Skip to content

I presepi nella tradizione salentina

A cura di Harry di Prisco
 
 
 

Centri storici, masserie, grotte, Gesù nasce nel Salento e viene accolto con l’entusiasmo e l’originalità di sempre da centinaia di volontari del luogo che organizzano i presepi viventi. Siamo nella settimana dedicata al Natale e non a caso abbiamo avuto modo di vedere in anteprima il 14 dicembre il Presepe, tra i più antichi della zona, quello di San Donato di Vignacastrisi, frazione di Ortelle,  organizzato da don Donato (dondonatomission@tiscali.it) e dai volontari della cooperativa “Parabola a Sud”, che ogni anno attrae migliaia di visitatori. La località si trova nella parte sud orientale del Salento tra Castro Marina e Santa Cesarea Terme e vede la sua storia feudale legata a quella della cittadina di Castro. Una delle scene più significative del presepe vivente è la rappresentazione della Natività, collocato  in   un frantoio ipogeo che viene aperto nell’occasione. Si inizia la sera del 24 con una scena molto significativa: una coppia di sposi del paese, che attendono realmente un bimbo, bussano alle case di Vignacastrisi per cercare alloggio, dove vengono cacciati, proprio come accadde duemila anni fa a Maria e Giuseppe.  Ad interpretare la suggestiva scena è tradizione che sia una giovane famiglia che ha da poco avuto un bimbo. Altre scene sono interpretate dagli abitanti del luogo che nel presepe ritrovano le antiche botteghe di un tempo, dal vasaro, al fabbro, al casaro, alle ricamatrici, lavandaie. Fanno da location infatti le antiche case a corte del centro storico. Per l’occasione viene riaperto il forno del paese, da dove escono calde pagnotte fragranti e pittule, mentre i visitatori attraversano il museo della civiltà contadina, che si trova in pieno centro storico. Luogo ideale per aprire il cammino del presepe vivente è il palazzo antico “Guglielmo”, per decenni abbandonato e da poco ristrutturato dai nuovi proprietari,  che in parte l’ utilizzano come struttura ricettiva. Il Sindaco di Ortelle, Francesco Massimiliano Rausa, entra nel merito della storia della città, legata alle distruzioni saracene di Vaste e Castro, anche se le sue origini risalirebbero ad epoche ben più remote, che si sono potute riscontrare nei menhir (dal bretone men e hir “lunga pietra”) sono dei megaliti monolitici, di cui purtroppo non c’è più traccia. Una visita è d’obbligo all’antichissima chiesa rupestre “Madonna delle Grotte”, che dopo cinquanta anni di abbandono è stata restaurata. «Sono stati recuperati i dipinti – ci ha spiegato lo studioso Sergio Ortese, che ha curato e rivisitato la ristampa del libro dello scrittore Giorgio Cretì “Poppidi”, al di fuori del vallo messapico – che erano collocati spesso al di sotto di una stratificazione pittorica dell’Ottocento.  Gli altari esistenti sono tre: nell’abside centrale vi è quello dedicato alla Madonna delle Grazie, in quella di sinistra è ospitato l’altare di Sant’Eligio e a destra quello dei Santi Medici, ridipinto nel Settecento e che raffigura   i Santi Cosma e Damiano, affiancati da San Nicola e da San Liborio. Un altro affresco interessante  è la santissima Trinità dove appare l’Eterno Padre tra due angeli, che protegge due figure femminili che mantengono un drappo, raffigurante la Flagellazione, la Crocifissione, e la Resurrezione di Cristo, che potrebbe significare un “velo quaresimale”.  Una delle figure ai lati si riteneva rappresentasse Santa Caterina d’Alessandria, mentre è in realtà la Vergine Maria, che porta sul capo 12 stelle e ai piedi il sole e la luna». È l’Associazione Operatori Turistici di Vignacastrisi che promuove il territorio dal punto di vista turistico attraverso i propri bed & breakfast e proprio dall’etimologia del nome della cittadina “Vigna – Castrisi”, che sarebbe poi “campagna fortificata”,si può tranquillamente risalire agli abitanti che per molti decenni nelle case del borgo lavoravano  come braccianti o “massari”. All’epoca appunto dei nobili di un tempo l’economia del Casale si basava sui possedimenti di queste famiglie e sui loro raccolti. Ma a tutt’oggi l’associazione (www.vignacastrisi.it) guarda con interesse al prodotto turistico, forti di una cortesia innata negli abitanti e quindi nei soci che possono contare su tanta genuinità dei prodotti locali e tanta tranquillità a cui purtroppo nelle grandi città non siamo più abituati a trovare. Per non dimenticare queste peculiarità ci hanno pensato Vito de “Le Chianchie – Casa Vacanze”(www.lechianchie.org) e AnnaPina de “ Il Corallo del Salento” (www.ilcorallo1.com). Si tratta di strutture a gestione familiare  dove i prezzi sono molto interessanti  e l’ accoglienza è sempre delle migliori  per l’innata passione che i padroni di casa trasfondono al fine di far apprezzare meglio tutto quello che può offrire di bello il territorio. Ed è sul mare Adriatico che si affaccia la città di Ortelle, divenuta famosa per il maialino, che, allevato secondo disciplinari tradizionali, viene servito arrosto durante la Fiera di San Vito, la terza domenica di ottobre. Da non dimenticare di visitare, a pochi chilometri da Ortelle, il dolmen più grande della Puglia, dopo quello di Bisceglie. Siamo a Minervino, nel parco della preistoria. Il nome ricorda l’esistenza delle vinee castrensis, le fortificazioni in forma di fossati e trincee che difendevano la vicina rocca di Castro.  L’area costituisce una delle ultime presenze di vegetazione naturale in loco, dove, accanto al leccio si trovano altri elementi quali il carrubo e l’olivastro. Il sito è in stretto rapporto con il bosco delle Querce di Castro insieme al quale collabora a formare un unico corridoio ecologico che dal mare si spinge verso l’entroterra. Sono questi i punti di forza di un nuovo pacchetto turistico, che è stato presentato nel Salento nel corso di un incontro con la stampa, che si è svolto a dicembre per promuovere il turismo anche in pieno inverno. L’obiettivo è di destagionalizzare il turismo e promuovere il territorio in tutte le stagioni, proponendo esperienze ed emozioni. La Regione  Puglia  attraverso l’ Assessore al turismo, Silvia Godelli, ha promosso un pacchetto turistico insieme all’ agenzia Pugliapromozione, presieduta da Giancarlo Piccirillo e dai sindaci Francesco Maria Rausa (Ortelle, comune capofila), Cosimo Pomarico (Oria), Salvatore Albano con l’assessore Pietro Falli (Porto Cesareo), Oscar Marzo Vetrugno (Novoli), Fernando Leone (Guagnano), dall’Associazione degli operatori turistici di Vignacastrisi (www.vignacastrisi.it), presieduta da Sergio Positano e dalla rivista di turismo e cultura del Salento, “Spiagge”, diretta da Carmen Mancarella. A seguire l’evento è stato l’Ufficio turismo  della Regione pugliese con Tonia Riccio, collaborata da Antonella Pische, Egidia Grieco, Annamaria Maiellaro e Antonio Marani. Non a caso la prima tappa dell’educational è stata Oria, in provincia di Brindisi. Sulla sua rocca si eleva il castello ampliato nel ‘200 da Federico II, che domina lo Jonio e l’Adriatico, da cui Oria è equidistante. Ai suoi piedi si snoda un centro storico di incomparabile bellezza con il caratteristico quartiere ebraico dove visse Donnolo, un famoso medico farmacista al quale, peraltro, è dedicato l’ospedale di Tel Aviv. Tutti gli anni, nella prima decade di agosto, per ricordare l’arrivo di Federico II in città, la Pro Loco organizza il Torneo dei rioni, che coinvolge più di ottocento personaggi. «Quest’anno – ha detto Pino Malva, già assessore al Turismo del Comune di Oria – si svolgerà l’importante iniziativa “Oritani nel mondo”, che mira a fare degli emigrati di Oria i primi ambasciatori della bellezza della città nei luoghi in cui vivono». Ma non finisce qui l’impegno del Comune che attraverso il meticoloso lavoro del Sindaco, Cosimo Pomarico, porta avanti anche iniziative di interscambio con altri comuni del Salento, in questo caso con Novoli, in nome della Dieta Mediterranea. E a proposito di Novoli ben nota è la Focara, un falò gigante alto 25 metri e con un diametro di 20, che viene acceso la sera del 16 gennaio, in onore di Sant’Antonio Abate, con spettacolari fuochi d’artificio. La sua costruzione inizia un mese prima, il 15 dicembre, con la tradizionale sfilata dei carretti carichi di tralci di vite accompagnati dagli sbandieratori dei quattro rioni di Oria che saranno presenti anche il 16 gennaio per il tanto atteso evento. A partecipare a questa anteprima di sfilata sono stati i sindaci di Oria e Novoli ed il vicesindaco di Castellana Grotte, Giovanni Bianco, invitato nell’occasione insieme all’assessore al turismo, Maurizio Tommaso Pace. Anche a Castellana Grotte c’è la tradizione del “sacro” fuoco de “Le Fanove” che si ripete ogni 11 gennaio. A Novoli sono migliaia le fascine costruite con i tralci della vite potata, che vengono utilizzate per costruire la grande pira. Si balla tutta la notte a ritmo di suoni del Mediterraneo e di pizzica. Ad interpretare quest’anno la focara sarà l’artista cosmopolita Hidetoshi Nagasawa, mentre il Premio fotografia andrà a Peppe Avallone. Il cuore della focara risiede nelle vaste distese di vigneti di negroamaro, che caratterizzano soprattutto il territorio di Guagnano, un centro a pochi chilometri da Novoli, dove l’attività principale è la viticoltura. Ci sono sei grandi cantine che esportano vino di Negroamaro in tutto il mondo e tra i pionieri l’Azienda Leone de Castris di Salice Salentino. Quest’anno il Comune di Guagnano con il suo sindaco, Fernando Leone, ha deciso di conferire un meritato riconoscimento a Piernicola Leone De Castris, per i primi 70 anni del “Five Roses”, il primo vino del Salento che venne esportato negli Stati Uniti.  Guarda con interesse ai gemellaggi con le città europee  a vocazione mediterranea l’assessore al turismo del Comune di Porto Cesareo, Pietro Falli. Le sue meravigliose spiagge sono belle da vivere anche in inverno. Tra Puntaprosciutto dalle alte dune e Torre Lapillo, fino ad arrivare al lungomare di Porto Cesareo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. «In pieno inverno poi – ci dice il Sindaco Salvatore Albano – non c’è niente di meglio che fare una passeggiata lungo la via delle pescherie, unica al mondo per la varietà di pesce che viene offerto direttamente dagli oltre 100 pescatori artigianali, che formano tutti assieme la più grande marineria d’Italia». Non mancheranno le tappe golose nelle città salentine dal ristorante Mustafà,  all’Azienda Agrituristica L’Aia(www.agriturismolaia.it), dall’Agriturismo Le More, all’Agriturismo Montenachiro(www.agriturismomontenachiro.it), tutti situati in Vignacastrisi all’Orecchietta di Guagnano (www.lorecchietta.com), al ristorante Grand’Italia di Porto Cesareo.  Il Salento, conosciuto per le sue stupende spiagge non è solo mare ma tradizioni da vivere e gustare tutto l’anno. I borghi antichi delle cittadine di Ortelle, Vignacastrisi, Oria, Porto Cesareo, Novoli, Guagnano sono rimasti intatti per trascorrere una vacanza in completo relax a prezzi davvero competitivi.
image

 
Le immagini sono:
• Antica porta di Oria 
• I sindaci di Novoli e di Oria sfilano a Novoli
•Il dolmen Li Scusi di Minervino
•Il falegname del Presepe vivente di Vignacastrisi 
• Ingresso del palazzo Guglielmo di Vignacastrisi
• La Natività nel frantoio ipogeo di Vignacastrisi

 

Donne e scienza, un impiego all’Università e 5 assunzioni

 

Una collaborazione universitaria e 5 contratti per un gruppo di donne di scienza che ha partecipato al progetto di ricerca, innovazione e spin-off imprenditoriale promosso dal Comune di Napoli con il cofinanziamento dell’Unione Europea – POR Campania 2007-2013, da Gruppo Moccia e Protom Group. I risultati e le protagoniste del programma “donne e scienza” sono stati presentati a Napoli.
Alba Causa Ingegnere gestazionale che ha al lavorato al progetto  di logistica portuale “Smart Tunnel” ha vinto un assegno di ricerca presso l’Università di Salerno. Due giovani lavoreranno per una società di comunicazione, una donna over 40 sarà impiegata in un’azienda informatica, un’altra sarà assunta come Agente di trasferimento tecnologico, infine due laureate firmeranno un contratto a tempo determinato con il British Institute.
7 percorsi formativi, oltre 140 diplomate e laureate formate su profili professionali innovativi, 40 seminari di sensibilizzazione realizzati nelle scuole di Napoli e provincia a cui hanno partecipato oltre 2mila studenti, più di 240 ore di counseling erogato a supporto di start up imprenditoriali, e un catalogo digitale delle donne di scienza che raccoglie già quasi 350 talenti femminili, consultabile all’interno del sito donneescienzanapoli.it. Questi i numeri del progetto durato un anno che coinvolge donne scienziato che operano in 5 atenei campani: Federico II, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Seconda Università, Orientale. I settori sono: medicina, biologia, ingegneria, ambiente, agroalimentare, beni culturali. Le protagoniste si  dividono tra docenti, studentesse, imprenditrici, dirigenti scolastiche e professioniste impegnate sul tema delle pari opportunità.
L’obiettivo del progetto “Donne e scienza” è di sostenere le ricercatrici che vogliono intraprendere o hanno già intrapreso la carriera scientifica. Sostenere i migliori cervelli d’Italia, e dar loro la possibilità di promuovere i lavori di ricerca, attraverso conferenze, corsi, seminari, e una speciale vetrina online che dia visibilità e faciliti l’accesso ai finanziamenti e a alle posizioni apicali nelle carriere scientifiche. Formare figure strategiche per il trasferimento tecnologico.
All’incontro  hanno partecipato: Gaetano Camarda Dirigente Servizio mercato del lavoro del Comune di Napoli, Francesca Liani Direzione progetti Gruppo Moccia, Alfonso Maffeo Amm. unico Gruppo Moccia, Giuseppe Ciociola Dir. attività formative Protom Group, Alfonso Satta Coord. attività formative Protom Group.
Al termine della conferenza stampa consegna degli attestati di frequenza alle allieve dei corsi “Animatrice dell’innovazione” e “Agente di trasferimento tecnologico”.

 
 
image

      
Foto gruppo Donne di scienza (Alba Casua, Claudia Miranda, Arianna Esposito, Giusi De Simone, Francesca Liani

FARO DEL SARNO:PARADOSSALE PARERE VIA AL GRANDE PROGETTO SARNO GIUSTE PREOCCUPAZIONI DI ASSOCIAZIONI;ENTI LOCALI E CITTADINI PER RITARDI REGIONE

Cresce la preoccupazione di diverse comunità rispetto a come sta andando avanti il lavoro della Regione per il grande progetto Sarno per la riduzione del rischio idrogeologico.
Mobilitazioni sono programate a Torre Annunziata Sabato e il 28 a Poggiomarino:Nelle scorse settimane si sono succeduti incontri,assemblee e iniziative in tutti i comuni del bacino del Sarno:Diverse Amministrazioni hanno manifestato perplessità e opposizione addirittura,nel caso di montoro con esposti alla procura della Repubblica.
Ma la regione con la sua Agenzia Arcadis va avanti imperturbabbile rischiando di creare nuove grandi incompiute e di avere ,sugli espropri e sui laori contenziosi infiniti.
Si ha la senzazione che si voglia andare avanti ad ogni costo solo per avorire le progettazioni e gli affidamenti .Poi è un problema sucessivo la effettiva realizzazione ed efficacia delle opere.
L’esempio più eclatante è il parere favorevole dela commissione VIA regionale:
A parte il paradosso che la commissione è composta su 5 tecnici da 3 dell’ARCADIS( Controllore e controllato sono la stessa cosa)si dà un parere favorevole con una serie di prescrizioni che dimostrano le ragioni di chi boccia il progetto:
Infatti si prescrive un piano di gestione delle opere ,che allo stato non c’è,siobbliga il passoggio di acque pulite e non inquinate nelle nuove opere tipo vasche di laminazione  o seconda foce,si prescrive un piano di trattamento e smaltimento dei fanghi e dei detriti comprensivo  ,si prescrive ,prim delle gare di appalto di definire il piano degli espropri e delle interferenze con altre reti  e impianti,si prescrive anche di verificare l’idoneitàdei siti al trattamento del materiale di stoccaggio.
Appare chiaro che questa valutazione è favorevole solo per non definanziare oggi il progetto,ma è evidente che è quasii impossibile attuare le prescrizioni e poi far partire le opere e chiudere i cantieri entro dicembre 2013.
Si rischia di bloccare e ipotecare questa tornata di fondi europei e anche quella futura per portare avanti un progetto lacunoso che non potrà essere completato con quei costi previsti. e sarà foriero di enormi nodi irrisolti.
“Pensiamo che si debba pensare ,realisticamente,ad uno stop al progetto e ad una sua profonda rivisitazione -ha dichiarato Paolo Persico-della rete Faro del Sarno-:Varrebbe la pena concentrare risorse ed energie sulle opere per il disinquinamento e il completamento del piano per i depuratori e le reti.Intanto si deve lavorare d una profonda riforma della gestione del fiume ed ad un riassetto della governance che dia efficacia e rapidità all’azione amministrativa.E’ grave ch e si continuino ad affidwre incarichi ad Arcadis senza superare i ritardi che l’agenzia sta accumulando sulle opere dell’ex comissariato Jucci ha concluso Paolo Persico”

NATALE, DOMANI SERATA AUGURALE PREFETTURA A FAVORE LILT NAPOLI

Il 20 dicembre prossimo, nella sobrietà richiesta dal particolare momento che attraversa il Paese, il tradizionale scambio di auguri per le prossime festività natalizie avverrà presso il teatro Politeama, ove la Prefettura di Napoli ha organizzato una Serata di beneficenza con il proprio “Gruppo Teatro”, il quale si esibirà (ore 19,30) con la commedia in tre atti “Li nepute de lu sinneco” di Eduardo Scarpetta.
L’incasso della rappresentazione teatrale sarà devoluto alla Lega Italiana Lotta ai Tumori di Napoli, per sostenerne l’attività di assistenza domiciliare oncologica gratuita.
Il Gruppo Teatro della Prefettura di Napoli nasce nell’ormai lontano 1976. Tra i promotori Alessandro Gallo, Raffaele Leonetti, Vittorio Panico, Vittorio Cascone, Paolo Aprea e Lia de Angelis. È la prima iniziativa del genere tra il personale dell’Amministrazione civile del Ministero dell’Interno, l’unica a poter vantare una così cospicua continuità di impegni e positivi riscontri di pubblico.
Nei quaranta anni di attività, il Gruppo si è cimentato in alcuni classici della commedia tra ‘800 e ‘900. Ai primi consensi ottenuti con la messa in scena della piéçe teatrale “L’albergo del silenzio” di E. Scarpetta hanno fatto seguito altre prove in vernacolo napoletano. Tra i cavali di battaglia il repertorio scarpettiano e le farse di Feydeau. Tra i più recenti lavori portati in scena dal Gruppo, “Li nepute de lu sinneco”, nella versione originale di E. Scarpetta, e “Caviale e lenticchie” di Scarnicci e Tarabusi.
Le rappresentazioni del Gruppo hanno concorso a svariate iniziative di carattere benefico. Tra le ultime, quelle promosse assieme alla Croce Rossa Italiana – Sezioni femminili di Napoli e di Isernia, al Consolato del Burkina Faso e alla L.I.L.T. -Lega Italiana Lotta ai Tumori.
Nel soddisfare le esigenze di spazi per il tempo libero e di aggregazione post-lavorativa, il Gruppo abbina la passione per il teatro a fattive azioni di solidarietà, destinate a consolidare lo spirito di comunanza tra lavoratori e, soprattutto, tra uomini e donne di buona volontà.
Questa volta l’impegno solidale del Gruppo è a favore della L.I.L.T. di Napoli, che ogni anno esegue mediamente oltre 500 controlli oncologici domiciliari gratuiti, oltre 40 visite psicologiche e circa 3.500 prestazioni di natura infermieristica.
Un’attività di tutto rispetto che spazia anche nel campo della ricerca se si pensa ai 74 progetti clinico-scientifici che la vedono attualmente impegnata al fianco di prestigiose istituzioni sanitarie e scientifiche (Asl, Aziende Ospedaliere, Policlinici, e Ircss) e alla fervente e quotidiana attività degli ambulatori oncologici presenti a Napoli e in diverse città della provincia, come Capri, Torre del Greco, Caivano, Vico Equense e Pozzuoli, per citarne alcune, che nell’insieme hanno potuto superare, per l’anno in corso, la soglia delle tremila visite di controllo e prevenzione oncologica, vero e proprio baluardo del contrasto alle patologie tumorali.
 
 

I Love Napoli Cafè Chantant – Christmas Edition

Uno spettacolo di Lara Sansone
Napoli, Teatro Sannazaro – dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014

image

Alcune scene rappresentative dello spettacolo

Un trionfo di sogni e di colori nel nuovo allestimento del Cafè Chantant, uno spettacolo unico che, anche quest’anno, sarà protagonista assoluto nella notte di San Silvestro.
Il Teatro Sannazaro di Napoli ospiterà, da sabato 21 dicembre 2013 alle ore 21.00 (repliche fino a lunedì 6 gennaio 2014), il debutto di I Love Napoli Cafè Chantant – Christmas Edition, nuovo allestimento teatrale di Lara Sansone dal forte carattere partenopeo, che, in questa nuova edizione, svelerà tutto il suo forte carattere internazionale.
Ci sono spettacoli che hanno ormai il sapore dei classici e il Cafè Chantant è uno di questi. Lo spettacolo, che si presenterà in una nuova edizione e la formula di sempre, è tutto da ascoltare, da vedere, da gustare ai tavolini, lasciandosi incantare dall’esplosione mediterranea.
Anche quest’anno il Cafè Chantant sarà protagonista assoluto, martedì 31 dicembre 2013, del Gran cenone di San Silvestro a Teatro, uno spettacolo speciale in una notte speciale, per accogliere in bellezza l’anno nuovo. La sala, svestita delle poltrone, accoglierà una vera cena spettacolo, con un menù ricco, gustoso e tradizionale, in un ambiente particolare e unico nel suo genere

Nato dall’idea di trasformare la platea del Sannazaro in una vera sala da caffè concerto belle époque, lo spettacolo riassume quel concetto di napoletanità che trova i suoi punti di forza nella riproposizione dei grandi capolavori della melodia partenopea, con qualche accenno alla prosa dei nostri celebri autori, facendo, di tanto in tanto, qualche incursione nella musica internazionale, per celebrare ed accogliere al meglio i tanti turisti che, anno dopo anno, affollano la nostra sala.
I protagonisti, Lara Sansone, Luca Sepe, il trio Ardone, Peluso e Massa, unitamente all’Orchestra e il Balletto del Teatro Sannazaro e un nutrito cast di cantanti ed attori, faranno rivivere, in scena, i fasti del glorioso spettacolo d’altri tempi.
Un trionfo di sogni e di colori, che renderà omaggio alla città di Napoli, offrendo una serata all’insegna della musica napoletana e internazionale, avvolti in un’atmosfera speciale e affascinante.
«Lontano dall’essere fedele ad un’epoca, dell’antico genere dei primi ‘900, nel nostro format – sottolinea Lara Sansone – resta solo la “mossa” della sciantosa, l’eterna Ninì Tirabusciò, perché sia l’impianto che le performance vestono abiti personalissimi, spesso internazionali, arricchiti dalla verve di un cast giovane, ma di grande scuola e talento. Artisti, cantanti e ballerini, formatisi nelle grandi compagnie classiche, si divertono a cambiare pelle ed a mettersi a servizio di un “gioco” teatrale antico, ma mai vecchio, che strizza l’occhio all’attualità proprio come avveniva più di cento anni fa, nei mitici saloni del “Cafè Chantant».
Canzoni, colori, sciantose, ballerine, comici, poesia, musica, seduzione, orchestra dal vivo, degustazioni ai tavolini dei prodotti tipici campani, il Cafè Chantant è questo e molto altro ancora. Quest’anno avrà una veste nuova, nella versione Christmas Edition, per accompagnare idealmente lo spettatore in un percorso magico attraverso la nostra cultura, la nostra città. Un viaggio che, idealmente, tocca Capri, Sorrento, la notte al chiaro di luna, il giorno, trasportati dalla fantasia, fino a creare un ponte ideale con Parigi, New York, San Paolo do Brazil, Madrid.

 

Verificato da MonsterInsights