Frane sul Vesuvio, Langella (Ala-Sc): “Spiace dire ‘lo avevo detto’, ma ora interventi messa in sicurezza e più vigilanza

Vesuvio “Spiace doverlo ricordare, ma quanto da me paventato quasi due mesi fa, dopo i terribili incendi che hanno devastato le pinete del Vesuvio, non ha tardato a manifestarsi.”
Senza le barriere naturali rappresentate dagli alberi, le prime piogge hanno provocato diversi movimenti franosi trascinando a valle colate di fango annerite dalla cenere e da altri residui della combustione. Insomma, essere stati ‘profeti’ non è servito a nulla”.

 

 

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A Sepe, De Sio e Mastrominico il Premio “Fiore”

 

Esposito (Anget): la manifestazione è dedicata all’impegno dell’Esercito nel soccorso alle popolazioni

NAPOLI – “La terza edizione del Premio nazionale ‘Mario Fiore’ è dedicata allo straordinario impegno che l’Esercito Italiano ha messo in campo nel soccorso delle popolazioni terremotate, alluvionate e vittime dei roghi che hanno incendiato la nostra terra nella scorsa estate”. Lo ha dichiarato Adriano Esposito presidente dell’associazione nazionale Genieri e Trasmettitori sezione di Napoli, presentando la manifestazione che si è svolta a Napoli presso i locali della stazione E.A.V.

 

 

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Parco del Vesuvio, Langella (ALA SC) :”Misura è colma. Dopo gli incendi le piogge. Ora si rischiano le frane”

“Dopo gli incendi la pioggia e l’incubo frane. La misura, per le popolazioni del Vesuviano, è veramente colma”.
Lo dice, in una nota, il senatore Pietro Langella (Alleanza LiberalPopolare Autonomie-Scelta Civica), vicepresidente della Commissione Bilancio.

 

 



“Le nostre amate pinete – spiega il parlamentare originario di Boscoreale (Na) – hanno sempre rappresentato un baluardo per i Comuni del Parco, perché consentivano, con le loro radici e i loro arbusti, di porre un argine all’acqua che scivolava a valle. Ora però che quegli stessi alberi sono stati ridotti in cenere, ecco profilarsi un incubo ancora peggiore”. “Senza barriere naturali – sottolinea Langella – l’acqua piovana potrebbe venire giù trascinando pietre e terriccio ma anche cenere ed altri residui di combustione provocando allagamenti che rischierebbero di rendere ancora più tragico lo scenario già terribile lasciato dai roghi”.
“Non più tardi di un anno fa, interrogando il ministro – ricorda ancora Langella – ho invocato una maggiore attività di monitoraggio su tutte le aree a rischio invitando il Governo ad assumere ogni iniziativa di competenza al fine di favorire e supportare i compiti istituzionali di vigilanza dell’ente parco nazionale del Vesuvio. Cosa è stato fatto finora? Torno a ribadirlo: occorre intensificare l’opera di controllo del territorio perché solo così la follia distruttiva dei piromani potrà essere stroncata sul nascere. Ma tutti e ribadisco tutti devono fare la loro parte. Nessuno escluso”. “Al contempo, però – aggiunge Langella – per salvare i nostri amati boschi, bisogna potenziare l’opera, già meritoria, svolta dal corpo di vigilanza del Parco con il maggiore coinvolgimento di vigili del fuoco, corpo forestale, protezione civile e associazioni di volontariato”. E infine, conclude il senatore: “sull’esempio di quanto già fatto in altri parchi, si rende assolutamente indispensabile l’installazione di apparati per la videosorveglianza ambientale”.

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