Campania, centrodestra: Clp rischia di scomparire dal mercato

Mozione dei consiglieri di opposizione:
Regione riveda riorganizzazione trasporto pubblico

– «La Clp, azienda che assicura il trasporto pubblico per conto della Regione Campania e della Città metropolitana di Napoli, una delle poche in “salute” di tutto il Meridione, rischia di essere estromessa dal mercato, con tutte le conseguenze occupazionali che ne deriveranno, a causa di fatti risalenti nel tempo e che hanno coinvolto persone che da un lungo periodo non fanno più parte della compagine sociale». È quanto affermano in una mozione, indirizzata al presidente del Consiglio regionale, gli esponenti del centrodestra campano Stefano Caldoro, Annarita Patriarca, Massimo Grimaldi, Severino Nappi, Michele Schiano Di Visconti e Marco Nonno. Nel maggio 2012, a seguito del fallimento dell’Azienda casertana mobilità e servizi (Acms), la Clp ne eredita, su affidamento della Regione Campania, la gestione delle tratte (11 milioni di km all’anno) con consequenziale assorbimento, da parte dell’azienda, di ben 445 unità lavorative. «Nel luglio 2013 la Clp viene colpita da interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Napoli. Due anni dopo, nel febbraio del 2015, l’Ufficio territoriale di Governo dispone l’Amministrazione straordinaria temporanea della società nella parte riguardante i contratti di servizio del trasporto pubblico locale, perché la Regione Campania ha in corso una gara a evidenza europea per l’affidamento delle autolinee regionali per cui, come da norma, i contratti di servizio con la Clp vengono gestiti, fino all’esito delle procedure concorsuali, da amministratori straordinari (e temporanei)». Arriviamo così al 2021 senza che «mai siano state rilevate anomalie di sorta rispetto ai movimenti e ai conti di Clp» o rispetto alla qualità del servizio. A gennaio 2021, la Prefettura di Napoli impone alla Regione Campania di «provvedere all’affidamento» delle tratte gestite da Clp ad altra azienda entro il 31 agosto 2021; senza dunque attendere l’esito della gara europea che, causa Covid, è stata spostata a maggio 2022. Il che significa non solo un danno economico per l’azienda, considerato che la «legislazione vigente imporrebbe una temporaneità della gestione straordinaria», ma anche una modalità irrituale di gestione dell’Amministrazione straordinaria che impedisce al soggetto economico, dopo oltre otto anni di commissariamento, di poter riprendere la normale vita aziendale. E questo senza considerare i «ritardi della Regione nel pagamento dei corrispettivi» che di certo aggravano ancor di più il bilancio. Nel frattempo, la Regione Campania ha pianificato una sorta di «fusione fredda» tra due aziende partecipate: Eav e Air. «Manovra», scrivono i consiglieri di centrodestra, «che appare di complessa realizzazione» ancorché approvata dal Consiglio in data 18 maggio. A questa «fusione fredda», la Regione vorrebbe far seguire un «assorbimento» da parte di Air (ed Eav) delle tratte gestite dalla Clp Spa e della gestione Fallimento Buonotourist Srl, senza però «definire le modalità e i tempi delle procedure individuate». Secondo i firmatari della mozione, Air però sarebbe anche costituita in temporanea di imprese proprio per la gara a evidenza europea per l’affidamento delle autolinee di trasporto pubblico locale a carattere regionale. Posizione che, se confermata, potrebbe consentirle un ingiusto vantaggio competitivo. Inoltre, sempre l’Air, «per organizzazione aziendale e dimensione dell’autoparco», non sarebbe in condizione di «far fronte ai servizi di trasporto pubblico locale». «La Clp – sottolineano ancora i consiglieri regionali del centrodestra – serve 130 Comuni, oltre a raggiungere Lazio, Puglia e Molise; dispone di quattro impianti, di oltre 290 autobus adibiti al trasporto pubblico locale, e impiega 443 dipendenti oltre a circa 70 lavoratori dell’indotto. La società, inoltre, ha avuto parte rilevante nei servizi delle Universiadi 2019 e nei servizi straordinari durante la fase più buia dell’emergenza Covid». Ridimensionarla e cancellarla dal mercato per fatti avvenuti un decennio fa, che non hanno prodotti effetti giudiziari sulla vita aziendale, significa mettere a rischio centinaia di posti di lavoro. Ragion per cui, i consiglieri di centrodestra, richiedono un «urgente ritorno in aula» dei provvedimenti di riorganizzazione del trasporto pubblico locale «per un più compiuto approfondimento della criticità in oggetto, con relativi tempi e modalità».


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