Una Sanità Privata senza controlli. Vertenza Villa Fulvia: l’assenza dei controlli della ASL ROMA 2 e della Regione Lazio determinano i primi licenziamenti delle 100 partite IVA

Dichiarazione dei Responsabili Territoriali della Privata e Antonio CUOZZO
Il servizio sanitario pubblico, svolto per il tramite di strutture convenzionate e accreditate con il SSR, è fuori controllo. Il non rispetto delle regole da parte di imprenditori senza scrupolo e l’ignavia se non la mancanza di controlli da parte della ASL Roma 2 e della Lazio sta determinando la non applicazione dei contratti collettivi nazionali, il ricorso pedissequo e reiterato alla professione ( IVA).

La Casa di Cura “Villa Fulvia” anziché assumere con un rapporto di lavoro subordinato come intimato dalla Direzione Territoriale del Lavoro nel loro verbale, recluta i dediti alla salute del cittadino, con rapporto libero professionale – partita iva. Ciò accade da decenni. La ASL e la Regione Lazio sono troppo impegnate a far quadrare i conti delle casse. Perché questi occhi chiusi? O forse è la noncuranza? O piuttosto la negligenza? Cui prodest? Così facendo lasciano campo libero agli approfittatori agli speculatori e del lavoro.

Ieri in regione e nelle ASL non si vedevano le doppie o triple fatture di alcune società accreditate o di alcune case di cura, e ora? Si specula sulla qualità del lavoro e sulle garanzie e tutele dei lavoratori costretti a prestare la loro opera, sempre professionale, ma in assenza di ferie, malattia, maternità e con i salari al ribasso (minimo il 30% in meno dei loro colleghi assunti a tempo indeterminato) e facendo assumere in prima persona la responsabilità del loro operato nei confronti degli ignari pazienti. Villa Fulvia risponde ai lavoratori interessati allontanandone dallo scorso mese i primi 8 terapisti, interrompendo in tronco il loro rapporto di lavoro e minacciando i rimanenti 90 con lettere vessatorie nel tentativo insano di manipolare una realtà che vuole invece l’assunzione di tutte 100 le partita iva. Dove sta la ASL e dov’è la Regione Lazio? Non è possibile andare avanti senza i controlli. È ora di rimediare prima che il tracollo definitivo della qualità delle prestazioni erogate scada completamente con un danno incalcolabile per il cittadino e il professionista che eroga il servizio sanitario.


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