Covid: per un ragazzo su sette democrazie inadatte a gestire pandemie

Covid: per un ragazzo su sette democrazie inadatte a gestire pandemie
Effetto Cina. Per gestire ‘bene’ una la dittatura può essere più efficace dei farraginosi meccanismi della burocrazia.

Una minoranza non indifferente di appartenenti alla generazione degli influencer o ‘nerd’ o ‘neet’ ammette che la democrazia è inadatta e inefficace per un fenomeno come la pandemia mentre i regimi autoritari ottengono più risultati. Secondo una serie di interviste realizzate dall’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. in occasione dell‘uscita dell’ultimo libro di Bruno Vespa ‘Perché l’ amò Mussolini’ (Mondadori), su un campione di 589 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, un regime autoritario è maggiormente in grado di far rispettare le regole. Mussolini, per una non indifferente minoranza del 20%, pur avendo fatto errori imperdonabili, avrebbe ottenuto risultati migliori. Non per maggiori abilità ma perché la democrazia non si presta ai necessari controlli. Curiosamente il 70% dei ragazzi ammette di non aver rispettato le regole in vigore, come portare la mascherina (32%), rispettare il distanziamento sociale (30%), il divieto delle feste (%), evitare assembramenti (25%) e ricongiungimenti con amici e altre persone, congiunti e non (24%), praticare sport di squadra non consentiti come il calcetto (20%). Uno dei motivi delle trasgressioni è che “non si sentono sufficientemente controllati”. Ma la politica non è l’unica responsabile, anzi. In primis sono i genitori e la famiglia a finire nel mirino (43%, “non controllano nè censurano i comportamenti sbagliati”), poi il ‘gruppo di amici’ (38%, “invita a trasgredire”). Sotto accusa finscono anche i vip (32%, “non osservano per primi le regole”), la politica (29%) e i social network (26%). Promosse invece le forze dell’ordine che per l’85% degli intervistati “sono gli unici a far rispettare le regole nonostante le carenze di organico”.
I ragazzi ammettono di guardare con invidia alla Cina che “ha saputo uscirne con rapidità a differenza di noi” e alla Germania che “non ha distrutto la sanità come avvenuto in Italia”. Mentre da una parte il lavoro dell’informazione viene promosso dalla maggioranza dei giovani (67%), il web viene indicato dal 55% come veicolo inquinato da fake news che nessuno controlla. Anche se due ragazzi su tre attingono a informazioni solo dal web.
“Con maggiore controllo c’è anche maggiore autocontrollo”, dice il 66% degli intervistati. Fra i provvedimenti più criticati ci sono la chiusura delle scuole (77%) e la chiusura dei luoghi culturali come i musei (69%), solo terza la serrata degli spazi di aggregazione come le movide (55%) e quarta la chiusura delle discoteche (41%). Un buon 65% di loro è favorevole anche alla norma che che lascia aperti i luoghi di culto, quindi a partecipare alle messe.
Per sopravvivere alla ‘dittatura del virus’, come indicato nel sottotitolo del libro di Vespa, quindi, una parte consistente dei giovani (il 33%) è convinto che le democrazie occidentali impiegheranno piu tempo per risolvere il problema della pandemia.
Covid: per un ragazzo su sette democrazie inadatte a gestire pandemie


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