L’unità del centro-destra, un lontano miraggio

a cura di Elia Fiorillo La distanza tra Milano e Pontida è di una sessantina di chilometri. Il percorso lo si fa in un’ora di macchina.  La lontananza politica invece tra Stefano Parisi, che a Milano ha tenuto la sua attesa convention, e Matteo Salvini, che a Pontida ha celebrato l’annuale raduno della Lega, sembra abissale.

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La prudenza dei leader in attesa del Referendum di ottobre

a cura di Elia Fiorillo
Hanno messo un po’ tutti il silenziatore alle consuete esternazioni giornaliere. Il caldo estivo non c’entra. E’ la
prudenza dell’incognito, di come potrebbe andare a finire, che condiziona la politica. La rende guardinga al nuovo che potrebbe capitare. Tutto è possibile sul fronte del referendum costituzionale.

Allo stato attuale potrebbero vincere i “si”, come i “no”. E in tale incertezza meglio essere prudenti in attesa di

segnali chiari sul possibile finale. Matteo Renzi lascia perdere la consultazione personale legata al referendum di ottobre, anzi ribalta la questione: “Personalizzare questo referendum contro di me è il desiderio delle opposizioni, non il mio”. Sostiene, inoltre, “che il mio contributo sarà molto chiaro: parlare solo e soltanto di contenuti, tenendomi alla larga rigorosamente da tutti i temi del dopo”. A rileggere certe dichiarazioni di qualche tempo fa del presidente del Consiglio si ha l’idea netta del cambio di rotta. Meglio rassicurare i cittadini sulle cose che hanno per loro primaria importanza: “…l’Iva non aumenterà. E le tasse continueranno a scendere, perché andremo avanti sul taglio dell’Ires”. Comunque, al di là delle strategie mediatiche attribuite a Jim Messina – il consulente del premier per la campagna referendaria – che buttano acqua sul fuoco referendario, il futuro della politica italiana è tutto concentrato su quella consultazione.
L’ex segretario del Pd e capo della minoranza interna Pier Luigi Bersani – anche lui abbassando i toni – dichiara: “Se  vincesse il No al referendum non accadrebbe nulla, sarebbe giusto che Renzi restasse al suo posto”. Ma certo è stato un errore “legare un governo ad una Costituzione, la Carta non c’entra con il governo” . Quando Bersani sostiene che in caso di sconfitta dei “si” Renzi può restare al governo non lo afferma in modo strumentale. Il suo obiettivo è il partito, perché Renzi “ha un po’ smantellato il Pd”, come va sostenendo da tempo. C’è la necessità allora, anche se vincessero i “no”, di tenersi la guida del governo fin quanto possibile, ma una ristrutturazione della segreteria dei democrat sarebbe improcrastinabile. Bersani sa bene che se il premier dovesse vincere il referendum con margini non risicati per l’opposizione interna – e non solo – sarebbero “giorni bui” e “guai seri”. Insomma, più mediaticamente si prova a mettere in secondo piano la consultazione di ottobre, o novembre,e più essa è il motore di tutto il dibattito politico presente e futuro.  Nel centro-destra Silvio Berlusconi ha puntato tutto su Stefano Parisi, l’ex candidato a sindaco di Milano, anche tra i mal di pancia dei tanti suoi generali che si sentono espropriati di un ruolo in cui speravano – e lottavano – di potersi calare. Ma l’ex Cav. è un perenne talent scout della politica che ultimamente ha intensificato la sua attività per trovare un soggetto che riuscisse a traghettare il centro-destra dalla marginalità politica in cui si è venuto a trovare a posizioni di primo piano: il ritorno a palazzo Chigi per capirci. Gli obiettivi dell’ex direttore di Confindustria sono chiari: “Voglio provare a rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare, alternativo al centrosinistra e concorrente con i Cinquestelle”. Bel proclama, ma come pensa Parisi di raggiungere questo non facile obiettivo si vedrà alla convention prevista per il 16 e 17 settembre a Milano.
Una Leopolda di centro-destra? Per ora è solo il momento topico in cui Parisi esporrà le sue strategie e, soprattutto, proverà a contare chi sta con lui. Certo, Silvio Berlusconi e gli uomini suoi più fidati. Ma cosa farà Giovanni Toti, consigliere politico dell’ex premier? Per il momento si limita a silurare Parisi – e Berlusconi – con un : “Ero già confuso prima, ma dopo aver letto le interviste e i discorsi di Stefano Parisi sono confuso ancora di più”. Poi mette le mani avanti affermando: “Però può darsi che non abbia capito io”. La prudenza in certe questioni non è mai troppa. Nel frattempo scatta selfie con Matteo Salvini alla festa del Carroccio di Milano marittima.
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Toti su riforme: “restano affare interno al congresso PD”

“Ancora una volta mi sembra che la riforma della Carta Costituzionale, che deve andare bene per tutti i cittadini italiani, sia un affare interno del congresso del Partito Democratico, al massimo con l’aggiunta di qualche profugo, transfugo, clandestino politico raccattato per fare numero e contorno”.

 

Parole queste del governatore della Liguria e consigliere politico di Fi Giovanni Toti che continua: “Il piatto forte resta l’accordo tra le componenti del Partito Democratico come se la Costituzione, il funzionamento delle Regioni, il conflitto tra Stato e Regioni fossero appannaggio solo di una parte dei cittadini di questo paese, cioè quelli che fanno riferimento alle varie componenti del Pd; mi sembra francamente, rispetto a chi enunciava le riforme della legge elettorale e della Carta Costituzionale come grandi rivoluzioni in grado di traghettare il paese verso la terza repubblica, che il progetto si vada immiserendo sempre di più» ha concluso il governatore ligure”.

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Regionali – Toti: “In Puglia mi auguro che Fitto si riesca a trovare l’unità della coalizione; così si è messo fuori dal partito”

“Se qualcuno con la tessera di Fi decidesse di appoggiare un candidato che non è di Fi si metterebbe da solo in una posizione esterna al partito”.

Sono queste le affermazioni del consigliere politico di Fi e candidato alla presidenza della Regione Liguria Giovanni Toti al giornale “la Repubblica” su la possibile espulsione dal partito per Raffele Fitto, nel caso in cui non dovesse sostenere la candidatura di Adriana Poli Bortone alle prossime elezioni regionali in Puglia.

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