“Lettere a mia figlia”, libro sull’Alzheimer con la prefazione di Leo Gullotta

Alzheimer – L’opera di Giuseppe Alessio Nuzzo frutto dell’omonimo film breve premiato ai Nastri d’Argento e al Giffoni Film Festival, che vede l’attore siciliano nei panni di un anziano ammalato
«Un tema importante, un atto di solidarietà affettiva, verso chi ne ha bisogno». Sono le parole dell’attore Leo Gullotta, volto del progetto “Lettere a mia figlia” incentrato sul tema dell’Alzheimer. Un progetto che si è concretizzato dapprima in un film breve ed ora in un libro, entrambi che portano la firma del giovare regista Giuseppe Alessio Nuzzo. Edito da Pulcinella Editore il testo ripercorre la malattia, le origini, le motivazioni e la vera storia di “Lettere a mia figlia”.

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Leo Gullotta: “Renzi? Si barcamena e gioca alle tre carte, ha il vizietto democristiano.

“Renzi? Si barcamena e gioca alle tre carte, ha il vizietto democristiano. Sto ancora aspettando il cambiamento, come tutti gli italiani d’altronde. La sua è una democrazia cristiana 2.0, anzi togliamo il 2.0. E’ un vizio italiano quello di fare senza saper fare. Lo fanno anche i politici”. Così l’attore Leo Gullotta ai microfoni de “I Radioattivi” condotto da Ettore Petraroli e Rosario Verde su Radio Club 91 fm 95,2. “Io per esempio – aggiunge – non presenterei Sanremo. Ognuno nel suo. Questo è un paese in cui tutti vogliono fare tutto. Berlusconi? Non mi mancava neppure quando c’era, sfruttava tutto a suo vantaggio, purché si facesse notizia. Non ha mai fatto mai l’uomo politico ma solo giochetti personali, per uso personale”. Sui social: “Ormai siamo ala morte della parola, non sappiamo più parlare e quando c’è la morte della parola finisce tutto, perché la vita stessa è parola”. E dichiara: “Non ho un profilo Facebook , quelli in giro sono tutti falsi mi fanno dire cose assurde e oscene. Ho dovuto denunciare tutti”.

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