Dagli itinerari in Terra santa all’accoglienza di Roma. Vi presentiamo Andrea Misuri

Andrea Misuri

Abbiamo intervistato Andrea Misuri, imprenditore del settore turistico religioso che opera su Roma. Tanti i punti toccati dal professionista del comparto; dalla Terrasanta alle emozioni che queste esperienze lasciano nel profondo ad ogni singolo pellegrino, ma anche di come sarà Roma post pandemia arrivando al Giubileo 2025.

Andrea hai tantissima esperienza in questo settore, raccontaci quali sono stati i tuoi primi passi nel settore mondo dell’accoglienza.
“Intanto un sorriso è il primo sintomo di accoglienza che poi si traduce anche in altre azioni e in altri ambiti cerchi di capire lo spirito delle persone. A distanza di quasi anni da quando ho cominciato questo percorso, cerco di perseguire la mia strada che è rappresentata dall’offrire un servizio che potrebbe andare bene a tutti; ad esempio, cerco di interagire, quando organizziamo grandi gruppi, con il Sacerdote o con i suoi collaboratori per capire qual è il motivo che ti spinge il gruppo ad andare in Terrasanta perché cercando di comprendere il motivo che li spinge a fare questo itinerario, riesco a trovare delle risposte che mi aiutano a capire come rendere agevole il loro pellegrinaggio.”
“Sarà forse perché ho ancora vivo l’ultimo pellegrinaggio che abbiamo fatto insieme all’Unione italiana ciechi in Terrasanta era settembre 2019. È stata per me un’esperienza significativa che ha arricchito tutti i partecipanti; c’erano persone completamente non vedenti e abbiamo portato anche sugli aerei dei cani guida.”

 

Secondo te quanto può cambiare la modalità di viaggiare in gruppo
“Dopo pandemia ci sarà un periodo in cui le persone metteranno al centro del loro bisogno il senso di questo credo che sia fuori discussione, però la voglia di far parte di un gruppo credi sia più grande e penso che alla fine dopo un primo periodo sarà naturale che poi tornerà la voglia di fare un esperienza insieme perché io posso anche andare in Terrasanta così come potrei andare a Lourdes da solo, ma il percorso che fa una comunità è sicuramente diverso.”
“Speriamo che non cambi modalità di fare questo tipo di viaggio perché un pellegrinaggio di gruppo quando è anche presente il responsabile spirituale di una comunità, te lo fa vivere in maniera diversa; spesso questa guida veste i panni di un Sacerdote è questo ti dà una chiave di lettura diversa. Questi sono itinerari da condividere con una comunità non è la visita di Parigi ma è un tipo di situazione è completamente diversa.”

Prima della pandemia si era registrato un aumento dei visitatori ma sono diminuite anche le notti di permanenza. Quali potrebbero essere le nuove opportunità per aumentare l’appeal turistico religioso non solo di Roma
 
“Questo dato in buona sostanza non fa altro che aprire una ferita perché Roma è il centro della cristianità. Se solo lo volessimo vedere sotto un profilo spirituale ma visto che Roma offre molto di più allora però probabilmente c’è qualcosa che non va. Personalmente trovo ironiche le parole di tanti che vogliono cambiare il settore turistico di Roma. Noi abbiamo un turismo che collaudato che è quello spirituale. C’è poi un turismo culturale e storico chiaramente, ma noi dobbiamo puntare su quello che abbiamo e dobbiamo di fare il massimo per migliorarlo; non dobbiamo aumentare gli attrattori, bastano questi; dobbiamo però valorizzarli.

In tante occasioni si è spesso parlato di un comitato permanente sui grandi eventi che coinvolga il mondo sportivo, congressuale e gli operatori del settore.
C’è bisogno di una cabina di regia potrebbe essere molto interessante in questo momento e servirebbe non solo valorizzare le nostre attrazioni, ma tranquillamente aumentare l’appeal su una clientela che abbracci l’intero comparto turistico della capitale.”

Come sarà secondo te il turismo religioso a Roma nel biennio 2021/2022?
“Nel biennio 21/22 ma diciamo durante la pandemia così come in tutti i momenti di crisi, le persone in genere si avvicinano alla fede, ma in questo momento è anche vero che nonostante viviamo un momento di crisi molte persone si sono per mille motivi allontanate.
Non ultimo il fatto che per una questione dei distanziamenti non è possibile partecipare attivamente alle funzioni, per cui bisogna vedere. Una cosa è certa, nel 2025 ci sarà il Giubileo e in genere questo porta un considerevole aumento di visitatori esteri già nel 2024 ovvero un anno e mezzo prima sempre. Dunque potremmo assistere ad un momento di flessione proprio perché chi decide di venire a Roma aspetta e ci viene successivamente. Anziché parlare del prossimo biennio io vorrei esporre questo concetto più a lungo termine. Dato che riprenderemo a viaggiare probabilmente nel 2022.”

 


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