Presentazione del libro “Danzo Precipitando” di Maria Francesca Piragine
Venerdì 4 aprile alle ore 17.30, presso la libreria L’Altracittà – Roma
Venerdì 4 aprile alle ore 17.30, presso la libreria L’Altracittà (via Pavia 106, Roma), si terrà la presentazione della silloge poetica Danzo Precipitando di Maria Francesca Piragine, opera edita dalla casa editrice Controluna. L’incontro vedrà la partecipazione dell’autrice, affiancata da Andrea Di Consoli e Laura Massacra, che dialogheranno con lei sul significato e sull’essenza della sua opera. Le letture saranno affidate alla voce di Antonella Civale, che darà corpo alle parole e alle emozioni del libro. L’amore come perdita e resurrezione, il Sud come miraggio di un impossibile ritorno all’origine, il tempo come cadenza ineffabile che lega le attese di un pronome inospitale ad attimi di pienezza improvvisi. Queste sono alcune delle tracce poetiche che la raccolta custodisce sotto forma di epifanie, movenze telluriche, peregrinazioni dello sguardo e della memoria in cui ogni lettore può precipitare danzando. La presentazione di Danzo Precipitando sarà un’occasione di confronto e condivisione, in cui il pubblico potrà avvicinarsi alla poesia di Maria Francesca Piragine. Un viaggio attraverso parole e immagini che evocano il senso profondo dell’esistenza.
Per informazioni e prenotazioni: Email: laltracittaroma@gmail.com Indirizzo: via Pavia 106, Roma
L’appello di Enrico Ditto: “Il turismo non è il problema di Napoli, ma parte della soluzione: non trasformiamo l’overtourism in un alibi.”
“Il turismo non è il problema. È parte della soluzione“. Enrico Ditto, imprenditore napoletano nel settore dell’ospitalità e da mesi tra le voci più attente al futuro della città, interviene ancora una volta nel dibattito sull’overtourism che negli ultimi mesi ha acceso Napoli, e lo fa da una posizione privilegiata: quello di CEO della catena Giuly Suites che proprio nel centro storico partenopeo gestisce diverse camere.
“Demonizzare il turismo è sbagliato e, peggio ancora, miope. È stato uno dei fattori determinanti – forse il principale – che ha permesso alla città di rialzarsi dopo decenni di abbandono e pagine buie come quella dell’emergenza rifiuti”.
“Il centro storico, fino a qualche anno fa in balìa del degrado e dell’abbandono, oggi è un luogo vivo, vissuto, frequentato”, continua Ditto. “L’espansione turistica ha contribuito a riattivare un tessuto economico che sembrava scomparso. Parliamo di attività commerciali che hanno riaperto dove prima c’erano solo saracinesche abbassate. Piccoli negozi, bar, ristoranti, botteghe: tutto ciò che oggi vediamo rifiorire nei vicoli di Napoli è in gran parte figlio dell’arrivo di chi ha scelto questa città per le sue vacanze e di chi ha acceso (fisicamente) le luci dove prima c’era buio”.
Ma questo non significa che tutto funzioni. Il rischio del ko a causa della “turistificazione” esiste – lo riconosce anche Ditto – ma “non va confuso con la crescita del turismo. Il vero problema è l’assenza di regole, di controlli, di visione. Chi ha lucrato selvaggiamente, chi ha operato in maniera abusiva, chi ha trasformato interi palazzi in dormitori senza rispetto per residenti e quartiere, ha approfittato di un vuoto istituzionale. Non è colpa dei turisti se non c’è una legge chiara e fatta rispettare“.
La narrazione semplicistica del “troppi turisti” per Ditto è un alibi, non una soluzione. “Serve invece un piano urbano serio, con limiti, incentivi, disincentivi e una strategia che metta al centro sia chi Napoli la vive ogni giorno sia chi la sceglie per qualche notte. Perché la verità è che non possiamo permetterci di perdere tutto ciò che il turismo ha generato. Sarebbe un salto all’indietro, un autosabotaggio culturale ed economico”.
“L’alternativa al turismo non è la quiete: è il vuoto,” incalza Ditto. “L’abbiamo già vista quella città senza voci, senza luci, senza lavoro. E non era una città più vivibile: era semplicemente una città dimenticata”.
Per questo l’appello è duplice: alle istituzioni, perché tornino a governare il fenomeno con coraggio e intelligenza; e all’opinione pubblica, perché impari a distinguere tra chi investe nel territorio e chi lo consuma. In mezzo a queste due polarità, conclude Ditto, “esiste una Napoli possibile. Una Napoli che vive, lavora e cresce senza svendersi”.
Aprile a Sala Ichòs: teatro d’autore, musica classica e danza gipsy
Sala Ichòs, il teatro di via Principe di Sannicandro 32/A a San Giovanni a Teduccio, accoglie il mese di aprile con un cartellone ricco di eventi. Un’esperienza da non perdere tra teatro d’autore, musica classica e danza gipsy che si fondono in un mese di spettacoli intensi e appassionanti. Un invito a lasciarsi trasportare dall’arte, a riscoprire il valore del tempo e a vivere emozioni autentiche.
Si inizia sabato 5 aprile alle ore 21 e domenica 6 aprile alle ore 19 conBAR,spettacolo di Roberta Frascati prodotto da Contestualmente Teatro e Il Demiurgo. Un monologo intenso che racconta la storia di Marta, una ragazza di paese travolta dal ritmo incessante della città. In una lotta tra il bisogno di stabilità e il desiderio di libertà, Marta trova rifugio su una panchina, luogo di introspezione e rinascita. Attraverso ricordi, oggetti simbolici e voci del passato, il pubblico la seguirà in un percorso onirico di crescita e consapevolezza. Un viaggio che conduce alla scelta di dare valore al proprio tempo, tra sogno e realtà. La regia di Franco Nappi e Riccardo Pisani, la scenografia essenziale e una drammaturgia potente danno vita a uno spettacolo che invita alla riflessione sulla frenesia della vita moderna. Consulenza luci di Victoria De Campora; consulenza scene e costumi di Filomena Mazzocca; foto e video di Davide Visca.
Venerdì 11 aprile alle ore 21, la compagnia Airots presenta È la fine! di e con Emanuele Iovino, diretto da Giuliana Pisano. Uno spettacolo che racconta la crisi di un uomo di 34 anni, Gigi, alle prese con le illusioni dell’amore, il peso della famiglia e un lavoro insoddisfacente. Ma è davvero la fine o è un nuovo inizio? Un racconto teatrale dove il fallimento diventa un’opportunità di crescita, tra ironia e malinconia. La musica e il rumore del mare accompagnano il protagonista in una lotta interiore, dove ogni scena è un’azione verso il cambiamento. Un palloncino legato alla terra, una chitarra mai suonata nel modo tradizionale, un pesce colorato: simboli che si intrecciano per raccontare una storia di trasformazione e speranza. Assistente alla regia Gennaro Monforte; fotografia di scena Rosa Sanzone.
Sabato 12 aprile alle ore 21, la musica classica avvolgerà la Sala Ichòs con il Duo Ferrantini Miele. Aldo Ferrantini al flauto e Angelo Miele alla fisarmonica eseguiranno brani di G.S. Bach, A. Piazzolla, J. Williams, E. Morricone, G. Hermosa e H. Hambrosius, in un concerto che promette di incantare il pubblico con sonorità raffinate e suggestive.
Domenica 13 aprile alle ore 19, il sipario si chiude con l’energia travolgente di Kethane dance – Le Gitane del Vesuvio. Uno spettacolo di danza gipsy che celebra la condivisione, la gioia e la bellezza della diversità. La compagnia, nata da laboratori condotti da Carmen Famiglietti, porta in scena coreografie ispirate alle tradizioni romaní di Russia, Turchia, Spagna, Nord Africa, mescolando elementi di danza popolare del sud Italia. “Kethane”, in lingua romaní, significa “insieme” e l’essenza dello spettacolo è proprio questa: un viaggio attraverso la musica e la danza, un’esplosione di colori ed emozioni che unisce le tradizioni in un’unica, vibrante celebrazione.
Biglietto intero: 10 € – ridotto: 8 € Parcheggio gratuito in loco Info e prenotazioni: cell. 366 8711689
L’Antica Pizzeria Da Michele apre a Catania venerdì 4 aprile 2025, in via Manzoni 80.
Il locale che ospiterà la nuova sede dell’Antica Pizzeria da Michele si trova nel centro storico della città siciliana e nella famosa via Manzoni, alle spalle di via Etna, nel pieno del barocco italiano che parte da Napoli e si estende alla Sicilia.
Nel contesto urbano di via Etna, la bellezza si contamina tra i palazzi e le facciate presenti e i profumi provenienti dalle cucine catanesi si intrecciano ora con il forno storico dell’Antica Pizzeria Da Michele.
La nuova sede sorge all’interno di un edificio di fine ‘700 inizio ‘800, in una posizione che permetterà a residenti, anche di paesi vicini, e turisti di godersi l’atmosfera unica del brand napoletano. All’interno dell’edificio sono presenti volte a crociera che sono state riqualificate e messe in evidenza esaltando le caratteristiche del brand che si appresta ad aprire nel cuore pulsante della regione Sicilia.
«Qui, come a Napoli, la pizza non è solo un piatto, ma un rito, un momento di condivisione che attraversa le generazioni, un pezzo di storia che si gusta a ogni morso. I catanesi, con la loro accoglienza calorosa e la passione per il buon cibo, abbracceranno senza esitazione una pizza che rappresenta la fusione perfetta tra la tradizione partenopea e il calore del sud» spiega Alessandro Condurro, AD de l’Antica Pizzeria Da Michele in the world.
«Gli abitanti di Catania, che da sempre amano la loro cucina ricca e generosa, troveranno ne l’Antica Pizzeria Da Michele un angolo di Napoli che saprà emozionarli con i suoi ampi e illuminati spazi che occupano un’area di circa 380 mq. La pizzeria esalta la tradizione, celebrandola con un grande forno a vista, con l’attenzione che nasce in ogni gesto e rituale e con le ricette della sede storica di Napoli» continua Francesco De Luca, AD de l’Antica Pizzeria Da Michele in the world.
Il progetto porta la firma del rinomato studio dell’architetto Antonio Di Maro, che, per il gruppo Asset Food, ha portato avanti lo sviluppo della sede catanese e che, per raccontare il brand, ha seguito le classiche scelte stilistiche già utilizzate anche nelle sedi di Bari, Taranto, Trieste, Bergamo, Viareggio, Pompei, Pescara, Modena e Civitavecchia, con alcune specifiche nel rispetto e nell’esaltazione del luogo artistico.
«Anima autentica e passione creano una connessione immediata tra due terre distanti geograficamente, ma da sempre unite nella storia e nella loro identità. Napoli e Catania hanno un passato e un presente affascinante, che parla di conquiste e di sfide. Sono città che non si dimenticano una volta viste e amate, proprio come la nostra pizza di Da Michele» conclude Giuseppe De Paola che rappresenta il gruppo di imprenditori della Asset Food.
Il menù, oltre alle tradizionali e famose pizze che hanno reso celebre il marchio, a Catania si arricchisce di un’offerta dedicata agli anni ’90 e alla famosa frittura napoletana che richiama anch’essa le antiche ricette campane. Si completa con dolci della tradizione quali babà, pastiera e delizia al limone e di innovative pizze dolci.
Ragazzi Fuori: il mondo del disagio e della violenza minorile a PresaDiretta
Domenica 30 marzo ore 20.30 Rai3
PresaDiretta si occupa di adolescenti tra crimine, disagio, cyberbullismo e piattaforme social.
RAGAZZI FUORI, in onda domenica 30 marzo alle 20.30, Rai 3.
PresaDiretta ha attraversato il mondo del disagio e della violenza minorile, è entrata nel carcere per minori di Nisida a Napoli e nel Cesare Beccaria a Milano, ha incontrato i giovani, gli operatori e le forze dell’ordine tra dolore, malessere e riscatto. E poi ancora i più fragili, quelli presi di mira dai bulli, sul web e non solo, quelli che non riescono più a sopportare di vivere.
Aspettando PresaDiretta, nella prima parte della serata, dalle 20.30 fino alle 21.25 circa, si concentra sulla relazione giovani e social, dal fenomeno dei baby influencer alle famiglie youtuber. Le storie di Mia, Ylenia, Chiara, Diego e dei tanti minorenni alle prese ogni giorno con video da realizzare e centinaia di migliaia di follower. Il parere degli esperti su privacy, marketing, conseguenze sul loro sviluppo. E infine l’esempio della Francia che ha normato per legge autorizzazioni dell’ispettorato del lavoro, certificati medici, giorni di riprese, retribuzione depositata in banca fino alla maggiore età dei giovanissimi influencer del web.
E poi la puntata RAGAZZI FUORI. Il viaggio di PresaDiretta parte dalla Campania, tra Napoli e dintorni, con la morte, in pochissimi giorni, di tre giovani: Santo, Arcangelo ed Emanuele: tutti e tre uccisi dalla violenza di loro coetanei. Il racconto dei genitori, degli operatori, delle forze dell’ordine, tra dolore e disagio, armi e volontà di recupero. Seconda tappa dell’inchiesta, gli istituti di pena minorili dove da mesi è un susseguirsi di rivolte: PresaDiretta è entrata nel carcere minorile di Nisida a Napoli e nel Cesare Beccaria a Milano e ha parlato non solo con i giovani detenuti, ma anche con gli educatori e i responsabili degli Istituti. In un sistema carcerario minorile già provato, quali sono gli effetti del decreto Caivano, approvato più di un anno fa per contrastare criminalità e baby gang? Secondo l’associazione Antigone, 12 strutture su 17 sono in sovraffollamento. Mai così tanti minorenni dietro le sbarre, mentre sulle comunità di rieducazione pesano tagli e ridimensionamenti.
Ma nella vita degli adolescenti è sempre più presente anche il mondo digitale. Lo dimostra la dolorosa ricostruzione della storia di Alessandro Cascone, che a soli 13 anni si è tolto la vita. Gli investigatori, nel suo telefonino hanno trovato un fiume di messaggi violenti e di insulti agghiaccianti da parte del branco di bulli che lo perseguitava. Ultima tappa, la sala operativa della polizia postale, per capire come difendersi dal cyberbullismo, un fenomeno che colpisce vittime sempre più piccole. In aumento anche casi di sextorsion e deepfake, con richieste di soldi e uso di intelligenza artificiale per spogliare giovani ragazze.
Ospite in studio con Riccardo Iacona Elisa Giomi, commissaria AgCom e docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Roma Tre, per capire quali strumenti mettere in campo per regolamentare le piattaforme social per i giovanissimi.
RAGAZZI FUORI: è un racconto di Riccardo Iacona e Maria Cristina De Ritis con Cecilia Carpio, Daniela Cipolloni, Teresa Paoli, Paola Vecchia, Emilia Zazza, Fabio Colazzo e Paolo Martino.
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