“Weekend Fuoriporta”: la terza tappa è a Firenze, un viaggio tra storia e avventura!
Preparatevi per un weekend “un po’ diverso” a Firenze! La terza imperdibile puntata di “Weekend Fuoriporta“, in onda domenica 22 giugno alle 9:30 su Rai 2 e disponibile anche su Rai Play, vi porterà alla scoperta del capoluogo toscano attraverso gli occhi di due splendide conduttrici, Barbara Francesca Ovieni e Romina Pierdomenico.
Dopo aver esplorato Roma e Milano, il viaggio di “Weekend Fuoriporta” prosegue nel cuore della Toscana, focalizzandosi sulle mille sfaccettature di Firenze. Le due conduttrici si immergeranno in esperienze uniche e indimenticabili, ben lontane dai soliti itinerari turistici.
Le 48 ore fiorentine di Barbara e Romina inizieranno con una visita a Palazzo Medici Riccardi. Qui, un incontro inaspettato attende le due conduttrici: si imbatteranno nientemeno che in Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici, che le guiderà in un affascinante racconto della vita di corte.
Dopo un’emozionante sessione di canottaggio sulle acque dell’Arno, le due ragazze raggiungeranno Piazza della Signoria e si concederanno una dolce pausa da Rivoire, la nota cioccolateria fiorentina, una vera e propria istituzione per la città.
Il secondo giorno sarà all’insegna dell’avventura equestre: Barbara deciderà di far avvicinare Romina agli sport equestri, regalandole un’esperienza indimenticabile a cavallo.
“Weekend Fuoriporta”, un programma della durata di 30 minuti, è una vera e propria lente d’ingrandimento sui nostri territori italiani, mostrando una dimensione alternativa e spesso sconosciuta di luoghi famosi per attrazioni nazionalpopolari o storiche. La produzione è di Bug. Il programma è di Fabrizio Silvestri e Andrea Iannuzzi.
E’ USCITO “TREMMA”, IL PRIMO BRANO DELL’ARTISTA MADI
MARIA DANIELA PACE in arte MADIpresenta il nuovo singolo
“TREMMA”Disponibile dal 20 giugno 2025 su tutte le piattaforme digitali
Un sussulto, un respiro profondo della Terra. Una preghiera laica e poetica.
Una canzone che nasce da un tremore, e arriva dritta al cuore.ASCOLTA QUI
È uscito Tremma, il nuovo singolo di Maria Daniela Pace, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 20 giugno 2025. La cantautrice dell’area nolana segna il suo debutto musicale con una canzone intensa, viscerale, nata dall’incontro tra anime affini e intuizioni profonde. La melodia si sviluppa a partire da una sequenza di accordi scritti nel 1975 dal chitarrista Nello Esposito, storico compagno musicale di Maria Daniela, che per la prima volta l’ha invitata a metterci voce e parole. La produzione musicale è firmata dal produttore campano Francesco Rastiello, che restituisce con sensibilità e rigore l’essenza più profonda del brano, tra echi ancestrali e vibrazioni contemporanee.
Tremma prende forma in modo istintivo, quasi corporeo. Maria Daniela ascolta la musica come si ascolta un respiro: attraverso il corpo, con l’anima, lasciandosi attraversare da immagini, memorie, visioni. L’ispirazione nasce da una poesia dedicata al Vesuvio, e si allarga poi ai Campi Flegrei, alla potenza primordiale della terra che nutre, accoglie e, a volte, trema.
“La Terra, madre da cui nasciamo e a cui torniamo.
Sussulta, mentre ci nutre. Ci cura, mentre ci ricorda
che potrebbe volerci di nuovo con sé.
Ma non è ancora tempo per morire.
Vogliamo solo stenderci su di lei
per guardare le stelle col naso in su.”
Tremma è un inno alla vita fragile e potente, alla nostra connessione profonda con il pianeta e al mistero del suo movimento. È anche una preghiera, affinché ogni sussulto sia un richiamo alla gioia, non alla fine. Una canzone che racchiude la filosofia dell’anima, il suono delle radici e la delicatezza di chi canta non solo con la voce, ma con tutta la propria storia. Registrato in pochi giorni, tra una videochiamata e una sessione dal vivo, Tremma nasce da un’urgenza artistica ed emotiva e trova oggi la sua forma compiuta. Maria Daniela Pace si conferma cantautrice autentica, spirituale e profondamente umana, capace di trasformare l’ascolto in esperienza sensoriale e riflessione poetica. Tremma è disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music e su tutte le principali piattaforme digitali.BIO MADI Maria Daniela Pace, classe 1977, è un’anima creativa e poliedrica che ha fatto dell’arte, in tutte le sue forme, una guida silenziosa ma costante lungo il cammino della propria vita. Cantautrice, autrice, performer e appassionata di educazione e umanità, Daniela ha sempre vissuto l’espressione artistica come un bisogno profondo, un’urgenza dell’anima, un modo per dare voce alle emozioni e al senso più autentico dell’esistenza. Fin dall’infanzia, ha coltivato con naturalezza e passione la scrittura, il disegno, il canto e la fantasia, facendo della creatività la linfa dei suoi sogni. Nonostante un percorso professionale e di studi rigoroso – dal liceo classico alla laurea con lode in Scienze dell’Educazione – l’arte è sempre rimasta un fuoco vivo, spesso tenuto in disparte ma mai spento. Dopo un primo periodo di studio universitario in Giurisprudenza, lasciato per inseguire ciò che davvero la nutriva, ha seguito un percorso umanistico e formativo, lavorando anche in ambiti distanti dal suo mondo creativo, come la contabilità e l’amministrazione pubblica, senza mai perdere il contatto con la sua parte più autentica. Ha collaborato con agenzie di animazione, progetti scolastici per l’infanzia e artisti contemporanei, scrivendo testi teatrali, filastrocche, sceneggiature e componendo brani, con la capacità rara di raccontare la vita nei suoi contrasti più forti: l’amore, la perdita, la rinascita. Il canto è stata la chiave della sua rinascita personale, uno strumento salvifico in momenti difficili come la separazione e la ricostruzione personale e familiare. Proprio attraverso la musica ha ritrovato se stessa, riscoperto la forza della propria voce e l’urgenza di raccontarsi senza filtri, con verità e passione. Oggi lavora presso l’ASL di Salerno, ruolo che svolge con senso del dovere e gratitudine, ma senza mai abbandonare la sua missione artistica. Definisce se stessa una “IN-dipendente pubblica”, sottolineando con ironia e consapevolezza la doppia natura della sua identità: rigorosa nel lavoro, libera nell’essere. Accanto al suo impegno professionale, continua a scrivere, a cantare, a condividere la sua visione emotiva del mondo, cercando sempre il bello, l’armonia, la verità emotiva.
Stoffe sacre del Mondragone: a Napoli la storia attraverso i paramenti liturgici in mostra fino al 30 settembre
“La Fondazione Mondragone diretta da Maria d’Elia è il presidio da cui parte l’idea della prima Accademia di restauro del tessile a Napoli, laddove non esiste conservazione senza conoscenza, e non esiste conoscenza senza conservazione”. Così Bianca Stranieri, storica dell’arte, esperta di storia della seta e del tessuto, durante la presentazione del volume e della mostra a sua cura “Nobili orditi e trame di seta. Il patrimonio tessile sacro della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Mondragone”. I paramenti liturgici esposti vanno dal XVI al XIX secolo, alcuni dei quali appena restaurati, in particolare il Parato Sanfelice (XVIII sec.). “I tessuti preziosi da restaurare sono nelle numerose chiese e nei musei di Napoli – ha ribadito Stranieri – ma mancano le competenze per portarli a nuova vita e poterli musealizzare. La scoperta di queste lacune e il progetto della scuola nasce da chi come me lavora sul campo, e ogni giorno è alle prese con questi manufatti, che necessitano di restauro”.
Il tessile non è solo funzionalità, ma anche espressione di cultura materiale che riflette tradizioni, status sociale, identità di popoli e comunità in tutto il mondo. “La storia del tessile è affascinante e complessa – ha commentato Maria D’Elia – offre uno sguardo privilegiato sull’evoluzione delle società umane. Ed è per questo che accolgo con entusiasmo la nascita di un’Accademia del restauro del tessile in Campania, che formi abili restauratori sul territorio”. Volume e mostra racchiudono queste intenzioni. Il testo è della collana MO.DO, Monumenta Documenta, fondata da Rosanna Cioffi e diretta da Nadia Barrella dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Volume e mostra sono stati realizzati con il sostegno della Fondazione Banco di Napoli, sulla scia di quel partenariato con la Fondazione Mondragone che ha già prodotto ottimi frutti, mentre la mostra ideata da Maria d’Elia è curata dalla Stranieri, con il patrocinio della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Vanvitelli. Sono paramenti splendidi e nelle loro originarie collocazioni, alcuni restaurati, quelli esposti nella mostra visitabile fino al 30 settembre, e che un tempo ornavano la chiesa di Santa Maria delle Grazie sulla collina delle “Celze”, nota agli studiosi, ma molto meno ai napoletani. “Stiamo creando un museo del sacro – commenta d’Elia – e questa mostra, con il parato Sanfelice e altri pezzi di inestimabile bellezza è una dimostrazione di quanta storia attende solo di essere esposta. L’iniziativa si inserisce in un progetto finanziato con fondi poc dalla Regione Campania fortemente interessata al restauro del patrimonio del sacro della Fondazione Mondragone”.
Il volume raccoglie il catalogo completo dei paramenti sacri della chiesa, con introduzione di Nadia Barrella e i saggi di Ugo Di Furia, Gloria Guida, Silvana Musella Guida, Giuseppe Pignatelli Spinazzola, Giulio Sodano e Bianca Stranieri, che illustrano la storia della fondatrice dell’annesso ritiro per giovani fanciulle, l’aristocratica Elena Aldobrandini (1589-1663) e forniscono inedite informazioni documentali sul sito e sul complesso architettonico. Alla presentazione hanno partecipato: Orazio Abbamonte Presidente Fondazione Banco Napoli, Monsignor Adolfo Russo, direttore della Pastorale della Cultura della Diocesi di Napoli, gli allievi della classe terza di Design e Moda del Polo delle Arti Caselli Palizzi di Napoli, con il direttore Valter Luca de Bartolomeis, gli autori dei saggi.
Giochi legali: il Rettore Catapano (Università AUGE) al convegno AGSI
“Il settore del gioco è un polmone economico per le entrate dello Stato. Necessario un punto d’incontro con le banche”
Napoli, 21 giugno 2025 – “Il comparto dei giochi legali rappresenta un polmone economico per le entrate dello Stato. È quindi fondamentale che si trovi un punto d’incontro tra le strutture che operano nel settore e gli istituti bancari, affinché l’intero sistema possa funzionare in modo trasparente e sostenibile”. Lo ha dichiarato il Prof. Giuseppe Catapano, Rettore dell’Università AUGE, intervenendo al convegno promosso da AGSI – Associazione Gestori Scommesse Italia – dal titolo “Giochi legali: regole e dazi certi e sostenibili”.
Il Rettore ha posto l’accento su una criticità che continua a penalizzare il comparto: “Il vero nodo della questione è il rapporto tra le strutture di gioco e il sistema bancario. Le banche non possono impedire operazioni finanziarie a soggetti autorizzati, appellandosi esclusivamente a criteri etici. L’attività è regolata e sottoposta a controlli normativi. Per questo è lecito chiedersi perché il MEF non vigili in modo più incisivo sulla corretta applicazione delle norme”.
Catapano ha inoltre sottolineato come la discriminazione da parte degli istituti bancari rischi di favorire fenomeni criminali: “Negare aperture di conti correnti o servizi finanziari alle categorie autorizzate, in nome di un codice etico, è non solo scorretto ma pericoloso: si agevolano di fatto i circuiti illegali. Ci sono anomalie contrattuali e informative che vanno corrette. Serve chiarezza, accompagnamento normativo e una riforma culturale e tecnologica del sistema bancario”.
L’intervento si è concluso con un appello alla collaborazione istituzionale e alla consapevolezza collettiva: “Con AGSI vogliamo avviare un percorso condiviso di informazione e formazione. Non possiamo ricordarci di questo comparto solo nei momenti di crisi, come accade con gli artisti dopo la loro morte. È necessario dare riconoscimento al lavoro quotidiano di chi opera nella legalità, con regole certe e trasparenza. In Spagna il gioco è regolamentato da decenni, mentre in Italia è ancora percepito con sospetto. È tempo di cambiare mentalità”.
Paolo Siani presenta “Cyberbullismo” al lido Varca d’Oro di Giugliano
Il piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale fa tappa sul litorale domitio
Appuntamento estivo per l’autore Paolo Siani che presenterà il suo libro “Cyberbullismo” presso il lido Varca d’Oro, Marina di Varcaturo a Giugliano, giovedì 26 giugno alle ore 18. Pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi, è il volume numero venti. La presentazione è organizzata dall’Associazione Culturale Sipes. Dialogheranno con l’autore, la giornalista Stella Cervasio e la docente dei modelli integrati di interventi psicoeducativi dell’Università Suor Orsola Benincasa Giovanna Gison. Modera l’evento Antonella Fabbricatore, giornalista e direttrice del quotidiano Terra Mia.
Cyberbullismo
Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima. La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi. Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età. Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini. È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.
Paolo Sianipediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri. Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.
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