Nuovi farmaci in oncoematologia: quanto sono efficaci e quanto costano?

Boston e la Campania discutono insieme per ridisegnare le terapie dei tumori del sangue

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Il 17 dicembre alle 14.30 all’hotel Santa Lucia di Napoli si aprirà la due giorni del 17° workshop – che prosegue il 18 dicembre per tutta la mattina – sulle malattie linfoproliferative croniche  organizzato dall’oncoematologo e dal professor Steven Treon di , riunione che negli ultimi anni ha assunto un respiro internazionale. Il workshop, organizzato per il secondo anno consecutivo in collaborazione con Harvard Medical School, verterà sui nuovi concetti/farmaci di immuno-oncologia. “Dato il discusso problema della sostenibilità dei farmaci in oncologia, abbiamo ritenuto, il professor Steven Treon ed io, fosse stimolante una sessione sugli aspetti tecnico-normativi, con uno sguardo particolare agli interessi reali dei pazienti oggi sottoposti a notevoli difficoltà anche burocratiche, oltre quello proprio della patologia di cui sono affetti,  cui sono oggi sottoposti i pazienti per entrare in possesso di farmaci ad alto costo, che pure spettano loro; come pure è evidente il ruolo delle companies per la prescrizione di farmaci”, spiega il professore Abbadessa.

Le malattie linfoproliferative ed immunoproliferative croniche, in particolare linfomi e mielomi, sono in costante progressivo incremento in tutti i paesi occidentali. Parallelamente notevoli sono in questo campo le nuove acquisizioni in termini di ricerca di base e traslazionale con evidenti ricadute sulla gestione clinica di queste patologie. L’impiego in terapia di nuove molecole ha di fatto portato ad  un notevole allungamento della sopravvivenza ed, in alcuni casi, alla guarigione.

Oggi sono disponibili farmaci innovativi, basati sulle recenti conoscenze nel campo della immuno-oncologia,  conoscenze alla base della così detta medicina di precisione o medicina personalizzata. Tuttavia l’utilizzo di molecole ad alto costo, anche se limitato a pazienti “difficili”, pone la questione della sostenibilità dei costi, con conseguenti problemi di scelta e di priorità, di etica e di socioeconomia, ma anche di appropriatezza. Proprio il necessario controllo di quest’ultima ha portato ad una complessa burocratizzazione prescrittiva, che di fatto si traduce in un accesso difficile agli stessi farmaci, sia per medici, che, soprattutto, per pazienti. A tale problema è stata pertanto una tavola rotonda, cui prenderanno parte rappresentanze dell’Accademia, dell’Industria, della Farmacovigilanza Regionale e della Agenzia Regolatoria del Farmaco Italiana ().

Toccherà poi a scienziati di fama internazionale la discussione di casi clinici chiedendo a chi è in “prima linea” in Campania nel trattamento di queste gravi patologie di porre quesiti.

Tra gli scienziati presenti vanno ricordati Ranjana Advani, uno dei massimi esperti di Hodgkin, professore di oncologia della Stanford University  Medical Center, di Palo Alto in California, Emili Montserrat della Univerità Clinic di Barcellona, Mohamed Mothy, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Terapie Cellulari del Ospedale Saint-Antoine eProfessore di Ematologia dell’Università Pierre & Marie Curie di Parigi, Federico Caligaris Cappio, Direttore della Divisione di Ricerca in Oncologia Molecolare Università Vita e Salute san Raffaele di Milano.


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