Il difficile compito di Sergio Mattarella – a cura di di Elia Fiorillo

Mattarella – La sua parola d’ordine è “discrezione”. Lo è sempre stata. È questione di carattere e, si sa, “il carattere è il destino di una persona”. Quella telefonata al Capo del governo l’ha fatta perché proprio non ne poteva fare a meno. A parte che si “giocava” con la vita e la dignità del “prossimo”. Ma in ballo c’era ben altro. C’era la credibilità dello Stato, l’autonomia della magistratura, il buon senso. Ma come si fa a bloccare l’entrata in un porto italiano di una nave militare del nostro Paese? Ma come si fa a pretendere lo sbarco degli emigranti ammanettati senza il doveroso intervento della magistratura?

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L’ircocervo di Berlusconi e le intese di Salvini e Di Maio

Di Maio E’ il caso di dirlo: “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”.
di Elia Fiorillo

 

E’ il caso di dirlo: “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”. Chi tra Salvini e Di Maio è Maometto non ha importanza. Il risultato è quello che conta. Dopo tanti giri, “bucie”, promesse varie, alla fine “la montagna e Maometto” si sono accordati portando alla presidenza del Senato la forzista doc Maria Elisabetta Alberti Casellati e a quella della Camera “l’ortodosso” cinquestelle Roberto Fico. Soddisfazione tra il centrodestra e i grillini, ma fino ad un certo punto.

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Politica, il “grande gioco” per non tornare al voto 

a cura di Elia Fiorillo –
Politica – Finiti i lampi, i tuoni, i fulmini e le saette dei partiti dopo i risultati elettorali del 4 marzo, il tempo “politico” si rasserena un po’. Niente bel tempo. Rimane una nebbiolina avvolgente che tutto ricopre e che non fa capire come andrà a finire, se ci sarà un governo per l’Italia o si tornerà più o meno presto al voto. Ogni tanto spunta un raggio di sole che fende la nebbia, si comprende qualche cosa, meglio s’intuisce, poi però tutto ritorna allo stato di partenza.

 

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