tra la maggioranza e la minoranza sono insanabili. La “ ditta” non è più unica. Ci sono due visioni inconciliabili di Partito democratico. Quella che fa capo al segretario, e presidente del Consiglio, che ipotizza un Partito della Nazione dove il tessuto connettivo non sia l’ideologia, ma il seguito che si ottiene sulla “politica del fare”. Su percorsi e obiettivi individuati di volta in volta, su cui far convergere tutto il consenso possibile, al di là dei colori, delle storie personali e via dicendo, per raggiungere prefissati obiettivi per il governo della polis , leggi Italia. Ciò presuppone un Pd sempre inquilino, meglio proprietario, di Palazzo Chigi. (altro…)

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Riforme, D’Anna (Ala): “Renzi vuole i nostri voti, Bersani no. Ma della riforma del Senato non frega niente a nessuno dei due”

“Chi vuole i nostri voti (Renzi ) e chi non li vuole (Bersani). Ma tutti confermano che della Riforma del Senato non frega niente a nessuno dei due. La partita? E’ avere una maggioranza al Senato con o senza Bersani”. Lo scrive, su Facebook, il senatore Vincenzo D’Anna, portavoce del gruppo ALA (Alleanza Liberalpopolare Autonomie).

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