Meningite: non abbassiamo la guardia! I vaccini sono un’offerta di vita, rendiamoli disponibili

Nell’ambito del Convegno patrocinato dall’Università “La Sapienza”
L’appello lanciato oggi da genitori, medici e docenti universitari perché si arrivi presto in Italia a “0 casi Meningite” e tutte le Regioni offrano i vaccini contro questa terribile infezione.

 

“0 casi di meningite”, questo il grido di battaglia di Amelia e Alessandro, genitori della piccola Alessia uccisa dalla meningite di tipo B nel 2007, e fondatori dell’Associazione “Alessia e i suoi Angeli”, dedicata alla promozione della salute e dell’assistenza all’infanzia. Un grido quanto mai attuale, perché ancora oggi, nel 2015, di meningite si può morire, come denunciano i 6 decessi verificatisi in Lazio da gennaio a maggio di quest’anno, e come confermano le statistiche nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità, che hanno stimato nel biennio 2013-2014 circa 2.000 episodi di meningite. Di questo, e di come aiutare i genitori ad avvicinarsi alla vaccinazione, si è parlato oggi durante il convegno “Meningite: vaccino, un’offerta di vita”, svoltosi presso la Facoltà di Economia della sede di Latina dell’Università La Sapienza.

 

“La situazione non è più accettabile” denuncia Amelia Vitiello, Presidente fra l’altro del Comitato Nazionale contro la Meningite, la prima nata per sensibilizzare sui rischi e i danni della meningite “la scienza ci dato tutti i vaccini per prevenire ogni forma di meningite, a giugno saranno passati due anni dall’approvazione del vaccino che mancava, quello contro il ceppo B che ha ucciso la mia Alessia, ma solo 7 regioni su 20 lo offrono ai genitori.” Continua Vitiello “In teoria abbiamo tutti la possibilità tecnica di evitare un’infezione mortale vaccinandoci, ma in pratica solo alcuni sono messi nella condizione di accedere al vaccino, che in questi casi può rivelarsi un salva-vita.” Conclude la Presidente “Aldilà dell’evidente ingiustizia, è necessario dare una risposta concreta a tutti i genitori che chiedono informazioni su come vaccinare i figli e che oggi, tra mille dubbi e difficoltà come testimoniamo le mail che riceviamo, sono costretti a comperare il vaccino in farmacia e chiedere al proprio pediatra di somministrarlo”.

 

Carenze informative, disponibilità a “macchia di leopardo”, sfiducia nei confronti dello strumento vaccinale, questi i nodi più critici quando si parla di vaccinazione in generale e di meningite in particolare “Si può dire che i vaccini siano paradossalmente vittime del loro stesso successo” commenta il Professor Alberto Villani, Responsabile del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell’Ospedale  Bambino Gesù di Roma “Il fatto che  i progressi in campo vaccinale abbiano contribuito a eradicare alcune nefaste malattie come la poliomielite e il vaiolo, ad esempio, invece di farci riflette su valore e benefici della prevenzione, spingono alcuni a dimenticarsi come stavamo prima e ad abbracciare alcune “strambe” teorie, mai suffragate dalla scienza, che attribuiscono ai vaccini colpe che non hanno”. Precisa Villani “Tutto ciò crea sfiducia nei confronti dello strumento, insinua dubbi nei genitori e determinano un calo di adesione alla vaccinazione. Come conseguenza la scorsa primavera all’Ospedale Bambino Gesù abbiamo dovuto curare tre casi di HIB, un ceppo della meningite che ormai consideravamo debellato”.

La meningite, in particolare quella causata da batteri, è un’infezione severa a decorso rapido che, se non diagnosticata e trattata in tempi brevissimi con profilassi antibiotica, può portare a disabilità permanenti come sordità, ritardo mentale, disturbi della sfera psico-affettiva e disabilità fisiche. La meningite può essere confusa con una banale influenza, infatti, esordisce solitamente con febbre alta e mal di testa; segnali spesso fuorvianti per i quali si rischia di ritardare la diagnosi. Altri sintomi tipici sono l’irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni, sensibilità alla luce. Attualmente esistono vaccini che prevengono sia la meningite pneumococcica sia la meningococcica, che include, quest’ultima, i ceppi A, B, C,W,Y . I ceppi C e B sono i più diffusi in Italia ed entrambi prevenibili con vaccini specifici, l’ultimo dei quali il B attualmente disponibile nelle ASL di Liguria, Veneto, Toscana, Sicilia, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Puglia.

“Siamo orgogliosi di patrocinare e ospitare questo convegno, che vuole fare preziosa opera di divulgazione per quei genitori che vogliono sapere di più sulla meningite, perché acquisire conoscenza significa poter compiere scelte vaccinali più libere e consapevoli” afferma il Professor Bernardino Quattrociocchi, Presidente della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza, sede di Latina “Sono personalmente convinto, inoltre, che si debba sostenere politiche di programmazione sanitaria che valorizzino la prevenzione attraverso la vaccinazione  perché ha il duplice vantaggio di tutelare la salute pubblica, soprattutto delle nuove generazioni come nel caso della meningite, e rappresenta il miglior investimento nel breve e lungo periodo.  La vaccinazione appropriata evita   il proliferare di malattie  dai costi  diretti e indiretti pesanti e onerosi per il nostro sistema collettivo”

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